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NAPOLI - COMUNE, UNESCO E CENTRO STORICO
PASQUALE BELFIORE
MARTEDÌ, 12 OTTOBRE 2010 LA REPUBBLICA - Napoli




Mi riferisco all´intervento di Giulio Pane su Repubblica del 7 ottobre "Centro storico, una domanda all´ambasciatore Caruso" con riferimento al Piano di gestione che il Comune sta redigendo con Unesco, ministero dei Beni culturali e Soprintendenza. In realtà le domande erano in numero molto superiore all´unità e a esse Caruso non può rispondere perché non pertinenti al suo ruolo di delegato del Comune di Napoli ai rapporti con Unesco.


Egli era intervenuto sul giornale solo perché citato nell´estemporanea intervista di Guido Donatone al presidente Caldoro. Questi aveva affermato che anche Unesco condivideva le perplessità sul programma di restauri approntato dal Comune e provvisoriamente sospeso dalla Regione. Unesco, viceversa, come ha scritto Caruso, ha sempre condiviso e approvato i documenti progettuali del Comune. Ma Giulio Pane va oltre e pone a Caruso una serie di domande riconducibili a due ordini di questioni: l´informazione sullo stato di avanzamento del Piano di gestione e i criteri di scelta degli esperti Unesco. Con tutta evidenza, sono questioni politiche e organizzative e come tali riguardano interlocutori diversi. Queste, di seguito, le spiegazioni che Giulio Pane chiedeva, ma alla persona sbagliata.
I lavori di redazione del Piano di gestione procedono secondo il programma stabilito a Parigi nel febbraio di quest´anno tra il direttore generale Unesco, Regione e Comune di Napoli. È il primo e per ora unico caso di collaborazione tra un ente locale e Unesco che si rapporta sempre con i livelli governativi degli Stati. Non v´è alcuna ambiguità tra controllore e controllato, come adombra Pane laddove afferma che Unesco dovrà controllare un Piano che esso stesso contribuisce a elaborare. Non è così. La convenzione è stata fatta con il Centro del patrimonio, che è un organismo direttivo. La valutazione sarà fatta a Siviglia nel giugno 2011 dal Comitato mondiale del patrimonio, che è un organismo intergovernativo composto dai rappresentanti di 22 nazioni scelte sulle 192 aderenti a Unesco. Nel calendario delle attività, è prevista la consegna di una bozza di Piano per la metà di novembre da parte degli esperti incaricati. Si aprirà a quel punto un ampio confronto con la città fino alla seconda metà di dicembre. A gennaio la stesura della bozza definitiva e a febbraio, come da accordo sottoscritto a Parigi, la consegna a Unesco.
Che su argomenti del genere il confronto con la città non sia un frettoloso rituale è dimostrato dagli oltre venti incontri pubblici organizzati tra giugno e settembre 2009 sul Piu Europa Centro storico Unesco di Napoli e sulle 240 manifestazioni di interesse che ne derivarono. Sono state tutte istruite, discusse e valutate. Il risultato lo si può leggere sul sito del Comune di Napoli. Così fu allora e così sarà per il Piano di gestione.
Gli esperti Unesco che stanno affiancando i consulenti e gli uffici del Comune sono: Antony Gad Bigio della Banca Mondiale, Jukka Jokhileto e Joseph King dell´Iccrom; Heleni Porfyriou del Cnr, Jade Tabet dell´Università americana di Beirut, Massimo Marrelli dell´Università Federico II, Walter Santagata del Politecnico di Torino, Daniele Pini dell´Università di Ferrara, Maurizio Di Stefano dell´Icomos, Irma Visalli consulente. Sono stati selezionati in particolare nei campi della conservazione del patrimonio, della gestione, dello sviluppo, del turismo, dell´educazione, con l´aggiunta dei rappresentanti degli organismi internazionali di consulenza della stessa organizzazione parigina. Il coordinamento per Unesco è affidato a Lodovico Folin Calabi. Per il Comune di Napoli, la società Siti del Politecnico di Torino ha vinto una gara di evidenza pubblica per fornire studi e materiali propedeutici alla redazione del Piano. Sarà affiancata da Icomos Italia, da Sirena, dai servizi e dipartimenti del Comune, nonché da un ristretto numero di consulenti per aspetti specifici del Piano. Non v´è una cabina di regia, ma un complesso (e per ora riuscito) coordinamento tra tutti i soggetti che stanno lavorando su questo tema, Unesco, Comune, Ministero, Soprintendenza.
La vastità dell´argomento richiede il concorso delle migliori energie intellettuali, disciplinari e professionali della città. Sono state coinvolte lo scorso anno nella già citata occasione del Piu Europa. Lo saranno anche ora, insieme al mondo delle associazioni e delle rappresentanze sociali.
L´autore è assessore all´Edilizia del Comune di Napoli



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