LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

I monumenti pubblicitari nel futuro di Venezia
Elisabetta Povoledo
Internazionale 1/10/2010

I teloni sui palazzi in restauro nel centro di Venezia sono diventati spazi pubblicitari che servono a finanziare i lavori. Ma sono troppo invadenti e rovinano l'immagine della città

Secondo la leggenda il Ponte dei Sospiri, che collega il Palazzo Ducale di Venezia alle antiche prigioni, prende il nome dai sospiri dei condannati che da qui vedevano per l'ultima volta la laguna prima di essere rinchiusi in carcere. Se la prigione fosse ancora in uso, i carcerati oggi vedrebbero qualcosa di molto diverso: enormi cartelloni con l'attrice Julianne Moore che reclamizza i gioielli di Bulgari. Le pubblicità stampate su teloni coprono le facciate dei palazzi in restauro e la vendita di questi spazi finanzia la manutenzione dei monumenti veneziani. Tra le aziende che li hanno comprati ci sono il produttore di champagne Moét & Chandon e la Coca-Cola. Quest'estate, però, la pazienza della città ha raggiunto il limite. Alcune organizzazioni di tutela dei beni culturali, sostenute da buona parte dei cittadini, hanno detto basta a quello che considerano un imbruttimento dell'immagine di Venezia. "Mancano i criteri per rendere le pubblicità compatibili con l'ambiente circostante in modo da non deturpare gli edifici, che devono rimanere parzialmente visibili", sostiene Maria Camilla Bianchini d'Alberigo, capo delegazione del Fondo ambiente italiano (Fai) a Venezia. Negli ultimi anni questi cartelloni pubblicitari sono diventati sempre più comuni nel capoluogo veneto. Forse troppo. Quando sono apparse le pubblicità della Coca-Cola su alcuni edifici del centro, il Fai ne ha criticato l'invadenza scatenando un dibattito pubblico. Ma l'amministrazione comunale si difende: senza i cartelloni la città non avrebbe i soldi perla manutenzione dei monumenti. "Le sponsorizzazioni finanziano il restauro di edifici pubblici", che altrimenti non verrebbero restaurati "anche se comportano rischi per la sicurezza", fa notare Renata Codello, sovrintendente peri beni architettonici di Venezia. Quest'anno il ministero dei beni culturali ha stanziato poco più di 36 milioni di euro per il restauro di beni architettonici. Tra questi, 1,4 milioni sono destinati agli interventi in tutto il Veneto. Codello dichiara che il suo dipartimento ha ricevuto isomila euro per i restauri del 2010, una somma molto inferiore ai due o tre milioni che richiede ogni anno per sistemare i monumenti più precari. Inoltre sottolinea che Venezia ha pochi spazi pubblicitari rispetto a città d'arte come Roma e Firenze, dove i cartelloni sono molto più diffusi. "Non possiamo permetterci di rifiutare del denaro per motivi estetici", sostiene. "Non posso dire no all'immagine di una bottiglia quando il Palazzo Ducale cade a pezzi". Una legge del 2004 favorisce le sponsorizzazioni private dei progetti a tutela dei beni culturali, e permette alle aziende un coinvolgimento più diretto nei restauri, compresa l'esecuzione dei lavori. Prima i privati potevano solo sponsorizzare i progetti. Tuttavia, secondo un funzionario del ministero dei beni culturali, la nuova legge non ha avuto molto effetto. In Italia si continua a discutere dei limiti alla partecipazione delle imprese private negli interventi sul patrimonio pubblico. Anche se i privati sono attivi in questo settore da più di dieci anni - attraverso, per esempio, la gestione di bookshop, servizi di ristorazione e biglietteria-molti funzionari del ministero dei beni culturali rimangono scettici. Bisogna stabilire dei limiti, dichiara Alessandra Mottola Molfino, presidente di Italia Nostra, un'associazione per la tutela dei beni culturali, artistici e naturali. "È giusto aumentare l'efficienza e migliorare i risultati in questo settore, ma non possiamo commercializzare tutto", dice. "La morale di questa vicenda sembra essere che tutto ha un prezzo".
Interventi in convenzione
Nel 2008 il comune di Venezia ha stipulato una convenzione con il Dottor Group, un'azienda specializzata nel restauro architettonico e monumentale di edifici storici e artistici, che permette alla ditta di vendere spazi pubblicitari per pagare i lavori conservativi. Dopo la conclusione di una prima fase dei lavori, il 9 settembre 2010 sono stati tolti alcuni teloni da Palazzo Ducale. L'impresa prevede di finire gli interventi di restauro entro l'ottobre del 2011. "Le casse della città erano vuote e ci servivano degli sponsor", si giustifica il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni. Il Dottor Group, con sede a San Vendemiano, in provincia di Treviso, si è impegnato a raccogliere 1,5 milioni di euro nell'arco di tre anni. Pietro Dottor, il presidente del gruppo, non risponde alle polemiche: "Preferisco concentrarmi sul lavoro. Stiamo realizzando progetti di alta qualità a costo zero per il comune. Questo è quello che conta". I costi complessivi per il restauro della facciata del Palazzo Ducale sul rio della Canonica si aggirano sui 2,8 milioni di euro. "Perché non dovremmo sfruttare quest'occasione? Cosa ci guadagniamo a lasciare in bianco le impalcature?", si chiede Orsoni. Secondo l'accordo, le pubblicità non devono essere di cattivo gusto. "Ci sono cose che non sta bene mostrare, ma non capisco le critiche alla bottiglia di Coca-Cola", si difende Orsoni. "Certo, i colori sono sgargianti, ma siamo abituati a vederli in tutto il mondo".
Cercasi sponsor per il Colosseo
I tagli del governo alla cultura hanno aumentato la necessità di finanziamenti privati. Alla fine di luglio il ministero dei beni culturali ha annunciato di essere alla ricerca di sponsor privati per raccogliere i 25 milioni di euro necessari a restaurare il Colosseo. Le proposte di sponsorizzazione potranno essere presentate fino a130 ottobre. Associazioni come il Fai riconoscono l'importanza degli sponsor privati, ma sostengono che il patrimonio culturale italiano non è ben tutelato se non si regolamenta meglio la pubblicità. "Non è una questione ideologica", spiega Bianchini D'Alberigo. "Siamo preoccupati perché i cartelloni pubblicitari stanno invadendo luoghi emblematici come piazza San Marco". Altre persone criticano i cartelloni per motivi diversi. Il comune "non riesce a vendere bene il concetto' di piazza San Marco", sostiene Pieralvise Zorzi, discendente di una delle famiglie storiche di Venezia e pubblicitario. "È una posizione che potrebbe essere valorizzata meglio". Altri ancora pensano che una raccolta fondi diretta sarebbe più efficace, e che il comune dovrebbe assumersi il compito di vendere gli spazi pubblicitari. "Il comune non è un'agenzia pubblicitaria, non è il nostro lavoro", ribatte Orsoni. Che come molti politici italiani, deve trovare un delicato equilibrio tra arte e affari. "È chiaro che cerchiamo di sfruttare queste occasioni al meglio delle nostre possibilità, assicurandoci che gli affari non prevalgano sulla cultura".



news

01-03-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 01 marzo 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news