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Teulada. Trovata un’antica fabbrica di mattoni a ridosso del porto di età cartaginese
Paolo Carta
L’Unione Sarda, 24 settembre 2010

Tuerredda, resti romani sotto il resort. Stop ai lavori e nuovo progetto dopo la scoperta archeologica. I permessi per la costruzione dell’hotel erano arrivati anche se la zona non era mai stata studiata dal punto di vista archeologico.

La storia della Sardegna sotto il nuovo albergo di lusso in costruzione a Tuerredda. Il primo colpo di ruspa per la realizzazione del resort ha portato alla luce una costruzione di età romana, probabilmente una realtà produttiva, una fornace per la realizzazione di mattoni. Lavori edili sospesi, progetto modificato, nuovi scavi della Sovrintendenza ai beni archeologici, tre corpi dell’hotel (sui sei previsti) spostati per riprendere l’intervento edilizio.

LA FORTIFICAZIONE. Del rinvenimento dei resti di epoca romana si può dire tutto ma non che sia una sorpresa. “In quella zona – spiega marco Minoia, da un anno a capo della Sovrintendenza dei Beni archeologici di Cagliari – sono presenti un importante villa romana, un’altra casa con mosaici della stessa epoca e resti nuragici”. Sergio Frau è andato oltre. In un articolo pubblicato tempo fa su Repubblica ha parlato dei resti di un porto cartaginese, “probabilmente il più grande del Mediterraneo, capace di ospitare addirittura 400 navi”, a Capo Malfatano, a ridosso di Tuerredda: “Bastano due pinne, una maschera e un boccaglio per vederli”. E Minoia conferma le ricerche in corso, con l’ausilio di specialisti subacquei.

I PERMESSI. La domanda a questo punto sorge spontanea: come è stato possibile autorizzare la nascita di un albergo in una zona così importante dal punto di vista archeologico, mai esplorata compiutamente con scavi, come ammettono gli stessi esperti della Sovrintendenza? Marco Minoia, dalla sua scrivania nella Torre di San Pancrazio, illustra leggi e competenze. “Il nostro ufficio può vincolare soltanto le zone dove esiste un reperto conosciuto. E’ vero che la zona di Tuerredda non è mai stata studiata, ma in presenza dei nulla osta dei Beni ambientali e paesaggistici, il parere di qualche anno fa del mio predecessore, Vincenzo Santoni, era obbligato”.

IL PROGETTO. Difficile credere che in quella zona anticamente un porto e una villa romana fossero isolati. La scoperta durante gli scavi per le fondazioni del resort della Sitas (Gruppi Benetton, Toffano e Toti, più Monte dei Paschi di Siena, la gestione sarà affidata a Emma Marcegaglia) lo conferma. Minoia racconta il suo intervento celere: “Il progetto del Resort è articolato su diversi corpi di fabbrica, in tutto sei. Abbiamo imposto la modifica del progetto e lo spostamento non solo della parte dell’albergo interessata dalla costruzione romana, ma anche di quelle più vicine, in modo da garantire l’accesso e la valorizzazione del reperto. Sarà anche realizzato una sorta di piccolo parco archeologico all’interno del Resort per mettere in mostra la recente scoperta, che sarà studiata con un nostro scavo”.

IL NO. Diversi intellettuali come lo scrittore Giorgio Todde e gli ambientalisti del gruppo di Intervento giuridico si sono schierati da tempo contro il progetto del mega albergo a ridosso della spiaggia di Tuerredda. Un insediamento che potrebbe addirittura essere incrementato: la Sitas e il Comune di Teulada stanno trattando per spostare a Tuerredda, chiamata in paese sa spiaggia dei is casteddaius, cubature previste a Perdalonga dove la Forestale si è opposta. “Sono scelte politiche – dichiara Minoia senza commentare – noi dobbiamo muoverci dentro gli stretti paletti delle leggi”. Domanda diretta: ma secondo il Sovrintendente, si tratta di un insediamento opportuno in quell’angolo della Sardegna unico dal punto di vista ambientale, paesaggistico e archeologico? “Non sono tenuto a dare certe risposte. Posso soltanto domandarmi a mia volta dove andranno a fare il bagno gli ospiti dell’albergo: già oggi la spiaggia di Tuerredda è congestionata”.



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