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PALERMO - lo sguardo degli artisti
PAOLA NICITA
GIOVEDÌ, 30 SETTEMBRE 2010 LA REPUBBLICA Palermo



Il progetto del Museo Riso sullo scambio di residenze con Marrakech, Atene e Istanbul

Se il siciliano Domenico Mangano è partito dalla crisi greca per i suoi video Vassilis Karouk ha analizzato i sistemi di potere nell´Isola

Un viaggio attraverso il Mediterraneo, alla scoperta di luoghi da investigare con nuove modalità; viaggi a tempo determinato, insomma, nello spirito di una contemporaneità che si deve confrontare con spostamenti sempre più veloci: eccolo il progetto "Others Resident", che ha preso corpo nei mesi scorsi e ha permesso la realizzazione di residenze di creazione per sei artisti, tre siciliani e tre provenienti da Marrakesh, Atene e Istanbul. È il frutto di quanto ideato per il Museo Riso da Renato Quaglia, un progetto che ha portato in Sicilia una selezione di opere provenienti dalle biennali di Marrakech, Istanbul e Atene.
Il risultato di questi scambi - ovvero la residenza degli artisti e la produzione di alcune opere - è adesso in mostra negli spazi della Fondazione Brodbek, dove domani alle 18,30 si inaugura l´esposizione dei progetti, curata da Giovanni Iovane, che entreranno poi a far parte della collezione del Museo Riso.
Tre artisti siciliani dell´archivio di Sportello per l´arte contemporanea sono così stati selezionati per le residenze: /barbaragurrieri/group, (Barbara Gurrieri e Emanuele Tumminelli) a Istanbul, Domenico Mangano ad Atene, e Sebastiano Mortellaro a Marrakech, mentre tra Palermo e Catania sono arrivati Nazim Hikmet Richard Dikbas, Mohamed El Baz, Vassilis Patmios Kaouk, segnalati rispettivamente da Bige Orer, Abdellah Karroum, Xenia Kalpaktsoglou.
L´idea guida del progetto è quella che un occhio esterno abbia una differente sensibilità nella lettura di avvenimenti che accadono in quel momento in un altro Paese: ed in effetti così è stato, tanto più che il lavoro dei tre artisti siciliani, sebbene con differenti spunti e modalità, è incentrato sull´osservazione delle relazioni sociali, economiche, emotive, e nella loro lettura in contesti e geografie differenti.
La realtà che viene delineata assume i contorni mobili di uno sguardo "altro" per l´appunto, quello di una appartenenza temporanea, che, come tale, può interagire con modalità diverse. Lo sguardo di chi arriva e che sa che comunque andrà via, portando con sé un diario di viaggio redatto al di là delle esperienze meramente vissute.
Che questa modalità d´incontro e distacco appartenga alla connessione contemporanea è ormai un dato di fatto, legato al proliferare degli appuntamenti espositivi che si moltiplicano intorno al mondo, e che vanno alla ricerca di un racconto da proporre in luoghi particolari per geografie e storie, nell´ambito di contesti mutevoli e mobili.
Come d´altronde è avvenuto per le tre biennali che sono arrivate in Sicilia: un racconto del Mediterraneo dislocato in vari luoghi, che si ritrova poi insieme per raccontare differenze, peculiarità, punti di contatto, d´incontro, spesso anche di scontro. La comunità dell´arte sottolinea così il suo nomadismo congenito, unico modo per esserci e raccontare, possibilità dello sguardo dell´artista di arrivare oltre e prima.
Fatti, eventi, si diceva, in una scala emotiva che va dalla soggettività più estrema al contesto più eclatante; in questo caso "registrati" mentre gli artisti si trovavano nel periodo di residenza: /barbaragurrieri/group ha analizzato la situazione della manipolazione mediatica,, con particolare attenzione alla situazione riscontrata a Istanbul; Domenico Mangano, ad Atene nel momento in cui la città cadeva nella grave crisi economica, da questo spunto si è mosso per realizzare i sui nuovi lavori video; Sebastiano Mortellaro si è affidato all´immagine simbolo del Marocco, la stella presente sulla bandiera, per trasformarla in rimandi che prendono forma e suono, con le voci registrate durante alcune manifestazioni di protesta di disoccupati.
Se questi elementi sociali ed economici hanno costituito il centro della riflessione per gli artisti siciliani, cosa hanno scelto di raccontare gli artisti ospiti? Nazim Hikmet Richard Dikbas con disegni e fotografie, ha scelto di narrare la memoria e l´immagine "trovata", seguendo un percorso emotivo; Mohamed El Baz ha poto l´accento sulla stessa narrazione della storia dell´arte, con una mensola sulla quale ha posto cento bottiglie su cui compaiono i nomi dei alcuni artisti italiani dal dopoguerra ad oggi. L´artista greco Vassilis Karouk ha analizzato i meccanismi del potere, soffermandosi sulla rappresentazione della vanitas insita nella ricerca del potere.
Dal bacino del Mediterraneo giungono, quindi, suggerimenti e percorsi appena tracciati, che fanno della non appartenenza ad un luogo un nuovo senso di comunità, nella visione di una prospettiva che moltiplica le sue linee d´orizzonte.



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