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Rebus Pompei. Bondi frena sulla Fondazione
Maria Tiziana Lemme
Il mattino 7/10/2010

«Me ne ha parlato Rutelli, vedremo»
Soprintendenza, a novembre il bando

ROMA. Una Fondazione per Pompei? «Qualche giorno fa mi ha prospettato l'idea l'ex ministro, Francesco Rutelli. Per adesso è una proposta che abbiamo vagliato al tavolo di lavoro di oggi. Vedremo più avanti». Così ieri il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, nel corso della conferenza stampa indetta a sorpresa per difendere l'operato del ministero nei due anni di commissariamento dell'area archeologica campana. Confermata invece la nomina ad interim di Jeannette Papadoupoulos come Soprintendente, fino al 31 dicembre 2010. Subentra a Giuseppe Proietti, ex capo di gabinetto del ministero, a sua volta soprintendente da aprile a settembre 2010, scaduto per limiti di età pensionabile. «Ho accettato l'incarico per spirito di servizio - ha detto la nuova Soprintendente pro tempore - Mi impegnerò a continuare gli interventi previsti sia dal commissario che dai soprintendenti che mi hanno preceduta». La levata di scudi del Palazzo a Collegio Romano, seguita alle critiche della stampa sullo stato del sito, ha avuto questi toni: «Accettando l'incarico del più importante ministero del Paese - ha detto Bondi - sapevo che avrei incontrato difficoltà, anche politiche, perché gran parte della cultura, in Italia, è ostile a Berlusconi e dunque a me. Perché devo essere accusato ingiustamente? Meriterei un monumento, ma vengo attaccato». A Marcello Fiori, commissario straordinario per Pompei, il cui mandato è scaduto, il compito di illustrare ciò che è stato fatto dal momento in cui il sito archeologico di Pompei è stato dichiarato in stato di emergenza con decreto del 4luglio 2008. Dall'1 luglio 2008 al 31 luglio 2010, sono stati spesi poco più di 79 milioni di euro. L'83,21 per cento è stato speso perla messa in sicurezza, il 7,02 per cento per la valorizzazione, l’1,95 per cento per il funzionamento, il 5,46 per cento per la promozione culturale, i12,35 per cento (pari a un milione e mezzo di euro), per «spese diverse» non specificate. «Dal 1997 il sito di Pompei è autonomo economicamente - ha detto Fiori - Su 20 milioni al anno che entravano grazie allo sbigliettamento, soltanto sette, otto all'anno venivano investiti per manutenzione, restauri. Abbiamo conteggiato più di 100 milioni di euro come residui attivi, che Pompei restituiva al ministero, che a sua volta li ha ridistribuiti su altri siti archeologici». Specifica, Fiori, che ogni intervento realizzato nel corso del suo mandato ha trovato l'accordo sia della Soprintendenza che della Regione Campania. Sono più di duecento e riguardano la messa in sicurezza del percorso d'uscita, la realizzazione di bagni pubblici decenti, il ripristino delle fontanelle alimentate dalla rete idrica gratuita, il recupero del Teatro Grande per gli spettacoli estivi, parte dell'arredo urbano ossia delle transenne che delimitano il percorso, e per novembre è prevista l'apertura, gratuita, dell'Antiquarium, chiuso dal 1980, con la nuova funzione di «visitor center». Sono stati fatti un impianto di videosorveglianza e uno antincendio, si dà lavoro a 200 guide autorizzate senza precedenti penali e si è trovata persino una casa a 26 dei 55 cani che abitano Pompei, ultimi cittadini della città che vanta una domus tutta per loro, la celebre Cave Canem. Andrea Carandini, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, parla di Pompei come «ultimo luogo dello scontro a sangue». Chiede: «Sospendiamo la rissa, stabiliamo una tregua per trovare un modello di gestione per bestie colossali e ciclopiche come Pompei». Sul perché delle nomine ad interim di diligenti a due passi dalla pensione, il ministro ammette di non saperne nulla, si affida ai collaboratori. C'è che il MiBac è l'unica ammnistrazione che ha applicata la possibilità di calcolare il pensionamento, previsto dal decreto Brunetta, cumulando gli anni di servizio con quelli degli studi universitari e del perfezionamento. A novembre prossimo, quando sarà emesso il bando per le nuove nomine, il MiBac avrà 35 dirigenti in meno. E sarà un problema trovare la persona adatta per le soprintendenze più importanti: Roma, Napoli, Firenze.



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