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BARI - URBANISTICA. Tavolini e gazebo, è rivolta i gestori
GABRIELLA DE MATTEIS
La Repubblica, 20-10-10, pagina 4 sezione BARI



UNA conferenza stampa convocata in un luogo che di fatto simboleggia la protesta: i tavolini e le sedie posizionate all'esterno di un locale della centralissima piazza Mercantile. Ed una lettera aperta per ribadire la propria posizione. Così ieri i gestori di pub, ristoranti e pizzerie del borgo antico e di corso Vittorio Emanuele sono tornatia far sentire la propria voce. A spiegare che «senza coperture per riparare dal freddo o dal caldo», a seconda delle stagioni, molte attività sarebbero costrette a chiudere. La protesta degli operatori del settore è una manifestazione ordinata e pacata. «Noi non vogliamo fare barricate, cerchiamo il dialogo» ribadisce Gianni Del Mastro. All'indomani dell'ultimatum del soprintendente ai beni architettonici Nunzio Tomaiuoli che ha bocciato la bozza del nuovo regolamento e ha sollecitato la rimozione delle strutture esistenti, i gestori dei locali sono preoccupati. «Ogni volta che vediamo passare un vigile urbano, temiamo venga da noi». Perché molte dei gazebo installati all'esterno di pub e ristoranti sono abusivi. «Abusivi per necessità» puntualizza Del Mastro. Dopo il diktat del soprintendete, la circoscrizione del quartiere Murat ha sospeso il rinnovo delle autorizzazioni. E quindi inevitabilmente molte delle strutture non sono più in regola. «Sappiano che sono in arrivo 43 ordini di demolizione» dice Franco Spagnuolo. Una notizia che da Palazzo di Città smentiscono. «Al momento sono solo cinque» assicura l'assessore all'Urbanistica Elio Sannicandro. I gestori dei pub, comunque, non hanno dubbi. E scartano l'idea della demolizione. «Questo significherebbe chiudere il locale» raccontano. Soltanto nella città vecchia sono 120 tra pub, ristoranti e pizzerie. Attività che, aggiunge Del Mastro, «danno lavoro complessivamente a 600 persone». I gestori dei pub lanciano, allora, lanciano una proposta. Citano il caso di Firenze, «città spiegano - che ha più vincoli storici e architettonici» e dicono di essere pronti ad attenersi al regolamento, sperimentato con successo nel capoluogo toscano, dove le coperture ci sono, ma hanno linee, dimensioni e colori molto più sobri e soprattutto armoniche con il contesto. La protesta degli operatori del settore arriva all'indomani di una riunione, convocata a Palazzo di Città dove sono emerse due anime: una più intransigente verso le strutture installate all'esterno dei locali, l'altra più moderata che non esclude la volontà di collaborare, di trovare una soluzione condivisa. Una strada quest'ultima che sta cercando di intraprendere anche il sindaco Michele Emiliano con la richiesta di un incontro al soprintendente Tomaiuoli. L'amministrazione cittadina ha deciso di dare il via ad una progettazione, attraverso un concorso di idee, almeno per corso Vittorio Emanuele, piazza del Ferrarese e piazza Mercantile. Le procedure però richiederebbero alcuni mesi e, per questo, il problema principale adesso è rappresentato dalla «fase transitoria», quella che i commercianti temono.



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