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FIRENZE Marson: Coniugare programmazione delle politiche agricole e pianificazione paesaggistica





Saper coniugare programmazione delle politiche agricole e pianificazione paesaggistica. Questo il compito che abbiamo davanti, gi formulato nel programma di legislatura che parla esplicitamente di riconoscimento del ruolo di riproduzione del paesaggio tipico toscano svolto dallagricoltura e della capacit di declinare nel mondo moderno il patrimonio culturale e paesaggistico affinch rappresenti un fattore di crescita economica e sociale. Ma va verificato come le politiche agricole trasformino il paesaggio. E qui la chiave di volta per capire come coniugare il bello e lutile. Per questo abbiamo avviato un lavoro di confronto con le associazioni di categoria.

Lo ha affermato oggi lassessore al governo del territorio Anna Marson chiudendo il confronto a pi voci che si sviluppato in occasione della presentazione in Regione del volume Paesaggi rurali storici( ed.Laterza, curatore Mauro Agnoletti della facolt di Agraria dellUniversit di Firenze), inizio di catalogazione di un patrimonio come il paesaggio rurale che viene riconosciuto come uno dei valori costitutivi dellidentit nazionale. In apertura era intervenuto lassessore regionale allagricoltura Gianni Salvadori, seguito dallolandese Bas Pedroli, Presidente di UNISCAPE, la rete di universit europee per lattuazione della Convenzione europea del paesaggio, Andrea Carandini, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, il sindaco di Greve Alberto Bencist, Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto, Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana e i rappresentanti di associazioni di categoria, dellOrdine dottori agronomi e forestali e della Fondazione per la tutela del territorio del Chianti Classico.

E necessario ha proseguito Marson superare il rischio di ridurre le politiche per il paesaggio a politiche di conservazione passiva, operanti nelle aree gi vincolate oppure attraverso la sola apposizione di nuovi vincoli. Il richiamo ai legami stretti ma troppo spesso ignorati tra attivit agricola e paesaggio rurale cambia la prospettiva analitica e al tempo stesso il terreno di confronto. Alle politiche per il paesaggio richiesta una nuova e maggiore attenzione nel venire incontro anche al punto di vista e agli interessi degli agricoltori, attori essenziali nella produzione e riproduzione del territorio rurale. Le politiche agricole devono tuttavia anchesse porsi il problema di come intervengono sui diversi paesaggi, verificando la loro declinazione in rapporto ai caratteri peculiari dei diversi luoghi, e sviluppando adeguatamente il tema (e dunque gli incentivi) per la multifunzionalit.

Raccogliendo una sollecitazione avanzata da pi interventi Marson ha affermato che quello che nella legge 1/2005 veniva definito territorio apertosar cambiato in territorio agricolo nelle aree destinate speficamente allagricoltura. Una significativa ridenominazione ha proseguito Marson che vale anche per le aree della Piana messe in salvaguardia temporanea dalla variante al Pit. Parlare di territorio aperto e non agricolo implica una concezione dellagricoltura tradizionale come non produttiva, in cui solo lindustria manifatturiera viene considerata tale. Il parco agricolo della Piana dovr essere invece un incubatore di nuovi processi produttivi in agricoltura.

Lassessore al territorio ha insistito sullesigenza di rivalutare, come in altri paesi europei, a differenza dellitalia, gi avvenuto, il ruolo del contadino e delle sue conoscenze complesse che sapevano coniugare il bello e lutile, come nei paesaggi rurali storici, punto di equilibrio tra cicli antropici e naturali. Quelli scelti per la Toscana nel catalogo curato da Agnoletti sono otto: le abetine dei monaci di Vallombrosa, le biancane della Val dorcia, i castagneti dello Scesta a Bagni di Lucca, la collina fiesolana, la montagnola senese di Spannocchia, il mosaico paesistico del Montalbano, i paesaggi silvopastorali di Moscheta e i vigneti di Lamole.

Marson ha poi riassunto le tappe del percorso di revisione e completamento del Piano paesaggistico, parte statutaria del Pit. A breve sar sottoscritto un protocollo di intesa rivisto e aggiornato con Ministero per i beni e le attivit culturali, Anci, Uncem, Upi Toscana. Una delle azioni qualificanti la nuova redazione del piano dovr consistere nella predisposizione di una cartografia in grado di evidenziare e articolare le caratteristiche paesaggistiche.Unaltra integrazione rilevante dovr essere finalizzata a individuare le misure necessarie per il corretto inserimento, nel contesto paesaggistico, degli interventi di trasformazione del territorio.

Un lavoro complesso ha detto Marson in cui la Regione intergir oltre che con i soggetti firmatari del protocollo di intesa, anche con il sistema universitario toscano nel suo insieme, con le associazioni professionali e di categoria e con la cittadinanza nelle sue forme associative. Il nostro obiettivo arrivare a un piano paesaggistico adeguato al valore del paesaggio toscano al fine di mantenere e promuovere la sua competitivit.
Lorenza Pampaloni

http://toscana-notizie.it/blog/2011/03/11/marson-%E2%80%9Cconiugare-programmazione-delle-politiche-agricole-e-pianificazione-paesaggistica%E2%80%9D/


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