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Busto Arsizio - Ex Casa del Popolo, "il Comune pu ancora evitare l'abbattimento"
Varesenews, 23-12-2010

L'architetto Paolo Torresan aveva stilato un progetto di recupero per Agesp una decina d'anni fa, poi l'immobile fu venduto a un privato. "Di questo passo, potremmo radere al suolo anche il Colosseo..."


Sulla questione della ex Casa del Popolo di via dei Mille, edificio storico con pi d'un secolo di vita alle spalle, destinato ad essere rimpiazzata da residenze, interviene un professionista che qualche conoscenza sull'edificio l'avea: l'architetto Paolo Torresan. Era di suo pugno un progetto di recupero che una decina d'anni fa gli fu affidato da Agesp, allora intenzionata, rilevando l'immobile dal Comune, a farne una sede per uffici. Non se ne fece nulla, l'ex Casa del Popolo stata venduta ad un privato che dovrebbe realizzarvi residenze, con il beneplacito dell'amministrazione comunale. Scelta legittima, ma opportuna? Se lo chiedono alcuni cittadini bustocchi, professionisti e intellettuali che hanno scritto alle competenti autorit per richiedere, al contrario, di salvaguardare una testimonianza storica di un momento importante della citt. Parliamo di quella svolta verso la modernit che avvenne prepotentemente fra Otto e Novecento, nel segno dell'industria e di quella ferrovia Nord che, da poco realizzata, correva proprio a due passi, mentre oggi da quasi vent'anni interrata.
Quando ai tempi realizzai questo progetto di recupero (in basso uno dei disegni ndr), una prima valutazione che venne fatta con Agesp, con Marco Reguzzoni allora a capo della Holding (oggi capogruppo leghista alla Camera ndr), era stata positiva. Il seguito, per, mancato. Devo dire, per la conoscenza che ho dell'edificio, che la struttura solida, parliamo di mattoni pieni, finiture e materiali che per l'epoca erano buoni. A mio parere si poteva conservare in buona parte, inclusi il teatro, la parte strutturale, il sottotetto che poteva essere recuperato. Non sarebbe stato impossibile. L'orientamento di Agesp allora era di demolire il teatro per ricavarvi un parcheggio; io mi espressi in senso contrario, i posti auto si potevano ricavare altrove nelle vicinanze ricorda l'architetto, cui l'idea di veder abbattere tutto un domani proprio non va a genio. L'edificio dignitoso, non vedo perch fare cos: a questa stregua, se ogni stabile un po' malandato venisse abbattuto, potremmo radere al suolo anche il Colosseo, perch no? ironizza, pi che sul caso specifico, su una tendenza alla sostituzione integrale dei tessuti urbani degradati. Potremmo citare ad esempio, in centro citt, il piano Soceba, non correlato alla vicenda di via dei Mille: gran parte dell'area tra via Solferino e piazza Vittorio Emanuele II stata spianata, "aprendo" laddove per secoli e secoli vi era stato un fitto edificato tra i pi antichi della citt, da tempo in stato di degrado. Anche l, lo scopo rinnovare: conservando la pianta e, suppergi, i volumi esistenti, ricostruire, a scopo commerciale e residenziale. I due casi sono distinti, ma emblematici della problematica del "che fare" con zone soggette ad abbandono. Il recupero integrale viene spesso visto come non conveniente: meglio abbattere e ricostruire. Torresan non concorda con questa impostazione. Nuovo o vecchio, il costo pi o meno lo stesso. Anzi nel caso della Casa del Popolo ristrutturare potrebbe costare meno sostiene. Piacerebbe veder salvare l'edificio per la facciata che caratterizza la via dei Mille, per la storicit legata al mondo del lavoro, che comunque ha una zona che ospitava in passato anche il Cral dell'Enel; ma anche perch il teatro interno potrebbe tornare utile a gruppi e compagnie che oggi si trovano in difficolt per gli spazi. Per fare un esempio, guardate a Milano il lavoro di recupero che stato svolto sulla Fabbrica del Vapore, nella zona del Monumentale. Altra realt, altre disponibilit, si dir. L il Comune ha optato nel senso del recupero; qui ha ceduto al gruppo Agesp, che a sua volta ha venduto. E quanto ad altri immobili storici, la situazione non sempre delle migliori: per Villa Calcaterra, ci sono voluti una quindicina d'anni per fare qualcosa; il Calzaturificio Borri dopo una decina d'anni ancora in alto mare, con la maggioranza che si scontra su ipotesi diverse per l'utilizzo. L'area di via dei Mille ha una sua rilevanza urbanistica osserva Torresan, vicina com' al teatro Sociale e ai quei progetti di rilancio dell'area delle Nord che anche qui giacciono per ora nei cassetti. Secondo me il Comune ancora in tempo a tornare sui suoi passi, intendo senza litigare con chi ha acquistato e ha legittimi interessi, ma venendosi incontro sulle modalit d'intervento. C' una commissione edilizia, segua la questione: qui siamo in un momento delicato, tra un piano regolatore ormai allo sfacelo e un PGT ancora da adottare. Da professionista non ho pi interessi nella questione; ma da cittadino mi piacerebbe veder salvaguardare l'edificio con i suoi aspetti storici ed estetici, pur senza negare un uso abitativo. Occorre, forse, un po' d'inventiva.
Gli architetti, si sa, oltre a conoscere la loro citt come pochi, per averci messo mano di persona, sono spesso cultori di storia locale. E cos anche un altro professionista come Augusto Spada, esperto della Busto che fu in tema di espansione urbana e aspetto dell'abitato, ci segnala infine che nella guida "Conoscere la citt / Getting to know the city of Busto Arsizio", pubblicata dal Comune, la Casa del Popolo/Cooperativa Edificatrice inserita (a pagina 81 nell'edizione 2004, a pagina 90 nell'edizione 2010) "tra gli edifici di interesse storico-architettonico pi importanti della citt". Non si capisce dunque, il sottinteso, perch rinunciarvi in modo cos netto e drastico.

23/12/2010



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