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Napoli. La guerra dei rifiuti. I turisti scappano da Napoli
Paolo Barbuto
Mattino - Napoli 25/10/2010

L'ennesima emergenza mette in ginocchio gli hotel: zero prenotazioni per l'Immacolata, Natale a rischio
Bertolaso: città pulita in 4 giorni. Ma la rivolta si allarga: in centro strade bloccate con i sacchetti

Il capo della Protezione civile Bertolaso prova a lanciare un messaggio rassicurante alla città nuovamente sommersa dall'immondizia: Napoli tornerà pulita in quattro giorni, annuncia il sottosegretario tra un vertice e l'altro in Prefettura dedicati soprattutto al caso Terzigno. Ma a Bertolaso arrivano cattive notizie proprio da Napoli città: dopo i raid di sabato nella zona della Ferrovia con cassonetti rovesciati e dati alle fiamme al corso Garibaldi e strade vicine fino a tutta l'area di Porta nolana, ieri la rivolta si è estesa al Centro storico, a due passi da piazza del Gesù, punto di inizio degli itinerari turistici verso i decumani: in via Monteoliveto i residenti esasperati hanno bloccato la strada con i sacchetti. Una situazione che mette in ginocchio il turismo: zero prenotazioni per le festività dell'Immacolata, 1'8 dicembre, e anche il Natale appare a forte rischio.

I pochi turisti di oggi sono sconvolti, quelli del futuro sono già in fuga. La crisi della città che culmina con l'emergenza immondizia, travolge innanzitutto il fragile mercato del turismo. L'allarme già lanciato ieri dalla fiera del turismo di Rimini, si arricchisce di particolari: per il ponte dell'Immacolata non ci sono prenotazioni, per Natale attualmente è occupato solo il 22% delle camere d'albergo, una vera debacle. L'assessore comunale al turismo, Graziella Pagano, però è convinta che la crisi verrà superata, che la città saprà rialzarsi. Non pensa solo all'attuale dramma dei rifiuti «Dobbiamo credere in quel che facciamo e, soprattutto, programmare». Ha parlato agli esperti di settore della fiera di Rimini, ha chiarito che c'è bisogno di un lavoro complessivo, che coinvolga tutte le forze attive della città: le istituzioni, la politica, ma anche le forze dell'ordine e la parte produttiva di Napoli «Quando parlo di progetto globale penso a una attività che percorra trasversalmente tutta la città». I progetti sono futuristici e affascinanti, ma la realtà è diversa. L'altro giorno, dopo aver ascoltato il racconto sull'importanza di coinvolgere il turista nella vita della città per farlo divenire parte di una esperienza, anche l'assessore Pagano è stata realistica: «Il turista che viene oggi a Napoli vive un'esperienza drammatica». È il presente che fa a pugni con il futuro. Il presente del turismo ha anche un nome: contrasti. È il tema delle iniziative della città per l'imminente stagione natalizia ma è anche, la drammatica sintesi del rapporto tra operatori turistici e istituzioni: contrasti. Nel progetto istituzionale il contrasto è quello tra moderno e antico, tra caos dei mercati e quiete delle chiese,. tra palazzi antichi dei decumani e moderni grattacieli del centro direzionale. Nel quotidiano rapporto con il mondo produttivo del turismo il contrasto è con albergatori, agenti di viaggio, ristoratori, con tutti quelli che dovrebbero vivere di turismo e invece si ritrovano ad affondare nelle crisi che si susseguono e non lasciano vie d'uscita. Dopo l'allarme lanciato ieri dai saloni della fiera del turismo, gli operatori sono rientrati in città e hanno ricominciato a fare i conti con la desolazione. Abitualmente i mesi di ottobre e novembre sono di basso impatto. Camere vuote e pochi turisti in giro, a parte qualche convegno e congressi sempre più rari: di questi tempi si lotta per affrontare l'impatto con il primo ponte delle feste, quello dell'otto dicembre che per la città di Napoli è sempre ricchissimo di turisti. Quest'anno, spiegano dalla sede dell'Assotravel, l'Immacolata doveva essere ancora più ricca. L'otto dicembre capita di mercoledì, nel cuore della settimana, e convince i turisti a trattenersi più a lungo «Invece per adesso non c' è nulla, assolutamente nulla - racconta, desolato, il presidente Cesare Foà - Si tratta di una organizzazione che i turisti pianificano proprio in questi giorni, tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. Dopo quel che ha visto in televisione, la gente si tiene lontana da Napoli». Per adesso, invece, i segnali per Natale non sono ancora drammatici. Negli alberghi la flessione è modesta, si parla dell'8% circa. Il dramma è che il numero di partenza è già estremamente basso: «Di solito le camere sono occupate a130% - dice Cesare Foà - per ora, invece, siamo fermi al 22». Ma il presidente di Assotravel ammonisce sulla possibilità che i turisti hanno ancora per disdire le prenotazioni del periodo di Natale. Siamo ancora nella fase in cui la disdetta non comporta costi, per cui prima di parlare dei numeri del Natale sarà meglio attendere qualche settimana. Al rientro in città, di fronte allo stesso scenario di devastazione che aveva lasciato giovedì mattina, anche il presidente di Federalberghi, Salvatore Naldi ha rilanciato l'allarme: «Restiamo aperti solo per rispetto delle famiglie dei nostri dipendenti. Gli hotel della città dovrebbero tenere le porte chiuse per protesta: la nostra pazienza sta per finire».



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