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RIGNANO GARGANICO - Clooney e Canalis adottano una Grotta?
di Francesco MAstropaolo
23 Ottobre 2010

Le grotte di Puglia risorsa nascosta



George Clooney ed Elisabetta Canalis interessati ad «adottare» il sito paleolitico di Grotta Paglicci. La notizia è stata anticipata dal quotidiano indipendente «Garganopress.net».

Quanto ci sia di vero in tutto questo è ancora da verificare. Certo è che nel piccolo centro garganico il fatto che l’attore americano e la bellissima Elisabetta, che sarà a fianco di Gianni Morandi sul palcoscenico di San Remo, possano salire a Rignano Garganico, è ritenuto una strenna natalizia.

Ma, naturalmente, c’è anche chi, e non sono in pochi, che pesa la notizia come fosse la classica bufala che, quanto prima, si sgonfierà.

In Comune sono scesi letteralmente dalle nuvole quando è stata chiesta conferma della notizia. Il vice sindaco, Matteo Orlando, si è detto del tutto scettico. Certo è che, comunque, un risultato è stato ottenuto. Finalmente si sono accesi i riflettori sul giacimento preistorico ubicato nelle campagne di Rignano Garganico. Dopo anni di silenzio si torna, infatti, a parlare dell’insediamento paleolitico che, oggi, versa in stato di completo abbandono. Gli enti territoriali hanno dimenticato di possedere un patrimonio culturale di inestimabile valore.

La scoperta di Grotta Paglicci e la sua valorizzazione, merito di docenti e studenti dell’Università di Siena che, per circa mezzo secolo hanno, giorno dopo giorno, portato alla luce reperti archeologici che, oggi, sono oggetto di studi e approfondimenti. Se ne contano oltre quarantacinquemila che sarebbero dovuti essere conservati in un museo da realizzare a Rignano ; le opere sono state anche finanziate ma la struttura museale non ha ancora visto la luce. Testimonianze importanti, che risalgono ad un periodo tra i 500.000 e 10.000 anni, che sanno ancora parlare dell’Homo Erectus, di Nearnderthal e dell’Homo Sapiens e dell’industria litica e delle sepolture. Qui sono stati ritrovati scheletri umani interi e parziali, dipinti parietali di cavalli (due piccoli e uno grande, quest’ultimo ormai quasi scomparso), impronte di mano, focolari, resti di animali ed altro.

Due le sepolture intere rinvenute, di un giovinetto di 11-12 anni (24.000 anni fa) e di una ragazza di 18-20 anni (23.000 anni fa). L’insediamento è posto esattamente a metà strada tra due ambienti assai diversi: in basso la piana infuocata del Tavoliere, che per lunghi periodi doveva offrire steppe o praterie poco arborate; in alto la montagna con i suoi dirupi rocciosi, che dal primo gradone calcareo, raggiunge in breve tempo i 600 metri di altitudine. Macchie e piccoli boschi, tuttavia, dovevano intervallarsi, soprattutto nei periodi più temperati ed umidi, lungo le vallate e i rivoli di ruscelli e fiumi che si addensavano in pianura. Per questo, l’uomo di Paglicci doveva usufruire di una flora e di una selvaggina ricca e variata. La riserva idrica, invece, doveva essere costituita da una sorta di cisterna naturale, rappresentata da una grossa cavità comunicante con Paglicci: la Grotta dei Pilastri.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=376892&IDCategoria=1


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