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BARI - "Quei gazebo sono orribili il Comune li faccia togliere"
GABRIELLA DE MATTEIS
MARTEDÌ, 12 OTTOBRE 2010 LA REPUBBLICA - Bari





Il sovrintendente contro le strutture di pub e ristoranti

I problemi della città



"Ogni progettazione deve essere conforme al contesto nel quale si inserisce"


Incontro sull´arredo urbano in vista di un nuovo regolamento. L´assessore Albore: "Difficile coniugare le varie esigenze"

"Gazebo orribili, via dal centro"

La sovrintendenza al Comune: "Pub e ristoranti illegali"




«Le strutture sono orribili. Il Comune deve intervenire». E´ la posizione della Soprintendenza ai Beni architettonici sui gazebo che i locali commerciali hanno installato soprattutto nel centro. In una riunione, convocata a Palazzo di Città, l´architetto Tomaiuoli ha espresso le sue perplessità anche sulla bozza del nuovo regolamento, elaborato dal Comune e dalla circoscrizione centro, che dovrebbe disciplinare la materia, introducendo nuove regole uniformi. Ma l´assessore comunale alle attività produttive Albore spiega: «La materia è complessa. Stiamo cercando di coniugare le diverse esigenze».

Così come è non va bene. E anche il nuovo regolamento sui tavolini e sedie all´aperto che l´amministrazione cittadina porterà in consiglio comunale non convince. Almeno secondo il soprintendente ai Beni architettonici Nunzio Tomaiuoli dal quale è arrivato l´alt al testo che sulla carta dovrebbe rivoluzionare la materia in città. Il nuovo regolamento, in altri termini, dovrà essere rivisto. La bozza di delibera, elaborata dagli uffici della segreteria comunale, non può essere considerata definitiva. E anche la situazione attuale, con gazebo e strutture più o meno amovibili, non può più essere tollerata. La posizione della soprintendenza è chiara. Ed è emersa in un incontro convocato a Palazzo di Città per discutere del nuovo regolamento che dovrebbe introdurre le regole per disciplinare l´installazione di sedie, ombrelloni e strutture in legno.
Attorno al tavolo erano seduti rappresentanti del Comune, il direttore generale Vito Leccese ed il segretario comunale Mario D´Amelio, il presidente della circoscrizione Mario Ferrorelli e dirigenti e tecnici degli uffici cittadini.
Un incontro che è servito a recepire per la prima volta il parere della Soprintendenza. Dice Nunzio Tomaiuoli, numero uno dei Beni architettonici: «Le strutture esistenti sono orribili» spiega il dirigente. E il riferimento è soprattutto alle strutture che i gestori dei pub hanno installato nel centro della città. Il ragionamento del soprintendente è chiaro: «Bisognerebbe essere più essenziali, minimali». Attualmente non c´è un regolamento che disciplina la materia, canoni e criteri che debbano valere per tutte le attività commerciali nelle diverse zone della città. «In un certo senso le strutture possono essere considerate abusive, il Comune dovrebbe prendere provvedimenti» dice l´architetto Tomaiuoli che nella riunione, convocata a Palazzo di Città, ha illustrato la sua opinione anche sulla bozza di regolamento, elaborata da Comune e dalla circoscrizione centro. Il piano introduce criteri di uniformità per le strutture installate all´esterno dei locali pubblici, criteri che devono valere per tutte le zone della città, dal centro e dalla periferia. Ed è proprio questa la questione.
Secondo la Soprintendenza «ogni punto della città ha la sua storia e ogni progettazione deve essere conforme al contesto nel quale si inserisce». Come dire: la struttura di un locale pubblico che sorge a pochi passi da un monumento della città vecchia non può essere realizzata seguendo gli stessi criteri che vengono adottati in un´altra parte della città. Corso Vittorio Emanuele, ad esempio, ha una sua specificità rispetto a piazza Del Ferrarese e inevitabilmente le linee guida che devono orientare la progettazione di spazi commerciali all´aperto devono essere diverse. Questa è la posizione della Soprintendenza. Le obiezioni che, adesso, circoscrizione e Comune devono cercare di superare, rivedendo il regolamento e nell´attesa della sua definizione e approvazione emanando nuove misure per migliorare la situazione attuale.



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