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Appartamento di Sgarbi al Grimani
Giorgio Cecchetti
La Nuova Venezia 28/9/2010

Il soprintendente sospeso voleva ristrutturare il mezzanino del museo

Vittorio Sgarbi aveva tutta l'intenzione di ristrutturare il mezzanino tra il primo e il secondo piano del nuovo museo, quello di palazzo Grimani, per farsi l'appartamento. Adesso è tutto sospeso, dopo che la Corte dei conti sulla sua nomina ha mosso numerosi rilievi, che hanno costretto il ministro Sandro Bondi a mandare il critico d'arte in aspettativa, in attesa che vengano risolte le questioni. Quegli spazi, in realtà, erano destinati alla foresteria per il custode.

Ci sono altri dirigenti del ministero dei Beni culturali che usufruiscono di appartamenti o foresterie inseriti in palazzi e musei statali. Ci sono quelli a palazzo Reali in piazza San Marco, da anni occupati da soprintendenti o direttori della Biblioteca Marciana, esiste un appartamento nella villa di Strà e nell'edificio di proprietà dell'Archivio di Stato alla Giudecca. Tutti gli appartamenti, comunque, sono utilizzati in questo modo da molti anni e i dirigenti che li occupano li hanno trovati già predisposti. C'è un ex soprintendente che è finito anche davanti ai giudici perchè non pagava bollette e piccola manutenzione, caricando le spese sulle spalle dei cittadini. Altri, invece, pagano regolarmente l'affitto. Il progetto di Sgarbi - quello di sistemarsi nel mezzanino di uno dei luoghi architettonici più preziosi della città lagunare - non era rimasto soltanto un'intenzione, visto che il critico d'arte aveva già compiuto un primo sopralluogo con un suo architetto di fiducia, colui che probabilmente doveva firmare il progetto e seguire i lavori per trasformare quelle stanze disadorne in un accogliente foresteria. Inoltre, ne aveva parlato praticamente con tutti i suoi collaboratori della soprintendenza.
Chissà in quale modo aveva pensato di risolvere la questione del custode, tanto più che grazie a Sgarbi palazzo Grimani, ad esempio in questi giorni, si è arricchito della presenza di importanti opere d'arte, come «La Tempesta» del Giorgione. E Sgarbi aveva espresso l'intenzione di proseguire ad esporre altri quadri importanti all'interno del gioiello del Rinascimento. Motivo in più, dunque, per sistemare, anche durante la notte, una persona in modo da garantire una presenza costante per il controllo. A Sgarbi, senza dubbio, palazzo Grimani è piaciuto subito, del resto non poteva essere così, visto che per gli affreschi e per le soluzioni architettoniche è unico in laguna e secondo - forse - solo alla residenza dei Dogi, palazzo Ducale. Del resto, gli uomini della famiglia che così l'hanno voluto hanno portato in laguna - unici a Venezia - pittori e architetti da Roma e dalla Toscana. Il soprintendente sospeso aveva addirittura organizzato lo show dell'amica pornostar di Pellestrina, Vittoria Risi, che al Grimani oggi avrebbe dovuto spogliarsi davanti al quadro.





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