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ROMA - Aveva promesso una città più sicura ma ora avanzano violenza e degrado
GIOVANNA VITALE
La Repubblica 29-10-10, pagina 3 sezione ROMA





«ALEMANNO siè dato7 in pagella? Non capisco perché è stato tanto cauto e non si è attribuito un bel 10 e lode» ironizza Francesco Rutelli. Che boccia senza appello la gestione del suo sfidante, ma non per desiderio di vendetta dopo la sconfitta del 2008. «Basta guardarsi intorno, misurare il clima di delusione e disillusione che si respira in giro. Ci aveva promesso una città più sicura e più pulita, ma il degrado avanza a grandi falcate». Qualcuno potrebbe dire che è presto per giudicare... «Non sono due mesi che governa, ormai è a metà mandato, e se qualcosa è stato fatto si dovrebbe pure vedere. Invece non un solo problema è stato risolto: dai rifiuti ai campi nomadi, dalle buche al traffico, da qualsiasi angolo la si guardi questa amministrazione è una catastrofe. Con il sindaco che continua a ripetere: "Tutto va bene madama la marchesa", come il maggiordomo della famosa canzone. Si ricorda come finì? Che il castello andò bruciato senza che la marchesa se ne fosse accorta». Possibile che non ci sia proprio nulla di positivo? «Due cose sono da apprezzare, anche se non riguardano la gestione quotidiana della città ma le prospettive future: la candidatura Olimpica, che io stesso ho sostenuto perché può essere una grande opportunità, e la riforma di Roma Capitale, alla quale sono stati però ridotti i trasferimenti, rimasta ancora a metà: finora è stato ottenuto solo il cambio di carta intestata». Per il resto? «Non c' è nulla di strategico, solo annunci sistematicamente disattesi. Andatevi a guardare il programma con cui Alemanno vinse le elezioni: disse che avrebbe costruito i termovalorizzatori e in oltre due anni non è riuscito neanche a individuare un sito alternativo alla discarica di Malagrotta; disse che avrebbe dato un assetto stabile e civile ai campi nomadi e ancora oggi si annunciano localizzazioni segrete che non vengono mai svelate. Per la viabilità non si conosce una sola opera pubblica che non sia la faticosa continuazione dei programmi avviati dal centrosinistra». Eppure in cantiere ci sono una serie di progetti, dal Gp di F1 alla pedonalizzazione del Tridente. «Vede? Ancora annunci, parole, date da destinarsi. Di concreto, nulla. L' unico progetto che ha preso corpo è l' abbattimento del muretto dell' Ara Pacis, che si voleva addirittura smontare e trasferire a Tor Bella Monaca prima di capire cheè una infrastruttura graditissima alla cittadinanza, seconda per visitatori solo ai Musei capitolini. Tant' è che ora si discute di ristrutturare la piazza e liberarla dalle auto, di nuovo un disegno delle nostre giunte. Ma mi chiedo: le risorse dove sono? L' altro giorno ho pure letto che si vuol costruire un sottopasso a Castel Sant' Angelo che costa 200 milioni: dove li prendono? Loro portano avanti quello che già c' era. Dove sono le idee nuove per la città?». Però almeno sulla sicurezza, ammetterà, il calo dei reati c' è. «Se quando governavamo noi ci fosse stata la successione di crimini orrendi come quelli accaduti a Roma negli ultimi 15 giorni, avremmo avuto sotto il Campidoglio i manipoli coi forconi a chiedere le dimissioni del sindaco. L' unica cosa che mi pare cresca, con Alemanno, sono i consulenti per la sicurezza: ho perso il conto, credo che ormai siano una decina». Cos' è che secondo lei fa più acqua? «La pulizia: la città è sempre più sporca. La macchina amministrativa non ha una strategia e gli uffici comunali sono alla paralisi. Le buche sono aumentate. Leggo ora che l' Acer è soddisfatta per il piano da 50 milioni sulla manutenzione stradale: vorrei ricordare che a Roma con questi soldi non si fa quasi nulla. Noi abbiamo stanziato centinaia di milioni ma non era mai abbastanza». Se Alemanno glielo chiedesse, che consiglio gli darebbe? «Di correggere la sua incapacità a fissare delle regole e farle rispettare. Pensiamo al piano pullman. Quando per il Giubileo si temeva la paralisi siamo stati rigorosi anche a costo di essere impopolari. Risultato: abbiamo gestito 70 milioni di presenze e migliaia di bus turistici senza problemi. Oggi invece è tutto un incolonnamento, un ingorgo. Per non parlare dei cartelloni: ogni giorno si annunciano giri di vite, ma gli unici giri di vite sono quelli di chi monta gli impianti abusivi».



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