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Abu Dhabi. Così l'oro nero diventa cultura
Gloria Satta
Messaggero 25/10/2010

Nella capitale degli Emirati 1' "altro" Louvre è il punto di forza di un investimento kolossal
Altri quattro nuovi musei firmati da grandi architetti e un'idea: «La nostra ricchezza non è solo denaro»

Abu Dhabi. Il "rinascimento" ha la forma di una gigantesca cupola traforata galleggiante, 180 metri di diametro, che lascerà filtrare una pioggia di luce. Suggestiva zona d'ombra a pochi passi dal deserta, segno distintivo del Louvre "da esportazione" progettato sull'isola di Saadiyat, a nord est di Abu Dhabi, dall'architetto francese Jean Nouvel: un'operazione da 500 milioni di euro, destinata a proiettare la capitale degli Emirati nella storia e a portare nelle casse dei musei transalpini, coalizzati nel progetto, un miliardo di euro. L'apertura del Louvre Abu Dhabi è prevista a settembre 2013 e tre mesi dopo, sulla stessa isola, s'inaugurerà il "nuovo" Guggenheim tutto cubi e coni disegnato dal canadese Frank Gehry (con i suoi 40mila metri quadrati, una struttura da record) mentre l'anglo-irachena Zaha Adid ha concepito il Performing Arts Centre dall'avveniristica forma di serpente, il giapponese Tadao Ando ha immaginato il Museo marino come un "ponte" tra cielo e acqua, il britannico Norman Foster firma lo Zayed National Museum.
Un plotone di archistar per un progetto kolossal. Quando tutti i musei saranno completati, Saadiyat ("isola della felicità") diventerà il più vasto distretto culturale del mondo. Corredato di strutture turistiche, avrà un valore complessivo di 27 miliardi di dollari e sarà capace di attrarre negli Emirati Arabi Uniti milioni di visitatori. Magari gli stessi che sull'isola di Yas, poco distante, proveranno il brivido delle montagne russe a 220 km/h del primo Ferrari Park, in funzione dal 28 di questo mese. Investire gli sterminati proventi del petrolio nella cultura: è la scommessa di Abu Dhabi, il più esteso emirato del ricchissimo Paese affacciato sul Golfo Persico, un milione e 300mila abitanti e 1'80 per cento dell'"oro nero" posseduto dall'intera nazione. Si avvicendano senza sosta nell'elegante capitale della federazione rassegne di musica, concerti delle massime orchestre del mondo, balletti, fiere d'arte e mostre di livello (Rauschenberg, Twombly, Warhol, Picasso) workshop, un ottimo Festival di cinema appena concluso, master della Sorbona e della New York University. Questo fervore di iniziative (con budget «flexible», non c'è limite alla spesa) nasce da una visione improntata alla grandeur e da un investimento, non soltanto d'immagine, a lungo termine. Per dirla in parole povere, oggi gli Emirati "comprano" cultura dall'Europa che poi restituirà gli investimenti affollando i nuovi musei, come prevedono le ricerche di marketing: una risorsa per il futuro, quando i pozzi petroliferi saranno prosciugati. «Vogliamo diventare la capitale culturale del mondo», spiega Abdulla Salim Al Amri, direttore dell'Istituto delle Arti e della Cultura presso l'Adach, l'istituzione di Abu Dhabi premiata dal settimanale americano Newsweek come esempio di dinamismo e innovazione in campo culturale. «Siamo un Paese giovane, desideriamo lasciare un segno alle future generazioni e guadagnarci il rispetto del mondo per la nostra capacità di creare progetti duraturi». E' il sogno. della golden era: «Non amiamo essere associati esclusivamente all'enorme ricchezza che ci viene dal petrolio. Rappresentiamo una civiltà che ha tanto da offrire. E niente meglio della cultura può comunicare agli altri la nostra storia, il nostro sviluppo, i nostri sogni». A fare da traino a questo piano grandioso è proprio il Louvre Abu Dhabi. L'operazione non è stata indolore. Accese polemiche hanno accompagnato in Francia la decisione del governo di esportare il marchio del leggendario museo che, con l'emirato di Abu Dhabi, ha stretto un accordo trentennale. Vi siete venduti l'anima, hanno tuonato i contestatori. Dalla sola cessione del nome, il Louvre riceverà 400 milioni di euro, mentre del progetto beneficeranno ben 27 istituzioni francesi (Musée d'Orsay, Centre Pompidou, Quai Branly, Bibliothèque Nationale...).
«Il Louvre Abu Dhabi rappresenta una scommessa culturale a lungo termine, è la realizzazione del primo museo universale basato sul dialogo, il rispetto reciproco, la tolleranza», spiega con entusiasmo Laurence des Cars, direttrice scientifica di France Muséums, l'agenzia creata per gestire questo progetto destinato a unire oriente e occidente, passato e futuro. Ma cosa conterrà il gioiello architettonico da 8000 metri quadrati disegnato da Nouvel? In attesa che gli Emirati acquisiscano una propria collezione nazionale, la nuova struttura ospiterà una serie di opere prestate da Parigi a rotazione per una durata massima di dieci anni: 300 il primo anno, 250 i quattro seguenti, 200 gli ultimi quattro. Quali pezzi prenderanno il volo per il Golfo non è stato ancora deciso, di sicuro non ci sarà la Gioconda, assicura Madame des Cars. E il marchio Louvre non verrà esportato ulteriormente: «L'esperimento di Abu Dhabi è unico e irripetibile». Nel maggio 2009 fu il presidente Sarkozy, insieme con il principe ereditario Sheikh Mohammad Ben Zayed Al-Nahyan, a posare la prima pietra del Louvre nel deserto. Un anno dopo, il ministro della Cultura Mitterrand è volato negli Emirati per visitare il cantiere e consegnare la prestigiosa medaglia di Commandeur des Arts et des Lettres al principe Sheikh Sultan Bin Tahnoon Al-Nahyan, gran capo dell'Adach. Sull'Isola della felicità la Storia va avanti a passo di carica

MUSEO MARINO di Tadao Ando
Per realizzare il Museo marino, l’architetto giapponese Tadao Ando ha immaginato una struttura di 10mila mq. dalla forma originalissima: evoca un "ponte" che congiunge cielo e acqua
GUGGENHEIM ABU DHABI di Frank Gehry
Con i suoi 40mila mq, il Guggenheim Abu Dhabi sarà il più grande mai costruito. La struttura, disegnata da Frank Gehry, è composta da elementi geometrici, segno inconfondibile del maestro canadese
PERFORMING ARTS CENTRE di Zaha Hadid
Il centro polivalente, progettato da Zaha Hadid, avrà l'estensione kolossal di 52rnila mq. e ospiterà concerti, balletti, spettacoli dal vivo, una scuola di arti e addirittura un teatro ZAYED NATIONAL MUSEUM di Norman Foster
Saadiyat, l'isola sede dei musei disegnati dalle archistar. Tra questi, il National Zayed Museum, progettato da Norman Foster, 35mila mq. e "appoggiato" dal British Museum che però non ha concesso il nome
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I cinque musei, tutti sull'isola di Saadiyat, formeranno il più grande distretto culturale del mondo, valore 27 miliardi di dollari



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