LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

NAPOLI - DECALOGO DELLE PATOLOGIE TERRITORIALI
ALDO LORIS ROSSI
GIOVED, 02 DICEMBRE 2010 LA REPUBBLICA - NAPOLI

Le elezioni comunali si avvicinano, mentre quelle nazionali non sembrano allontanarsi. Ma il confronto tra i programmi dei candidati, sollecitato giustamente da Pietro Soldi su queste pagine, stenta a partire. Anche perch si continua a ignorare un fatto capitale: Napoli la citt a pi alta densit abitativa ed edilizia dItalia. Dal dopoguerra dilagata la pi grande espansione della storia della citt che ha generato una conurbazione informe e invertebrata, travolgendo il paesaggio e il centro storico considerati come riserve illimitate da distruggere a volont. Questa sovraurbanizzazione la madre di tutte le patologie che affliggono la citt riassumibili nel seguente decalogo.


1: Ipertrofia urbana. Lespansione "a macchia dolio" passata da 900 ettari del 1945, a 2.312 nel 61, a 7.537 nell85, agli 8.700 odierni, dilapidando il 75 per cento degli 11.720 ettari del Comune; mentre continuano gli assalti alle ultime aree verdi. Oggi Napoli una citt obesa, soffocata dalledilizia post-bellica senza qualit.

2: Fragilit dellapparato produttivo. Tale tsunami non ha favorito affatto lo sviluppo economico. La popolazione di circa 960 mila abitanti la stessa del 1951; il contributo al Pil nazionale delle regioni del Sud alla fine del 2009 al 23,9 per cento, esattamente come nel 1951 (Oscar Giannino, 2010). Nella transizione dallera tardo-industriale a quella post-industriale la politica ha fallito.

3: Indifferenza al rischio ambientale. Si continua a ignorare che Napoli chiusa tra due aree vulcaniche definite dalla commissione nazionale grandi rischi ad alto rischio permanente. Nel caso di eruzione sub-pliniana sar investita, a Oriente, unarea di 180 kmq; a Occidente, di 150 kmq; se levento pliniano (come a Pompei nel 79 d. C) le due circonferenze di distruzione si sovrappongono su Napoli. La situazione schizoide: da un lato si fanno piani di evacuazione, dallaltro si costruiscono altri vani.

4: Assenza di una prospettiva metropolitana. Nel Prg vigente non c un solo rigo su tale argomento. Nel Piano Comprensoriale (63-64) coordinato da Piccinato si legge che Napoli trae la sua involuzione da unendemica assenza di direzionalit negli sviluppi. La citt si chiusa in se stessa e ha raggiunto in forma diffusa le pi assurde densit edilizie. Da allora larea edificata aumentata di 3,5 volte, senza individuare assi di riequilibrio economico-territoriale.
5: Consumo scandaloso di aree verdi. Nel periodo 1960-98 la popolazione campana aumentata del 21,6 per cento passando da 4.756.097 a 5.782.244 abitanti, mentre la superficie urbanizzata pi che quadruplicata passando da 22.250 ettari a 93 mila (pi 321 per cento) (Di Gennaro, 2006).

6: Degrado del centro storico. I 720 ettari individuati dal Prg (72) e riconosciuti dallUnesco (con laggiunta di alcuni parchi verdi) come Patrimonio mondiale dellumanit, sono quasi la met del centro storico di Roma (1.400 ettari) e la dodicesima parte dellarea edificata di Napoli. Esso comprende 253.411 vani e circa 300 chiese delle quali 220 chiuse, abbandonate o ruderizzate; mentre dal dopoguerra stato invaso dalla spazzatura edilizia post-bellica non antisismica.

7: Vulnerabilit del patrimonio edilizio. Su un milione e mezzo di vani, circa 300 mila sono pre-bellici, definibili "storici"; altri 450 mila circa costruiti nel trentennio 45-74, quando non erano richiesti calcoli statici antisismici; il resto dovrebbe essere a norma. Dunque, due terzi del patrimonio edilizio a rischio.

8: Criticit delle reti infrastrutturali. La sovraurbanizzazione ha prodotto: una paralisi progressiva del traffico affrontata tra grandi difficolt; una crisi cronica della vecchia rete fognaria e degli impianti di depurazione e di quella idrica che perde oltre un terzo del flusso; una deficienza della rete elettrica che attende una profonda ristrutturazione; mentre il sottosuolo ignorato.

9: Disastro ambientale. La sovrappopolazione produce nella provincia di Napoli 4.500 tonnellate al giorno di rifiuti contro 1.400 delle altre quattro. Pia Bucella, commissario europeo allambiente dichiar nel 2008: La direttiva europea sui rifiuti esiste da 33 anni. E non troppo ambizioso chiedere alla Campania di rispettarla. Oggi ha rilevato che negli ultimi due anni nulla cambiato.

10: Declino demografico. La sinergia tra tali patologie moltiplica i singoli effetti perversi, provocando una invivibilit crescente e un declino demografico. Lesodo da Napoli di un quinto della popolazione in atto dal 71; nella previsione Istat 2007-2051 quello dalla provincia (penultima tra le 107 italiane) osciller tra 330 mila abitanti e 615 mila; e dalla regione, fra 350 mila e 970 mila.

Questi problemi non sono pi rinviabili. Per i candidati a sindaco unoccasione storica per fornire soluzioni inedite e coraggiose capaci di fare uscire la citt dal disastro ambientale e dal sottosviluppo.



news

13-12-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 13 DICEMBRE 2019

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

29-08-2019
Da Finestre sull'arte vi segnaliamo...

25-08-2019
Sul Financial Times si parla dei provvedimenti Bonisoli

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

Archivio news