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BARI - Tavoli e gazebo, il sindaco ammette "Dobbiamo far rispettare le regole"
GABRIELLA DE MATTEIS
SABATO, 16 OTTOBRE 2010 LA REPUBBLICA - Bari


I gestori dei pub: "Molti di noi dovranno chiudere"

I problemi della città


Emiliano: "Non possiamo far molto dinanzi all´ultimatum che abbiamo avuto"
L´amministrazione avvierà contatti con la Soprintendenza per sondare le possibili soluzioni



Gazebo illegali il sindaco assicura "Rispetteremo il sovrintendente"




«Davanti alle indicazioni della Soprintendenza non abbiamo alternative». Per la prima volta il sindaco Michele Emiliano interviene sul caso dell´ultimatum dell´architetto Nunzio Tomaiuoli che ha sollecitato la rimozione delle strutture installate all´esterno dei locali. Rispondendo telefonicamente alle domande di uno dei gestori dei pub, riuniti ieri pomeriggio in assemblea, il primo cittadino ha ribadito la volontà del Comune di trovare una soluzione condivisa, ma ha anche spiegato che è necessario attenersi alle indicazioni della Soprintendenza. E intanto i gestori dei pub propongono il modello adottato in una città del centro nord dove all´esterno dei locali sono posizionate sedie, ombrelloni ma anche paraventi in vetro in grado di riparare dalla pioggia e dal vento. «Senza questo tipo di strutture - spiegano - saremo costretti a chiudere».
GABRIELLA DE MATTEIS
Si dice disposto ad incontrare gestori e proprietari di pub e ristoranti, ma non concede molte speranze. «Non possiamo far molto dinanzi all´ultimatum della Soprintendenza». Per la prima volta il sindaco Michele Emiliano interviene sul caso del diktat, dettato dal numero uno dei Beni architettonici Nunzio Tomaiuoli. Lo fa rispondendo ad una telefonata di Gianni Del Mastro, alla guida di un´associazione che riunisce alcuni locali della città vecchia. I gestori dei pub, ristoranti e pizzerie della città vecchia sono riuniti in un´assemblea. Più di sessanta gli operatori hanno risposto all´invito e che ascoltano la risposta del sindaco Michele Emiliano. La questione, questa volta, è seria. I margini di dialogo sono pochi. Il soprintendente ai Beni architettonici Tomaiuoli ha bocciato la bozza del regolamento che l´amministrazione cittadina e la circoscrizione Murat avevano elaborato e soprattutto ha sollecitato la rimozione delle strutture, installate all´esterno dei locali.
I gestori di pub, ristoranti e pizzerie non nascondono la propria preoccupazione. «Se questa linea dovesse passare molti di noi saranno costretti a chiudere» raccontano. Il soprintendente è stato chiaro. Nel corso della riunione, convocata a Palazzo di Città, ha spiegato che dinanzi ai locali pubblici che si trovano nelle zone di rilevanza storica devono essere posizionati soltanto ombrelloni e tavolini, niente di più. Una soluzione che i gestori dei pub e dei ristoranti non accettano. «Le coperture sono necessarie perché, durante la stagione invernale, il freddo e il vento impedisce ai clienti di rimanere fuori. E in alcuni casi i locali sono piccoli». Questa è la posizione degli operatori del settore. Per il momento scelgono la linea morbida. Nessuna protesta eclatante, nessuna manifestazione che faccia scalpore, ma la ferma volontà di collaborare, di dialogare con la Soprintendenza, di giungere ad un accordo condiviso. Per martedì prossimo gli operatori del settore hanno convocato una conferenza stampa. Un´occasione per illustrare la propria posizione e soprattutto per rilanciare un´ipotesi di lavoro. Gestori e proprietari dei locali pubblici sono pronti a rimuovere le strutture, installate all´esterno dei locali, ma soltanto per realizzarne delle nuove che si adattino al contesto della città vecchia. In altre parole, gli operatori del settore proporranno un modello. Si ispirano ad una città del centro nord, ricca di beni e monumenti di altissimo valore storico che, spiegano, «ha saputo coniugare le esigenze del commercio con quelle del decoro». Il progetto sarà portato all´attenzione della Soprintendenza. All´esterno dei locali, immaginano i gestori, potranno essere installate strutture più sobrie, che abbiano toni e dimensioni diverse, uguali a seconda della via e della piazza. Come paravento pensano, sul modello della città presa come punto di riferimento, a vetri sottili che non deturpano l´ambiente storico ma che nello stesso tempo riparano i consumatori. Questa è la posizione emersa nell´assemblea convocata ieri. «Siamo pronti anche a rinunciare alle strutture che abbiamo installato, spendendo anche molti soldi, purchè si giunga ad una soluzione definitiva» dice Gianni Del Mastro. La prossima settimana sarà quella decisiva. Gli operatori del settore incontreranno l´amministrazione cittadina che nel frattempo avvierà contatti con la Soprintendenza per sondare le possibili soluzioni al caso.



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