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LUCCA - «Stadio vincolato al restauro». Per Italia Nostra il ministero è contrario agli ampliamenti
MERCOLEDÌ, 29 SETTEMBRE 2010 IL TIRRENO Lucca


Dal 3 giugno c’è il parere negativo del funzionario della Soprintendenza alla nuova edificazione nell’intero complesso

LUCCA. Per Italia Nostra l’attuale progetto di ristrutturazione del Porta Elisa non è fattibile perchè - al di là dell’esistenza di un vincolo paesaggistico e un vincolo monumentale sulla tribuna coperta - esiste un parere negativo del soprintendente ad hinterim Agostino Bureca firmato dal funzionario Glauco Borella protocollato dal comune il 3 giugno scorso e nel quale per lo stadio si sostiene che le operazioni consentite sono solo di «restauro conservativo».
In un affollato Caffè Di Simo e alla presenza di alcuni tifosi che, civilmente, hanno dissentito su alcuni passaggi del presidente dell’associazione Italia Nostra, l’architetto Roberto Mannocci, è emerso ai più un particolare sinora sconosciuto: la risposta negativa della Soprindentenza alla richiesta del procedimento di valutazione ambientale e strategica (Vas) per il piano di recupero funzionale dello stadio Porta Elisa. «Il Ministero per i beni e le attività culturali si è espresso il 21 maggio scorso e il 3 giugno il parere è stato protocollato in comune: come mai, alla luce della valutazione della Soprintendenza, la giunta manda avanti il progetto di riqualificazione?» è il quesito che l’architetto Mannocci pone alla giunta. Ai cronisti che gli domandano perchè soltanto adesso - a quasi 4 mesi di distanza da quel parere - Italia Nostra riveli l’esistenza di un documento che rischia di bloccare sul nascere il progetto di ristrutturazione dello stadio, Mannocci replica: «Noi l’abbiamo saputo soltanto il 3 settembre quando, per la legge sulla trasparenza amministrativa, il Comune ha pubblicato sul sito il contenuto integrale del parere firmato dal funzionario delegato per il soprintendente».
Nel documento della Soprintendenza si parla di «complesso sportivo» sostenendo che «ha grande valenza architettonica tanto da essere compreso nell’elenco dei maggiori monumenti italiani del Novecento» e si auspica un recupero delle «attività originarie come la pista d’atletica o i campi da tennis». Le curve però sono state realizzate negli anni Ottanta-Novanta (meno di 50 anni fa e quindi non sottoposte a vincolo munumentale generico), la gradinata ha subito continue ristrutturazioni e i campi da tennis non furono realizzati al momento della costruzione del Porta Elisa (inaugurato il 20 gennaio 1935), ma alla fine degli anni Ottanta e sostituiti con campi di calcetto.
Le parole di Favilla Italia Nostra contesta il metodo, che ritiene legalmente discutibile, usato dalla giunta sulla vicenda Porta Elisa e Mannocci inizia il suo intervento riprendendo un’intervista rilasciata dal sindaco il 21 luglio 2009 subito dopo l’approvazione di un ordine del giorno dove si dava l’okay alla ristrutturazione dello stadio. «Parlava di lavori di minima per ragiungere una capienza maggiore rispetto a quella attuale e di realizzare qualche negozio e un parcheggio sotto le tribune necessari per garantire sostegno economico alla Lucchese. Si trattava di un progetto ragionevole e condivisibile che, invece, è stato completamente stravolto da quello attuale. Il nuovo stadio è diventato un centro multifunzionale che tra le attività accessorie vede pure un campetto di calcio. Centro direzionale, albergo, multisala: 27mila metri quadrati di volume. L’urbanistica governa il territorio secondo le esigenze economiche del territorio non per creare vantaggi a questo o quell’imprenditore. Oltretutto la legge vieta qualsiasi convenzione pubblica con i privati che riguarda la materia urbanistica. Richiamiamo la giunta al rispetto delle regole».
Le scelte urbanistiche Mannocci rileva un’altra anomalia: «La giunta un anno fa approvò un percorso per arrivare a fare una variante dopo aver scoperto il caos urbanistico legato allo sforamento delle cubature in varie zone della città. Decise di bloccare tutte le grandi ristrutturazioni sino all’approvazione del nuovo piano regolatore per vedere se erano compatibili con gli interessi della città. Perchè allora per lo stadio si può procedere lo stesso?».

LUCCA. «Andiamo avanti, il progetto è da fare». Chiari: ogni intervento concertato con la Soprintendenza

LUCCA. «Il parere della Soprintendenza non inibisce un intervento sullo stadio. Anche perché quel documento (datato 3 giugno 2010, ndr) riguarda il masterplan ma non un progetto preciso, che ancora non c’è». È la risposta di Marco Chiari agli ambientalisti di Italia Nostra.
«Il parere della Soprintendenza - continua Chiari - è inoltre precedente all’avvio da parte del Comune della procedura di valutazione ambientale strategica (Vas) relativamente a interventi da attuare sullo stadio. Partiremo a breve con le consultazioni per valutare con la Soprintendenza la fattibilità dell’intervento. Non è davvero nostra intenzione contraddirla; sappiamo bene che sullo stadio, una struttura di oltre cinquant’anni, insiste un vincolo paesaggistico legato alla vicinanza con la cinta muraria». Chiari conferma che nei piani non ci sono interventi relativamente «al muro esterno dello stadio, che rimarrà. Ad oggi - ribadisce - abbiamo solo presentato una variante urbanistica e indicato le funzioni. Non ci sono progetti; li realizzeremo in accordo con la Soprintendenza».
Sempre in tema di riqualificazione dello stadio, ieri Chiari ha incontrato le associazioni di categoria riunite nel Comitato infrastrutture della Camera di commercio (Associazione industriali, Confesercenti, Federazione provinciale coltivatori diretti, Associazione artigiani Cna, Ascom Confcommercio, Confartigianato, Cia, Unione provinciale agricoltori, Lega nazionale cooperative e Confcooperative) per illustrare l’iter procedurale per la riqualificazione del Porta Elisa nelle prossime fasi.
«I prossimi passaggi - sottolinea Chiari - sono in commissione urbanistica e in consiglio comunale. Prosegue la fase “partecipativa”. Ora l’amministrazione ha chiesto l’apertura di un tavolo di consultazione per la fase finale dell’intervento progettuale dello stadio: le categorie potranno esprimere pareri per concertare l’intervento».



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