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LIGURIA - Stile e design, la storia in bottega. Dalla Sovrintendenza nuovi criteri per la certificazione dei negozi di pregio
MICHELA BOMPANI
GIOVEDÌ, 14 OTTOBRE 2010 LA REPUBBLICA - Genova







L´obiettivo è creare un circuito di vera eccellenza da poter inserire anche negli itinerari turistici


Le botteghe storiche di Genova saranno certificate dal Comune e dalle soprintendenze liguri: è la rivoluzione innescata dall´assessore al Commercio del Comune, Gianni Vassallo. Esiste una legge regionale che determina cinque requisiti per rientrare nella categoria delle "botteghe storiche", ma le maglie erano larghe e attualmente rientravano nella categoria circa trecento locali. Adesso si cambia. I requisiti cui le botteghe candidate dovranno rispondere sono stati specificati proprio dal lavoro delle soprintendenze (per i Beni architettonici e per il Patrimonio storico artistico) e resi più restrittivi. «L´obiettivo è creare un circuito selezionato e certificato di locali, così come finora non è mai esistito e che effettivamente offrano un´eccellente testimonianza storico-artistica da inserire in una serie di itinerari turistici che stiamo cucendo per il centro città», spiega l´assessore Vassallo.
Non solo, gli altri locali di pregio, che non avranno le caratteristiche di "storici" potranno fregiarsi del marchio "locale di tradizione" e poi c´è una novità: non solo il passato è eccellente. Nasce una nuova certificazione, "Esercizio di interesse culturale" che sarà riservato a tutti quei locali che sfoggeranno scelte architettoniche o di design contemporanei di particolare qualità e fortemente innovativi.
«Il nuovo riconoscimento, che si può fregiare di una valutazione scientifica delle soprintendenze, potrà aprire ai locali selezionati e al Comune la partecipazione a bandi europei per il restauro e la riqualificazione delle botteghe e del loro intorno», aggiunge l´assessore Vassallo. «Per noi questa è un´occasione per tutelare e valorizzare meglio manufatti e locali storici - spiegano Giorgio Rossini, soprintendente per i Beni architettonici e Bruno Ciliento, soprintendente per il Patrimonio storico artistico - ad oggi esistoni vincoli su specifiche parti o sullo stabile in generale, con questo riconoscimento riusciremo a lavorare meglio».
Il Comune ha deciso di affidarsi alla direzione regionale del Ministero per i Beni culturali, diretta da Maurizio Galletti, per definire in modo specifico i cinque requisiti indicati dalla legge regionale. I funzionari della soprintendenza per il Patrimonio storico artistico e i colleghi della soprintendenza per i Beni architettonici hanno sviluppato in modo specifico i punti: le botteghe "storiche" dovranno dimostrare di lavorare da almeno 70 anni. Poi dovranno soddisfare almeno tre delle seguenti caratteristiche: possedere elementi architettonici esterni e interni di pregio, dalle insegne alle vetrine, dai banconi agli arredi, alle vetrate. Sfoggiare arredi originali: dalle porte ai tavoli, dalle sedie ai tessuti d´arredo. Conservare attrezzature antiche: vasellame, utensili in metallo, ferro, vetro, «macchine da calcolo o da misura». Dovranno possedere documenti storici: stampe, immagini, avere ospitato personaggi illustri o storici. Essere inseriti in un contesto storico-ambientale eccellente: anche la buona conservazione del tessuto in cui l´attività è incastonata può dare punteggio prezioso.
Adesso tocca ai negozianti "aspiranti" al marchio di "bottega storica" fare il primo passo: dovranno rivolgersi alla Camera di Commercio - che è in prima linea nell´operazione così come tutte le associazioni di categoria - e opererà la prima scrematura delle candidature. I funzionari delle soprintendenze poi compiranno i sopralluoghi nei locali pre-selezionati. Sarà una commissione "mista", composta da Comune, direzione regionale per i Beni culturali, Camera di Commercio e associazioni di categoria a decidere chi potrà fregiarsi dei diversi titoli. In primavera verranno inaugurati dal Comune i nuovi percorsi turistici attraverso il centro storico: saranno itinerari che cuciranno insieme alberghi, musei, ristoranti, e le nuove botteghe certificate. Un modo per rivitalizzare il centro storico innescando percorsi turistici e sostenendo le attività artigianali e produttive della città.



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