LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Taglia la cultura chi non capisce la cultura
IL GIORNALE DELL’ARTE – 28 settembre 2010

È difficile sostenere che la cultura possa essere esentata dai drastici risparmi che l'equilibrio dei bilanci pubblici impone a tutti. Ed è inutile rimpiangere il fiume di denaro sciupato nel passato per beni culturali fasulli, in massima parte non meritevoli di così nobile classificazione. Beni non apportatori delle sostanze nutritive vitali con cui la cultura contribuisce alla buona salute di un Paese. I tagli dunque potrebbero perfino essere accolti con sollievo se servissero finalmente a staccare l'ossigeno ad attività pretestuose della cui privazione oggi e domani nessuno patisce, se non i diretti destinatari di denaro pubblico che serviva esclusivamente alla loro sussistenza personale. Parassiti culturali. Lo scandalo Premio Grinzane Cavour è esemplare. Quei tagli dovevano essere fatti da tempo. Oggi comunque potrebbero venire considerati una salutare pulizia se basati su valutazioni consapevoli, caso per caso, della qualità di quanto debba essere sostenuto a qualsiasi costo e di quanto invece possa essere eliminato senza rimpianto. Tagli benvenuti dunque se imponessero uno stop definitivo alle cosiddette e maledette erogazioni a pioggia, espressioni del sistema di un Paese da secoli strutturato sulla cortigianeria e sulla mendicità intellettuale. Di un Paese sostanzialmente assistenziale. Da ciò reso pusillanime, pigro, servile e corrotto. Un Paese ben rappresentato dai personaggi impersonati da Totò e Alberto Sordi. Il sistema delle sovvenzioni era molto apprezzato dai detentori del potere economico e politico perché garantiva la sottomissione remissiva di un settore vocazionalmente inquieto e critico che in se stesso coltiva germi di pericolose virulenze. Ma per selezionare occorre una conoscenza sicura dei prodotti e delle attività, una competenza che soltanto la pratica della cultura può dare, una severità rigorosa capace di prescindere da qualsiasi giudizio che non sia una valutazione del merito e della qualità. Nessuno degli uomini politici e degli amministratori che ci governano sembra dotato di tali requisiti, di un'autentica consuetudine, esperienza e frequentazione della cultura. Chi non usa la cultura nella propria vita privata, chi non l'ha resa parte integrante della propria esistenza quotidiana, chi quindi non sa quanto essa sia essenziale non meno del cibo e delle vesti, è Improbabile che possa operare con sapienza chirurgie che possono risultare letali per il benessere profondo del Paese. Ad esempio, erano state finanziate quantità assurde di libri vanitosi, inutili, pleonastici, velleitari e dispendiosi. Eppure il libro è tuttora il principale deposito e vettore di cultura non dovremmo finanziarne più nessuno? Alcune fondazioni e governatorati regionali hanno deciso così. Su cento libri, non è totalmente sciocco, per i 98 da gettare, negare ai due o tre meritevoli il supporto di cui hanno bisogno per esistere ed essere divulgati? Il fatto è che fondazioni e Regioni dopo aver detto di sì a tutti ora trovano più comodo dire di no a tutti. Per risanare un'azienda occorrono, ma non bastano, tagli; di soli tagli un'azienda soccombe. Occorre innovazione, capacità di riforme spesso non costose, ma semplicemente intelligenti. Tagliare con una mano, creare con l'altra. Questa è la forza e il senso della politica, il talento del governare. Di innovazioni non vediamo il minimo segnale. Questo giornale cerca con fatica di mantenersi distaccato da pregiudizi, luoghi comuni e schieramenti di parte, finge di ignorare comportamenti e linguaggi inadeguati, imbarazzanti per la loro volgarità, limitatezza, convenzionalità e oscurantismo, ma basta scorrere la squallida cronaca degli ultimi mesi perché chiunque possa farsi un giudizio della pessima qualità, dell'incredibile mal governo dei beni culturali in Italia. Ecco l'agghiacciante sequenza (nessuno osi dire che il Governo è inattivo nei beni culturali): Restauratori La riforma (quasi 2Omila domande giunte) appare fatalmente destinata a impantanarsi in una dimensione che denota colpevole imprevidenza mettendo a repentaglio una tradizione professionale in cui l'Italia è ancora leader. Parchi nazionali. La stessa ministra Prestigiacomo ha minacciato di chiuderne almeno metà se non verranno annullati i tagli di bilanci che erano già insufficienti. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta, incalzato da Giulia Maria Crespi del Fai, ha suggerito di promuovere una campagna stampa. Il braccio destro del capo del Governo! Se ci crede, non può pensarci lui? Arcus. Doveva alimentare in via sussidiaria i beni culturali, ora è sospettata di usi impropri, arbitrari e non prioritari. Leggete la lista integrale delle elargizioni in questo numero comprende casi e privilegi veramente imbarazzanti. Beni demaniali. L'elenco di dodicimila edifici e luoghi da trasferire in nome del federalismo terrorizza le amministrazioni periferiche (Regioni e Comuni) che li equiparano in gran parte ad altre bocche da sfamare rifilate a chi non ha pane abbastanza per se stesso. Di fatto espone edifici rilevanti e paesaggi all'abbandono oppure al rischio di usi devastanti per l'inevitabile soccombenza a interessi particolaristici che localmente (per di più in condizioni di indigenza) non paiono arginabili e controllabili. Fatto sta che lo Stato si alleggerisce di colpo di una mole pesantissima dl beni di rilevanza culturale. Intanto, le città di Firenze e di Roma si sbranano con il Ministero per la spartizione dei biglietti del David e del Colosseo. E solo l'inizio del federalismo culturale. Permessi edilizi. L'avvento dopo le Dia delle Scia (licenze di costruire con semplice autodichiarazione) rappresenta il comodo cedimento della classe dirigente alla propria inettitudine riformatrice, alla propria incapacità di imporre la faticosa riforma di un'asfissiante burocrazia. Diventa quasi impossibile il controllo delle Soprintendenze. La sciagurata pratica del «silenzio assenso» per le attività edilizie significa nel Paese più delicato del mondo l'abbandono all'anarchia del paesaggio (già dimezzato e devastato negli ultimi sessant'anni), del patrimonio edilizio e dei centri storici. Di fatte è un autocondono. Il fotovoltaico. La tolleranza di un regime folle di incentivazioni dì insediamenti non regolati costituisce la minaccia di un cancro distruttivo di paesaggi agricoli ancora bellissimi e incoraggia l'abbandono di pregiate colture incontaminate da secoli. In pratica, si annuncia la replica di ciò che le serre sono state per la deturpazione del paesaggio. Liguria docet. Questi sono soltanto alcuni e più vistosi comportamenti dell'attuale politica italiana. Berlusconi, Tremonti (che tace ma agisce) e Bondi certamente hanno loro problemi, meriti e talenti, ma di fatto nel settore artistico e culturale dimostrano cinica e terrificante incomprensione o indifferenza per le vere esigenze di tali beni malgrado il loro grande valore, rivelandosi persone stranamente prive di sensibilità e dimestichezza culturale (al di là di vacue e tronfie dichiarazioni di circostanza che ormai non riescono a ingannare neppure il più ottuso seguace. Ma è possibile che sia soltanto questa, così nefasta e spericolata, così cinica, la nostra «politica» nei beni culturali? Consoliamoci: sono state anche varate le ricompense per gli sponsor che dovranno finanziare i restauri del Colosseo. Uno dei principali simboli e richiami turistici del Paese) e il direttore Resca ha predisposto le gare per la gestione delle fonti di introiti per 25 musei e luoghi archeologici (biglietterie, negozi, pubblicazioni, mostre. Sono iniziative necessarie e indispensabili (da sole non giustificherebbero l'aver creato un'apposita Direzione). Passi che tali gare siano tanto restrittive da far temere d'esser state anch'esse progettate ad personam (anzi ad aziendam: lo scandalo è che gli italiani non sì scandalizzano più), ma appaiono mostruosamente caratterizzate da un solo obiettivo, da una monomaniaca ossessione: lo «sfruttamento». In questo modo di fare politica la reddilività dei beni artistici sembra essere l'unico valore ammesso. Una concezione davvero rozza riduttiva per un Paese assai dotato di arte e bellezze come l'ltalia. Zero assoluto invece per riforme che sarebbero davvero necessarie e innovative. Per esempio, modificare la legislazione affinché la gestione degli introiti non sia più centralizzata ma venga assegnata a ciascun museo renderli autonomi perché assumano la responsabilità diretta del proprio successo e della propria conduzione. Premiare i dirigenti in relazione a iniziative e risultati. Restauratori, parchi nazionali, beni demaniali, paesaggio, edifici e centri storici, culture agricole tradizionali: sono capacità professionali, beni e temi a dir poco capitali del patrimonio nazionale (nostra vera, unica ricchezza), che ci accingiamo a perdere irrimediabilmente. Perderli è una prospettiva spaventosa. Perderli per un deliberato banditismo o per rapina sarebbe orribile e doloroso, come subire una violenza, come una guerra persa, ma perderli per insipienza o incompetenza di qualcuno cieco e sordo (o, se preferite, ignorante e arrogante) è irritante in misura insopportabile. Tutto ciò che uccide la nostra cultura, uccide la capacità di difendere e conservare quanto rendeva ancora diversa, ancora bella, ancora attraente la nostra Italia. Non s'illuda, caro lettore, non è uno scherzo. Nessun pentimento, nessun lieto fine a sorpresa. E la condanna a una morte certa dalla quale non sarà possibile resuscitare.



news

11-01-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 11 gennaio 2021

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

Archivio news