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VINCI. Una cittadella piena di sorprese a Pietramarina
Paolo Santini
10-10-10, IL TIRRENO Empoli






La cittadella delle sorprese sarà scavata completamente. L’area archeologica di Pietramarina, divisa a metà fra i comuni di Carmignano e Vinci sul crinale del Montalbano, oggetto di approfondite indagini da diversi anni, torna alla ribalta; anche quest’anno gli archeologi sono stati al lavoro su quello che è divenuto un grandioso e ormai davvero imponente cantiere archeologico, e lo scavo è stato proseguito in diverse direzioni con numerosi saggi nelle zone adiacenti alle poderose mura perimetrali della cittadella. Accanto al gruppo archeologico carmignanese, coordinato dalla dottoressa Maria Chiara Bettini, direttrice del museo archeologico di Artimino, sono arrivati quest’anno a dar man forte anche sedici universitari australiani. I ragazzi, alla loro prima esperienza di scavo su materiali etruschi e romani, sono arrivati direttamente da Melbourne, in virtù di un accordo con la sede pratese dell’ateneo. A guardar bene, sono davvero dei privilegiati, se è vero che molti studiosi di etruscologia definiscono questa cittadella la scoperta più importante nel mondo etrusco a nord dell’Arno degli ultimi decenni. E non c’è da dargli torto, visti i risultati dello scavo. Quest’anno è stata ampliata l’area di indagine nelle zone riferibili alla colonizzazione romana dell’insediamento, colonizzazione risalente al I secolo A.C., oltre a tutte le altre porzioni dello scavo. Gli archeologi hanno lavorato anche per tutto il mese di agosto, soprattutto quando sono arrivati ad una svolta decisiva nell’indagine, - i cui risultati sono stupefacenti - come lo erano stati i mesi di scavo dello scorso anno e di quello precedente, durante i quali tornarono alla luce poderose strutture murarie rimaste nascoste per decine di secoli, che consentirono di ricostruire le varie fasi di vita della cittadella etrusca. La storia della straordinaria scoperta è lunga ed affascinante, e abbraccia gli ultimi trent’anni. Tutto cominciò da alcune felici intuizioni di archeologi di prim’ordine che portarono la soprintendenza, negli anni Settanta del Novecento e poi nel decennio successivo, ad effettuare alcuni saggi; i risultati furono incoraggianti, ma non c’erano fondi per procedere e tutto si fermò. Gli scavi più interessanti nel sito infatti sono stati effettuati a partire dal 2004 dal Comune di Carmignano su concessione del Ministero per i Beni Culturali, e sono stati realizzati grazie all’opera dei volontari del Gruppo Archeologico Carmignanese, sotto la direzione scientifica della dottoressa Maria Chiara Bettini. Tali indagini hanno riportato alla luce una vera e propria cittadella fortificata etrusca, dotata di un’imponente cinta muraria e di edifici che si estendevano anche oltre il perimetro delle mura, dislocati fin sulle pendici del monte. La cinta muraria, oggi magnificamente conservata, dal perimetro quasi circolare, misurava circa tre metri di spessore, e lo scavo degli anni scorsi ha permesso di riportare alla luce dei tratti consistenti, adesso restaurati con un processo di musealizzazione all’aperto all’avanguardia, teso a rendere fruibili da subito le scoperte archeologiche. Nelle vicinanze, fuori dalla cinta muraria, si staglia l’inquietante profilo del “Masso del diavolo”, simbolo etrusco foriero di tenebrose leggende e meta da secoli di misteriosi pellegrinaggi. Salire fino sul colle di Pietramarina è un’esperienza straordinaria, ed i panorami mozzafiato che si possono ammirare durante l’ascesa, soprattutto nei questi giorni di cielo limpido, meriterebbero da soli una visita. Immaginiamoci il resto. VISITABILE DA TUTTI Un parco spettacolare Oggi il sito archeologico di Pietramarina, pur essendo ancora in corso di scavo, è ampiamente visitabile, e vi si può arrivare tranquillamente a piedi, dopo una piacevole passeggiata su strada chiusa al traffico. Lo scorso anno fu istituito il parco archeologico con il preciso scopo di far visitare l’area a tutti coloro che lo vorranno; furono realizzate la segnaletica, le recinzioni, panchine, bacheche con pannelli informativi in italiano e in inglese. Il parco comprende un sentiero attrezzato, utilizzabile anche dai non vedenti, denominato “Parco in tutti i sensi”. Il percorso è corredato di pannelli in legno dotati di mappe tattili, testi e giochi naturalistici.



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