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ROMA - Caserme, arrivano abitazioni e negozi E in periferia milioni di metri cubi in più
PAOLO BOCCACCI GIOVANNA VITALE
La Repubblica 30-10-10, pagina 23 sezione ROMA

PASSA nella notte in Consiglio comunale con i soli voti del Pdl e il voto contrario del Pd la delibera che permetterà di costruire al posto di quindici caserme, distribuite in tutta la città, case e negozi. E intanto l' Assessore all' Urbanistica Corsini annuncia di aver dato mandato agli uffici di raddoppiare le cubature in otto Centralità di periferia, da La Storta a Romanina, da Acilia Madonnetta a Ponte Mammolo, da Pietralata a Torre Spaccata, perché «si possano finanziare le infrastrutture, tra cui strade e collegamenti con il metrò».

È FINITA con l' occupazione della Sala del Carroccio da parte dei movimenti per il diritto all' abitare la maratona notturna in consiglio comunale che ieri, intorno alle due, ha varato con i soli voti del Pdl la delibera di vendita e valorizzazione di 15 caserme dismesse. L' opposizione ha deciso alla fine per il no «principalmente per due motivi», spiega il capogruppo del Pd Umberto Marroni: «Perché questa operazione è viziata sul nascere dall' unico obiettivo di fare cassa, quindi è a rischio speculazione, e per l' inspiegabile bocciatura, da parte di una maggioranza confusa, dell' emendamento relativo al contributo straordinario da affiancare agli oneri concessori a carico dei privati che acquisiranno e trasformeranno gli edifici militari». E poi nella serata ieri un altro colpo di scena in tema urbanistico. L' assessore Corsini annuncia di aver dato mandato agli uffici, con una memoria di giunta, di aumentare, fino a raddoppiarle, le cubature previste nelle otto Centralità ancora da pianificare, tra cui La Storta, Romanina, Acilia Madonnetta, Ponte Mammolo e Torre Spaccata. «Bisogna dare l' opportunità di costruire di più ai privati - afferma Corsini- perché possano finanziare le infrastrutture primarie, come strade e collegamenti con le metropolitane. Per questo si tratterà di densificare quanto possibile quelle aree». E si tratterà di milioni di metri cubi in più nella periferia romana. Tornando invece al voto sulle caserme, sono stati accolti tutta una serie di correttivi che hanno sterilizzato gli effetti più negativi del testo originario: intanto sarà destinata a servizi pubblici una quota fissa del 20% della superficie complessiva (prima poteva oscillare tra il 10e il 20); di questo 20%, su proposta del consigliere di Action Andrea Alzetta, il 25% andrà all' edilizia popolare; i piani di assetto, quelli cioè deputati a stabilire nel dettaglio cosa verrà realizzato al posto o dentro ciascun immobile (case di lusso, alberghi, negozi, strutture ricettive, ricreative, parcheggi), dovranno essere approvati uno per uno dall' aula Giulio Cesare, che così potrà valutare l' impatto dei singoli interventi. Da arginare anche grazie al meccanismo della compensazione, in principio non contemplato, ovvero la possibilità di rilocalizzare altrove le volumetrie da realizzare a seguito della verifica della sostenibilità urbanistica sul territorio. Modifiche non da poco, almeno a giudicare dall' ubicazione dei fortini in disuso, per lo più disseminati in quartieri centrali o strategici, già appesantiti dal traffico. Basta dare una scorsa all' elenco, dove tra gli altri compaiono il Deposito materiali elettrici all' inizio di via Flaminia e lo Stabilimento trasmissioni in viale Angelico, la Direzione Magazzini Commissariato in via del Porto Fluviale (Ostiense) e la Caserma Medici in via Sforza, per non parlare della Nazario Sauro di via Lepanto e della Reale Equipaggi di via Sant' Andrea delle Fratte. L' entità della manovra è tutta contenuta nelle cifre della delibera che vale come variante urbanistica al Prg e consente la vendita ai privati con relativo cambio di destinazione d' uso: operazione utile al Campidoglio per ottenere i 600 milioni pattuiti col governo per pagare la rata del piano di rientro. I 15 edifici militari, che confluiranno in un fondo immobiliare della Difesa, coprono una superficie totale di 82 ettari per oltre un milione e mezzo di metri cubi, pari a 500mila metri quadrati. Di questi, almeno il 30% andrà in residenziale; un altro 30 ad esercizi commerciali, turistico-ricettivi e varie attività private; l' ultimo 30 riguarda invece la cosiddetta parte variabile, il 20% della quale destinata a servizi comunali (asili nido, biblioteche, parchi, sportelli municipali) oltre che all' edilizia sociale. Quota, quest' ultima, che secondo i calcoli di Alzetta permetterà di ricavare circa 600 case popolari. A ogni modo, al netto dei miglioramenti, per le opposizioni l' operazione resta «uno scandalo: espropria la città dei suoi beni e favorisce i soliti noti, abbandonando interi quartieri nell' invivibilità» tuona il coordinatore dell' Fds, Fabio Nobile. «Ieri il Campidoglio stato trasformato in un' agenzia immobiliare solo per consentire al ministro Tremonti di fare cassa» attacca il consigliere pd Massimiliano Valeriani. «La capitale paga le bugie della destra» sbotta Alzetta: «Invece di utilizzare questo patrimonio per i cittadini Alemanno usa Roma come una banca». Una bufera per placare la quale è intervenuto il sindaco in persona: «Non saranno fatte colate di cemento, le caserme dismesse verranno utilizzate anche per funzioni abitative», garantisce Alemanno dopo aver esultato per il «grande risultato: un atto necessario non solo dal punto di vista economico ma anche urbanistico».



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