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Tremonti? Robin Hood all'incontrario
Economia. La riforma vista dall'Ulivo: parla Vincenzo Visco

Guglielmo Nardocci
Famiglia Cristiana 23/06/2002

«Non sono stato mai manicheo, ma l’alternativa oggi è decidere se i soldi li devi dare ai ricchi o ai poveri». Il professor Vincenzo Visco, per cinque anni ministro delle Finanze e poi dell’Economia dei Governi del Centrosinistra, non ha dubbi sulla riforma fiscale dell’attuale ministro Tremonti: «Se tu decidi che i ricchi sono il sale della terra», spiega l’ex ministro Visco in questa intervista a Famiglia Cristiana, «se tu decidi che il ricco è quello che crea occupazione, che e più intelligente e più bello, allora ti comporti come questo Governo: togli l’imposta di successione, permetti di far rientrare i capitali dall’estero, gli fai pagare meno tasse. Il Governo di Giulio Tremonti, insomma, ha disegnato una riforma fiscale immorale»
· E cioè?
«Ha disegnato una riforma basata su tre punti cardini: l’istituzione di due aliquote Irpef, che in realtà è una sola, perché il 99% dei contribuenti sta al di sotto dei duecento milioni di lire di reddito; oltre quell’imponibile ci sono Berlusconi, Tremonti e pochi altri. Questa prima parte è il nucleo della promessa elettorale che debbono realizzare a tutti i costi. Il secondo cardine è costituito dalla tassazione delle imprese, il cui risultato, di fatto, è l’aumento della tassazione sulle medesime, soprattutto quelle piccole perché è stata introdotta una indeducibilità delle spese troppo robusta. I piccoli imprenditori, che sono la gran parte, o si trasformano in società di persone, assumendosi tutte le responsabilità personalmente, oppure ricevono una mazzata fiscale micidiale. Un recente studio della Commissione europea dimostra che la tassazione sulle imprese in Italia, senza interventi di Tremonti, è fra le più favorevoli, molto inferiore a Germania, Francia e Inghilterra. Il terzo cardine è lo stravolgimento dei redditi da capitale, che Tremonti detassa fino a fare dell’Italia un paradiso fiscale».
· Ma Tremonti sostiene che pagheremo tutti meno tasse...
«La riforma è assolutamente inaccettabile sotto il profilo politico. Secondo il Governo sono disponibili 45 mila miliardi di vecchie lire da restituire ai contribuenti con la riforma Tremonti. I cittadini hanno il diritto di sapere nelle tasche di chi andranno questi soldi, e come vengono redistribuiti».
· Lei che idea si è fatta?
«Qualsiasi studente universitario di Economia e commercio, facendo un paio di conti, può facilmente capire che la rivoluzione fiscale del Governo arricchisce solo le classi agiate. Ma anche il più sprovveduto dei cittadini, leggendo i giornali, può facilmente intuire guardando l’ammontare del risparmio fiscale man mano che sale il reddito. Una progressività all’incontrario».
· Il Governo tuttavia si propone di attuare la progressività "giusta" attraverso le detrazioni...
«Ma è proprio facendo un calcolo semplice su come il Governo usa aliquote e detrazioni che viene fuori questa mostruosità per la quale chi è ricco starà meglio per grazia ricevuta. La curva dell’aliquota unica, combinata con le detrazioni che tendono ad essere uguali per tutti, dà come risultato che il prelievo fiscale si concentra nella fascia dei ceti medi e operai nella quale si concentra la maggior parte delle famiglie italiane. Risultato : il 70% dei 45 mila miliardi verrà dato alle famiglie agiate, che rappresentano il 20% dei contribuenti. Le briciole al resto degli italiani».
· Ma Tremonti afferma che i primi benefici saranno redistribuiti proprio ai meno abbienti già dal 2003...
«È vero, ma il problema non è vedere i 10 mila miliardi che saranno restituiti ai contribuenti meno abbienti l’anno prossimo, ma i 35 mila restanti negli anni successivi. I sindacati, nella trattativa con il Governo, debbono esigere da Berlusconi e Tremonti la più completa chiarezza».
· Il Fondo monetario internazionale ci invita a risanare il bilancio, mentre il Governo ci dice che ci sono soldi da restituire ai contribuenti...
«La ragione è semplice; il Governo imbroglia ricorrendo a espedienti tecnici, come quello di creare due nuove società (Patrimonio Spa e Infrastrutture Spa, n.d.r.) alle quali vengono conferiti i beni dello Stato. È chiaro che togliendo queste voci dal bilancio si crea una disponibilità, ma è un’illusione ottica. Vediamo se le autorità europee faranno passare tali espedienti. Tremonti spera che i fondi da redistribuire ai contribuenti arriveranno dall’aumento del gettito fiscale dovuto ad un aumento del Pil, ma come si è visto le previsioni di crescita sono sballate. Non c’è una lira».

· Però anche il Fondo monetario ha raccomandato di abbassare le tasse...
«Certo: e loro le abbasseranno ai ricchi. Il Governo deve mantenere la sua promessa elettorale sperando che i cittadini siano invogliati a consumare e a mettere ali allo sviluppo. L’Fmi ha detto le cose in ordine inverso: prima dovete tagliare le spese e poi abbassare le tasse per rilanciare lo sviluppo. Ciò significa intervenire sulle pensioni e sulla sanità che è totalmente fuori controllo, specie nelle Regioni governate da loro. Ma queste saranno le sorprese di autunno».



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