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TOSCANA - I CAMPI FOTOVOLTAICI Troppi pannelli: così si devasta il territorio di Fauglia
ALBERTO ROSSI PATTO PER FAUGLIA
SABATO, 16 OTTOBRE 2010 IL TIRRENO - Livorno


Esprimo a nome del gruppo consiliare “Patto per Fauglia” la grave preoccupazione di larga parte della popolazione faugliese a causa del devastante impatto paesaggistico di enormi distese di pannelli fotovoltaici recentemente autorizzate dall’Amministrazione Comunale di Fauglia in varie parti del nostro territorio.
Eccone un elenco:
I megawatt loc. Marginata autorizzato a febbraio
I megawatt loc. Acciaiolo a febbraio
I megawatt loc. Acciaiolo a maggio
2 megawatt loc.Vallechiara ad agosto
L’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto è di competenza della Provincia, acquisiti i pareri favorevoli di vari Enti, tra cui il Comune.
Altre autorizzazioni sono in arrivo, tra cui un impianto di 200 KW voluto dal Comune nel cuore verde del capoluogo di Fauglia tra la Stella Maris e il centro storico, in una delle più belle vallate del capoluogo (accanto ad una progettata discarica, di prossima realizzazione, tanto per dare il colpo di grazia all’ambiente e completare il degrado paesaggistico di Fauglia!)
Anche i due impianti adiacenti approvati ad agosto, da 1 Megawatt ciascuno, insisteranno su un’area complessiva di circa 4 ettari in una zona a verde di particolare pregio ambientale della località Vallechiara (collocata subito dopo Collesalvetti-Poggio Pallone, in direzione Fauglia). Tale enorme distesa di pannelli fotovoltaici andrà letteralmente a circondare una casa colonica pregevolmente ristrutturata, contenente manufatti risalenti al 1700 e abitata da 3 nuclei familiari. Non è difficile immaginare l’inquietudine dei residenti per il conseguente grave deprezzamento delle loro abitazioni, per i paventati rischi di inquinamento elettro-magnetico, e per la copertura di vaste superfici di verde con ininterrotte distese di pannelli a specchio.
Intendiamoci. Noi non ce la prendiamo col signor Bianco, promotore dell’iniziativa, che svolge legittimamente la sua funzione di imprenditore. La nostra protesta è rivolta esclusivamente verso l’Amministrazione Comunale di Fauglia che non si oppone, come dovrebbe e potrebbe, ad iniziative che non solo deturpano irrimediabilmente le parti più preziose del nostro territorio, ma che non comportano alcun vantaggio, neppure economico, per la comunità faugliese. Insomma, il tornaconto (consistente) esiste solo per i privati imprenditori.
E qui arriviamo al punto cruciale della questione. Amministratori e dirigenti del Comune sostengono che “le vigenti disposizioni urbanistiche..non consentono di determinare l’incompatibilità di tali impianti”. In altre parole - dicono in Comune - le norme non ci consentono di impedire l’installazione di impianti fotovoltaici con tali caratteristiche. Noi siamo invece fermamente convinti del contrario. Proprio l’attuale Regolamento Urbanistico non autorizza, a nostro avviso, la realizzazione di simili impianti. Cerco di spiegarlo in termini molto semplici.
L’art. 23 delle Norme Tecniche Attuative detta precisi limiti e consente la realizzazione di impianti fotovoltaici “nell’ambito delle pertinenze rurali degli edifici”. Ebbene, non risulta che la società del signor Bianco possieda alcun proprio edificio attorno al quale poter installare pannelli fotovoltaici. E ci sembra paradossale che possa realizzarlo attorno agli edifici altrui. Appare perciò inspiegabile il comportamento del Comune. Anche sull’inesistenza di vincolo paesaggistico non siamo d’accordo, ma avremo modo di approfondire la questione. Per tali motivi stiamo preparando azioni utili a far valere le nostre ragioni in tutte le sedi competenti a valutare i diversi profili della delicata questione.
Ulteriore grave preoccupazione sul ritmo galoppante con cui procede la sistematica devastazione paesaggistica del nostro territorio deriva dalla dichiarata intenzione del Comune di sostenere la realizzazione a Valtriano di una centrale a biomasse di enormi dimensioni (tra le più grandi in Italia). Immaginabili le ricadute negative immediate: drastica riduzione della biodiversità nel raggio di diversi chilometri dall’impianto e continua circolazione di automezzi pesanti in ogni ora del giorno e della notte. Notevoli i ritorni economici per i privati interessati, inconsistenti i vantaggi per la comunità faugliese.
Mi si consenta una considerazione finale. E’mai possibile che tocchi a un livornese come me difendere la bellezza paesaggistica di queste colline pisane, straordinaria ricchezza di tutta la comunità? È mai possibile che gli attuali responsabili del Comune, tutti faugliesi doc (e, a parole, difensori dell’ambiente), non percepiscano l’irreparabilità dei danni che stanno infliggendo al territorio nel quale sono nati?



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