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Ambiente in genere. Milleproroghe


PostDateIconVenerd 04 Marzo 2011

IL MILLEPROROGHE E LAMBIENTE: PRIMISSIME SEGNALAZIONI

di ALBERTO PIEROBON



stato approvato, non senza diatribe, il cosiddetto decreto milleproroghe che pare un provvedimento mostruoso per la disomogeneit di contenuti e per la sua dimensione, dissuasiva per chi voglia cimentarsi in una seria lettura e/o analisi del testo (lettura comunque doverosa, comunque necessaria).

In proposito condivisibile quanto afferma il costituzionalista Michele AINIS nellarticolo Rasoio contro i decreti millepiedi apparso ne Il Sole 24 Ore in data 26.2.2011: Le leggi omnibus sono una frode alla Costituzione, perch si rendono oscure ai cittadini e perch confiscano la libert di voto dei parlamentari, chiamati a pronunziare un s oppure un no in blocco al momento della votazione conclusiva.

Ed stato grazie allintervento (da equilibrista in uno scenario istituzionale.. alquanto provato) del Presidente della Repubblica che si potuto, in sede di controllo dei requisiti di urgenza, di legittimit costituzionale, eccetera, - seppur in extremis - evitare talcune manifeste storture, se non vere e proprie ingiustizie, fermo restando la opinabilit delle forme e delle procedure apprestate per far comunque passare ( rectius, approvare in sede parlamentare) il decreto milleproroghe, quantomeno nel suo nocciolo ( e nel dispiegamento di molte volont particolaristiche o meno che siano).

Si pensi, quale caso sintomatico di una previsione obiettivamente censurabile, (per fortuna ora espunta) quella che stabiliva di bloccare i provvedimenti di demolizione delle costruzioni abusive in Campania (1), tentativo peraltro non inedito (2).

Ma limitiamoci alla materia (latamente) ambientale oggetto del decreto milleproroghe.

In buona sintesi, rifacendosi ad una prima lettura degli atti parlamentari, in questa sede ci limitiamo a segnalare (riservandoci di intervenire con apposito focus) quanto segue:

I. il rinvio della soppressione degli A.T.O., ovvero del passaggio delle funzioni di competenza (in materia di rifiuti e di sistema idrico) ai nuovi soggetti individuati dalle regioni, come era stato deciso a fine 2009 nellondata di razionalizzazione di enti, di competenze, e della spesa pubblica, che ora rischia di diventare una barzelletta (se non fosse per coloro che lhanno presa sul serio, organizzandosi quantomeno strategicamente - sin dallavvento dellarticolo 2, comma 186-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, la quale disposizione prevedeva il termine dell1.1.2011 (3)) (4). Ora, il Governo su richiesta di alcuni parlamentari dellopposizione si impegna a prevedere, attraverso iniziative normative, una durata del periodo transitorio per il passaggio delle funzioni di eroga zione dei servizi pubblici locali dalle Autorit d'Ambito territoriale ottimale ai nuovi soggetti individuati dalle Regioni di almeno 12 mesi a decorrere dal 1 marzo 2011 (5), per cui arriveremo ad almeno marzo 2012?!

II. Proroga dellautorizzazione allassunzione personale allIspra (ex Apat, fagocitante altri enti) sino al completamento delle relative procedure assuntive (in corso), ai sensi di quanto previsto dallart. 3, comma 1, del d.l. 208/2008, termine da ultimo prorogato al 31 dicembre 2010 (dall'art. 8, comma 2, del d.l. 194/2009).

III. Per gli enti locali della Campania (6): vengono prorogate le disposizioni (7) che, in fase transitoria, prevedono che le attivit di raccolta, di spazzamento, di trasporto e di trattamento dei rifiuti da raccolta differenziata vengano ancora gestite dai comuni. Invero ai comuni gi spettavano questi servizi (ricorrendo perlopi ad appaltatori esterni) ma solamente ove riconducibili al sistema della raccolta differenziata, diversamente, cio fuori da un ciclo di raccolta differenziata, quantomeno per limpiantistica (discariche di smaltimento e impianti di recupero, ma non solo) queste attivit rientrano nellalveo della programmazione provinciale (che la esercita, teoricamente, attraverso la propria societ provinciale, subentrante ai consorzi imprenditoriali gi esistenti (pei quali stata avviata la prevista procedura di liquidazione, attraverso appositi commissari nominati dalle medesime provincie, eccetera), ci anche in seguito alla riorganizzazione dellintero sistema integrato di gestione dei rifiuti su base, appunto, provinciale (da prevedersi in un apposito piano industriale da adottarsi).Sempre per gli enti locali della Campania viene ad essere prorogato il regime transitorio per il calcolo e la riscossione della Tarsu e della tariffa rifiuti.

IV. Ancora agli enti locali della Campania viene consentito di assicurare la copertura integrale dei costi del ciclo dei rifiuti mediante aumenti tributari (anche dellaccisa sullenergia elettrica), potendo ricorrere alle disposizioni emergenziali di cui alla provvidenziale (pi volte invocata e spesso modificata) legge n. 225/1992 (Istitutiva del Servizio nazionale della protezione civile), e pure, come di fatto sar, aumentando le imposizioni tributarie di competenza regionale (vedasi anche il tetto di aumento relativo allimposta regionale sulla benzina da autotrazione), ci sempre al fine di coprire tutti i costi del ciclo e i debiti assunti a tale titolo anche nei confronti dellallora Commissariato straordinario di Governo, poi della Struttura del Sottosegretario di Stato (di cui all'art. 1 del d.l. 90/2008) e della Protezione civile (8). Interessante notare come tali aumenti comportino distorsioni distributive nel sistema tributario posto che si finanzia il servizio dei rifiuti (correlato ai rifiuti o correlato ai servizi in generale, cio corrispettivo o tributo, o, come affermiamo noi da tempo, un mix?) con entrate legate a consumi (di energia elettrica e di carburante) quindi con misuratori diversi e che con i rifiuti hanno poco a che fare

V. Lart. 2, comma 4-octiesdecies, novella lart. 6, comma 1, lett. p), del decreto legislativo n. 36 del 2003, escludendo dalla proroga del termine di entrata in vigore del divieto di smaltimento in discarica i rifiuti con PCI (Potere calorifico inferiore) superiore a 13000 kJ/Kg (il cd. fluff di frantumazione degli autoveicoli a fine vita), ora prorogato al 31 marzo 2011 dallart. 1, comma 1, tabella 1 (Tab. 1.25), qualora essi vengano smaltiti in discariche autorizzate monodedicate che possono continuare ad operare nei limiti delle capacit autorizzate alla data di entrata in vigore del decreto mille proroghe. Anche qui sarebbe interessante inventariare i soggetti che, al pratico, grazie agli adeguamenti normativi, possono o non possono accettare questa tipologia di rifiuti.

VI. Viene prorogato il termine di entrata in vigore del divieto di vendita a paesi extra Ue di pitture, vernici e prodotti per carrozzeria con limiti di Cov superiori a quelli previsti nell'allegato II del d.lgs. 27 marzo 2006, n. 161. SI tratta dei valori limite di composti organici volatili (Cov) aggiunti ai prodotti (pitture, vernici e prodotti per carrozzeria) che, fin dal primo atto di immissione sul mercato, sono destinati ad essere oggetto di miscelazione o di utilizzazione esclusivamente in Stati non appartenenti all'Unione europea (gi prorogata di un anno dall'art. 8, comma 4, del d.l. 194/2009). Il comma 2 dellart. 7 del d.lgs. n.162/2006 originariamente stabiliva la non applicabilit di questi valori limite per tre anni (poi diventati quattro). Di qui la proroga in esame, altrimenti dal 1 gennaio 2011 dovevano applicarsi i suddetti valori limite.

VII. Si attenziona su una questione che apparentemente risulta estranea alle questioni ambientali, ma che cos non , ovvero sullarticolo 2, comma 1-ter (Ricognizioni dei terreni nella laguna di Venezia) il quale articolo trae le mosse dalla interessantissima sentenza della Corte di Cassazione, ss.uu., civili, n. 3665 in data 24 novembre 2010 (depositata il 14 febbraio 2011) (9) che ha stabilito la demanialit delle valli da pesca nella laguna di Venezia. Ora con questa disposizione si prevede che, fino al completo trasferimento alle Regioni e alle Province dei beni del demanio marittimo e idrico, previsto dall'art. 1, comma 3, del d.lgs. n. 85 del 2010, recante attribuzione a comuni, province, citt metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell'articolo 19 dell a legge 5 maggio 2009, n. 42, si provveda, per i terreni agricoli e le valli da pesca della laguna di Venezia, alla ricognizione dei compendi gi di propriet privata (e dunque non appartenenti al demanio) in quanto costituiti da valli arginate, alla data di entrata in vigore del dell'art. 28 codice della navigazione, approvato con r.d. 30 marzo 1942, n. 327. In pratica si intende garantire la certezza della propriet privata almeno dalla data di entrata in vigore del codice della navigazione sui compendi costituiti da valli arginate nei terreni agricoli e nelle valli da pesca della laguna di Venezia, disattivando cos lorientamento giurisprudenziale di cui alla suindicata sentenza.

VIII. Verifica dei depositi GPL: lart.2, comma 16-septies fissa al 30 giugno 2011 il termine ultimo entro il quale va compiuto, a spese dei proprietari, un puntuale esame visivo dell'intera superficie metallica dei serbatoi fissi, in esercizio da 25 anni dalla prima installazione, presso i depositi di GPL (gas di petrolio liquefatto) di cui al d.m. 14 maggio 2004 (10). stato evidenziato (nelle schede di lettura parlamentari) che la medesima norma sembra riferirsi ai depositi per il quali il d.m. imponeva un obbligo di adeguamento entro tre anni dalla sua entrata in vigore, cio i depositi in possesso di nulla osta provvisorio di cui alla legge 818/1984 L'esame deve essere condotto in aderenza alle normative tecniche di cui alla UNI EN 970; va corredato con controlli spessimetrici nel rispetto del disposto della UNI EN 10160, o, in alternativa, con le modalit tecniche di cui all'appendice D della norma UNI EN 12818, per la verifica dell'idoneit del manufatto. L'effettuazione delle verifiche pu giungere solo da personale qualificato, in possesso dei requisiti previsti dalla norma UNI EN 473. In assenza della prova di aver effettuato le prescritte verifiche, il proprietario del serbatoio sar obbligato a collocarlo fuori esercizio; presumibile che tale obbligo sia assistito dalle sanzioni contro i rischi di incendio (la prevenzione degli incendi e la sicurezza, per la salvaguardia delle persone e la tutela dei beni, rappresenta il bene giuridico di cui all'articolo 2 d.m. 14 maggio 2004);

IX. Lart. 2-ter, al comma 9 stabilisce alcune novit per i proventi delle concessioni edilizie. Viene novellato lart. 2, comma 8, della Legge n. 244 del 2007 (L.F. 2008), prorogando (fino al 2012) la possibilit (prevista per gli anni 2008-2010) offerta ai Comuni di utilizzare i proventi da concessioni edilizie e da sanzioni previste dal testo unico sull'edilizia (d.P.R. n. 380 del 2001) per una quota non superiore al 50% per il finanziamento di spese correnti e per una quota non superiore ad un ulteriore 25% alle spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale.

X. Viene prorogata la disciplina sulla riscossione delle entrate locali (di cui allarticolo 3, commi 24, 25 e 25-bis, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248). Viene stabilito (vedasi anche le schede dei lavori parlamentari) che sino al momento dell'eventuale cessione del proprio capitale sociale alla Riscossione S.p.a (ora Equitalia S.p.A.) o contestualmente alla stessa, le aziende concessionarie della riscossione possono trasferire ad altre societ il ramo d'azienda relativo alle attivit svolte in regime di concessione per conto degli enti locali, nonch quelle relative alla liquidazione, allaccertamento e alla riscossione di altre entrate delle province e dei comuni. Pertanto, le societ cessionarie del ramo d'azienda, in possesso dei requi siti di legge, fino al 31 dicembre 2010 (termine oggetto di proroga) possono esercitare le suddette attivit di riscossione di entrati e tributi per conto degli enti locali. Nel caso di mancato trasferimento dalloriginario concessionario ad altra societ, la norma affida tale gestione, sino allo stesso termine del 31 dicembre 2010, a Equitalia o alle sue societ partecipate (comma 25). Il comma 25-bis dispone che la riscossione (spontanea e coattiva) delle entrate degli enti pubblici territoriali da parte delle societ cessionarie, di Equitalia S.p.A. (ex Riscossione S.p.A.) e dalle societ da questultima partecipate sia effettuata nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica e dal 1 gennaio 2011.

--------

(1) Di cui allart.1, comma 2-septies, il quale prevedeva che Al fine di fronteggiare la grave situazione abitativa nella regione Campania, in base alle pronunce della Corte costituzionale formulate in materia dal 2003, e per consentire una adeguata ricognizione dei presupposti determinanti vincoli di tutela paesaggistica, da attuare in sede di redazione del piano paesaggistico di cui allarticolo 143 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, sono sospese, fino al 31 dicembre 2011, le demolizioni, disposte a seguito di sentenza penale, di immobili siti nel territorio della regione Campania, destinati esclusivamente a prima abitazione e stabilmente occupati da soggetti sforniti di altra risorsa abitativa. Lordinario regime giuridico della demolizione derivante da sentenza penale di condanna pu trovare comunque applicazione prima del 31 dicembre 2011, nel caso in cui dallufficio tecnico del comune competente, ovvero dal competente ufficio della protezione civile della regione, siano stati riscontrati pericoli per la pubblica o privata incolumit derivanti dalledificio del quale sia stata disposta la demolizione in sede penale. Il procedimento di demolizione comunque differito a una data successiva al 31 dicembre 2011 anche nel caso in cui sia stata accertata la violazione di vincoli paesaggistici previsti dalla normativa nazionale vigente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, salvo che prima del 31 dicembre 2011 sia stato concluso il procedimento di adozione del nuovo piano paesaggistico in esito alle operazioni di ricognizione di cui al primo periodo del presente comma.

(2) La disposizione ora espunta riproduceva, nella sostanza, le disposizioni del decreto legge 28 aprile 2010, n. 62 recante Temporanea sospensione di talune demolizioni disposte dall'autorit giudiziaria in Campania, che non stato convertito in legge in quanto respinto alla Camera.

(3) Si veda anche la sentenza del TAR PIEMONTE, sez. II, in data 29.10.2010, n. 3936 ove si affermava che decorso il termine, e che, si badi, ogni atto compiuto dalle Autorit d'ambito territoriale da considerarsi nullo. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge, le Regioni attribuiscono con legge le funzioni gi esercitate dalle Autorit, nel rispetto dei principi di sussidiariet, differenziazione e adeguatezza. Le disposizioni di cui agli articoli 148 e 201 del citato decreto legislativo n. 152 del 2006 sono efficaci in ciascuna Regione fino alla data di entrata in vigore della legge regionale di cui al periodo precedente. I medesimi articoli sono comunque abrogati decorso un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Tale disposizione, ricorda il Collegio, stat a introdotta dal Parlamento in sede di conversione del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2 recante Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni, inserendo (anzi, riproponendo) la soppressione degli Ato fra le misure finalizzate al contenimento delle spese negli enti locali. Va ricordato, infatti, che gi l'art. 2, comma 38, della legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) prevedeva che le Regioni, nell'esercizio delle rispettive prerogative costituzionali in materia di organizzazione e gestione del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti avrebbero proceduto, entro il 1 luglio 2008, fatti salvi gli affidamenti e le convenzioni in essere, alla rideterminazione degli ambiti territoriali ottimali per la gestione dei medesimi servizi secondo i principi dell'efficienza e della riduzione della spesa. Le norme della legge finanziaria 2008 sono rimaste sostanzialmente inattuate; cos il legislatore ha riproposto la disposizione con termini precisi di attuazione: il 27 marzo 2011, trascorso il quale: - sono soppresse le Autorit dAmbito Territoriale di cui agli articoli 148 (Autorit dAmbito per la gestione delle risorse idriche) e 201 (Autorit dAmbito per la gestione integrata dei rifiuti urbani) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni; - ogni atto compiuto dalle Autorit da considerarsi nullo; - sono abrogati gli articoli 148 e 201 del d.lgs. 152/2006.

(4) Proroga del termine decorso il quale:

a) sono soppresse le Autorit d'ambito territoriale per l'esercizio delle competenze in materia di gestione delle risorse idriche e per l'organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani;

b) ogni atto compiuto dalle Autorit d'ambito territoriale da considerarsi nullo;

c) le regioni attribuiscono con legge le funzioni gi esercitate dalle Autorit, con conseguente cessazione dell'efficacia degli articoli 148 (risorse idriche) e 201 (rifiuti urbani) del decreto legislativo n. 152 del 2006;

d) sono comunque abrogati gli articoli sopra citati.



(5) 9/4086/166. Mariani, Realacci, Benamati, Bocci, Braga, Bratti, Esposito, Ginoble, Iannuzzi, Marantelli, Margiotta, Morassut, Motta, Viola.

(6) Vedasi larticolo 11, commi 2-ter, 5-bis e 5-ter, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, disposizioni che si incastrano (malamente) nel puzzle della normativa emanata nel contesto emergenziale (dove ai aggiungono anche molte O.P.C.M., ordinanze commissariali, ordinanze del sottosegretario per lemergenza ed altre fonti ancora).

(7) Come desumibile dalle schede parlamentari, lart. 1-bis del decreto-legge 196/2010 (convertito dalla Legge n.1/2011), recante disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territoriali della regione Campania nelle attivit di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, aveva prorogato a tutto il 2011, il regime transitorio previsto dai commi 2-ter, 5-bis e 5-ter dellart. 11 del d.l. 195/2009, mediante puntuali modifiche testuali dei commi citati. Sembrerebbe quindi trovarsi di fronte a due diverse fonti normative, volte a prorogare in forme e modi differenti i medesimi termini. pur vero, per, che la proroga in esame va mantenuta in quanto entrata in vigore prima della fine dellanno 2010, mentre quella recata dall&rsquo ;art. 1-bis del d.l. 196/2010 entrata in vigore in data 25 gennaio 2011 (cio il giorno successivo alla pubblicazione in G.U. della legge di conversione n. 1 del 2011).



(8) 2-bis. Nelle more della completa attuazione delle disposizioni di carattere finanziario in materia di ciclo di gestione dei rifiuti, comprese le disposizioni contenute negli articoli 11 e 12 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, la copertura integrale dei costi diretti e indiretti dell'intero ciclo di gestione dei rifiuti pu essere assicurata, anche in assenza di una dichiarazione dello stato di emergenza e anche in deroga alle vigenti disposizioni in materia di sospensione, sino all'attuazione del federalismo fiscale, del potere di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote attribuiti agli enti territoriali, con le seguenti modalit:

a) possono essere applicate nella regione interessata le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 5-quater, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, introdotto dal comma 2-quater del presente articolo, con limite di incremento dell'imposta raddoppiato rispetto a quello ivi previsto;

b) i comuni possono deliberare un'apposita maggiorazione dell'addizionale all'accisa sull'energia elettrica di cui all'articolo 6, comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge 28 novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 1989, n. 20, con maggiorazione non superiore al vigente importo della predetta addizionale;

c) le province possono deliberare un'apposita maggiorazione dell'addizionale all'accisa sull'energia elettrica di cui all'articolo 6, comma 1, lettera c), del decreto-legge 28 novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 1989, n. 20, con maggiorazione non superiore al vigente importo della predetta addizionale.

(9) Sulla quale vedasi il nostro commento su questa Rivista (redatto il 27/02/2011 di prossima pubblicazione).

(10) Si tratta (art. 1, comma 1, del citato d.m. 14 maggio 2004) dei depositi GPL in serbatoi fissi aventi capacit geometrica complessiva non superiore a 13 m3, destinati ad alimentare impianti di distribuzione per usi civili, industriali, artigianali e agricoli. Difatti, il citato d.m. ha per scopo l'emanazione di disposizioni di prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio dei predetti depositi di GPL. La disciplina recata dal decreto non si applicava invece (art. 1, comma 2) agli impianti di distribuzione stradale per autotrazione nonch ai depositi ad uso commerciale (cio impianti di imbottigliamento e di travaso in recipienti mobili), per i quali si rimanda alle specifiche regole tecniche di prevenzione incendi. Viene inoltre precisato (art. 1, comma 3) che le disposizioni del citato de creto si applicano ai depositi di nuova installazione, nonch ai depositi esistenti alla data di entrata in vigore del medesimo decreto in caso di sostanziali modifiche o ampliamenti. Peraltro, i depositi in possesso di nulla osta provvisorio, di cui alla legge n. 818/1984, dovevano essere adeguati alle disposizioni contenute nell'allegato tecnico entro e non oltre tre anni dalla data di entrata in vigore del decreto. Invece non sussiste alcun obbligo di adeguamento per i depositi in possesso di certificato di prevenzione incendi, ovvero di parere di conformit favorevole sul progetto espresso dal Comando provinciale VV.F. competente per territorio.

http://www.lexambiente.it/index.php?option=com_content&view=article&id=7040:ambiente-in-genere-milleproroghe&catid=188&Itemid=15


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