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La figuraccia di Milano. Bagarini all'Ultima Cena, Leonardo rende più del derby
Lorenzo Mottola
Libero 8/10/2010

Fuori dal Cenacolo i soliti furbi vendono ai turisti biglietti maggiorati

Un giapponese con polaroid a tracolla si è appena fatto diecimila chilometri da Tokyo a Milano per vedere un affresco. Il tutto per scoprire sul posto che i biglietti sono esauriti, che bisognava prenotare almeno due settimane prima. Reazione prevedibile: l'ornino buffo che si aggira di fronte alla biglietteria con un paio di tagliandi in mano diventerà nel giro di pochi secondi il suo migliore amico, anche se per il suo disturbo chiede (nella migliore delle ipotesi) più del doppio rispetto al prezzo fissato dal ministero dei Beni Culturali. L'affare si chiude in fretta, nessuno si lamenta. Probabilmente è questa la ragione per cui finora nessuno ha protestato per quel che capita di fronte all'ingresso del Cenacolo di Santa Maria delle Grazie a Milano. Il flusso di turisti ha creato un'atmosfera che ricorda quella di San Siro prima di un derby. Bancarelle abusive e bagarini che con aria furtiva avvicinano gli stranieri senza farsi notare. Gli danno una mano anche i tour operator, a loro volta impegnati a soddisfare le esigenze dei clienti più sprovveduti. O di quelli più furbi, a seconda dei punti di vista. La colpa di tutto questo traffico in parte ricade su Leonardo Da Vinci, che ne11494 decise di realizzare uno dei suoi capolavori su una parete secca invece di inumidirla. Questa tecnica rende i colori meno resistenti. ll clima di Milano ha fatto il resto e negli anni '70 la sovrintendenza ha deciso di intervenire per salvare il dipinto. Con il restauro sono arrivate anche nuove regole. Sono stati imposti turni rigidi per l'ingresso: 25 persone ogni quindici minuti, un migliaio al giorno. L'aria, infatti, dev'essere tenuta a una temperatura costante e monitorata. E ovviamente la lista d'attesa per entrare ha iniziato ad allungarsi. Prenotando oggi, il primo buco per una compagnia di 25 persone si trova a fine dicembre. Per evitare di rimanere alla porta, quindi, ai visitatori restano due vie. La prima (che, se non illegale, si può definire "irrituale") è quella di agganciare un Tour operator onesto. Spesso le compagnie si aggiudicano dei pacchetti negli orari centrali della giornata per le loro visite 'guidate. Non sempre, tuttavia, riescono a vendere preventivamente tutti i posti disponibili attraverso i canali normali. Così capita spesso che le guide decidano di aggiungere qualche alla comitiva all'ultimo momento, spesso a un prezzo ragionevole, ma non sempre. Come spiega chi lavora in piazza, «a volte si trovano persone oneste, altre meno». D'altra parte russi e giapponesi sono pronti a pagare qualsiasi cifra per dare un'occhiata. I prezzi, quindi, possono lievitare fino a venti, trenta o cinquanta euro, a seconda del numero di turisti in piazza e alla nazionalità di chi si rivolge al rivenditore. La seconda strada per entrare è quella di rivolgersi direttamente a un venditore abusivo. Contro il bagarinaggio, in pratica, oggi non esiste alcun controllo. Chiunque può prenotare fino a 25 biglietti, ovvero l'intero turno, per una data a caso senza che venga richiesto alcun documento. Il call center del Cenacolo si concentra solo sui pagamenti, che devono essere effettuati con carta di credito o bonifico bancario. Così qualcuno ha fiutato l'affare. Nei giorni di "piena", ovvero nei mesi estivi o nel periodo delle sfilate, la piazzetta è piena di stranieri. Gli italiani con biglietto si appostano, riconoscono il"pollo" spaesato con sandalo, macchina fotografica a tracolla e zainetto sulle spalle e partono con l'offerta. in bassa stagione un biglietto viene venduto a venti euro, ma come detto le quotazioni in estate si impennano. L'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Massimiliano Finazzer Flory, non si nasconde: «È vero, la situazione è quella. Me ne sono reso conto pochi giorni fa quando ho accompagnato Megan Fox in visita». La soluzione è piuttosto semplice: «E’ evidente che bisogna intensificare i controlli. Tutto questo è nocivo per l'immagine di Milano». Palazzo Marino ha intenzione di lanciare una raccolta firme: «Faremo una petizione tra i grandi artisti del mondo dello spettacolo per costruire attorno alla piazza degli elementi che valorizzino il monumento».



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