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SICILIA - Riesplode la questione relativa all'abusivismo edilizio
LA SICILIA Mercoledì 29 Settembre 2010 Prima Agrigento, pagina 33

SICILIA - Riesplode la questione relativa all'abusivismo edilizio ed alla gestione delle pratiche che si riferiscono agli edifici che sono stati realizzati senza alcuna autorizzazione e la cui concessione é stata rilasciata in tempi successivi, mediante sanatoria


Riesplode la questione relativa all'abusivismo edilizio ed alla gestione delle pratiche che si riferiscono agli edifici che sono stati realizzati senza alcuna autorizzazione e la cui concessione é stata rilasciata in tempi successivi, mediante sanatoria. E proprio sulla gestione delle pratiche relative a quest'ultima si incentra la novità di oggi. Infatti una serie di gravi accuse vengono lanciate dal consigliere comunale del Pd Giuseppe Arnone, a nome di Legambiente, il quale ha inviato un esposto all'assessore regionale ai beni culturali Gaetano Armao e, per conoscenza, al Procuratore della Repubblica di Agrigento.
Egli premette che nella primavera del 1999 il Parlamento approvò una norma che limitava la concessione delle sanatorie ed attribuiva alla soprintendenza il potere di ammettere a sanatoria gli edifici abusivi. Si convenne anche di predisporre un piano dei criteri in base al quale rilasciare queste sanatorie.
«Tuttavia - aggiunge Legambiente - via via, in modo arbitrario, quanto convenuto era stato abbandonato».
L'esponente ambientalista riferisce poi che un signore, rivoltosi a lui come avvocato, «raccontava di avere ricevuto richieste di tangenti per ottenere la sanatoria edilizia del suo appartamento ricadente in zona B e sito al terzo piano di un edificio. Il sottoscritto - aggiunge - ha avuto modo di verificare che in quella zona, ad Est di Via dei Giardini ed a Sud della Pizzeria "Dottor Fish", era stata concessa la sanatoria edilizia ad edifici ben più alti con 5 o 6 elevazioni e con un impatto paesistico (nonché urbanistico) fortemente superiore. Vale la pena di rimarcare che a detti Nulla Osta sono connessi interessi economici nell'ordine anche di svariate centinaia di migliaia di euro per singola pratica».
Lo stesso consigliere comunale dunque chiede che si verifichi, «mediante richieste informative ai dirigenti che hanno retto la Sovrintendenza di Agrigento nella prima metà degli anni 2000 nonché ai dirigenti che hanno retto la Sezione Pau nel medesimo periodo, se si era manifestato un intendimento o un orientamento e si era iniziato a lavorare in tal senso finalizzato alla stesura ed approvazione dei criteri sulla base dei quali concedere o negare per zone ed aree omogenee, mediante valutazione delle altezze degli edifici e degli impatti di visuale, la sanatoria edilizia nelle zone B, C, D ed E delle aree di pre-Parco della Valle dei Templi; verificare sulla base di quali decisioni, assunte da chi e in quale sede, la Sezione Pau di Agrigento ha evitato di elaborare criteri oggettivi per zone omogenee pervenendo alla decisione di esaminare le pratiche di sanatoria edilizia caso per caso sulla base di criteri soggettivi, personalissimi; verificare il quadro di provvedimenti abnormi e contraddittori adottati nelle singole zone omogenee».
Legambiente chiede infine «una rivisitazione e la revoca, in via di autotutela rispetto ai provvedimenti adottati dei dinieghi arbitrariamente decisi rigettando richieste che andavano invece accolte».
S.F.


29/09/2010



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