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Genova 2005, il piatto piange
Andrea Plebe
Il Secolo XIX, Genova, 6/12/2004

Se possedere un grande budget non di per s garanzia di successo, altrettanto chiaro che la ristrettezza di bilancio una zavorra per chi vuole sognare. Genova, ancora per pochi giorni capitale europea della cultura, dovr fare di necessit virt, perch il piatto dei finanziamenti piange: il 2005 si annuncia un anno cruciale, di transizione fra quello che stato e il futuro da conquistare, soprattutto sul fronte delle infrastrutture, delle nuove tecnologie, della scienza, del miglioramento della qualit della vita. E' l'anno dell'annunciato avvio delle opere del Terzo valico e sicuramente dei lavori idraulici che metteranno sottosopra il Bisagno e l'area della Fiera.
Non si ripeteranno i 12 milioni di euro piovuti su Genova 2004 con legge speciale dello Stato, non ci saranno i 200 milioni di interventi strutturali, tra fondi ordinari e straordinari, pubblici e privati. Si spera in quelli delle Fondazioni bancarie, Compagnia di San Paolo e Carige: con quest'ultima, Comune e Provincia stanno cercando di ricucire i rapporti. In municipio, dirigenti e assessori stanno lavorando, forbici in mano, per ridurre le spese del 15 per cento. Nel 2004, a biblioteche, musei e pinacoteche erano andati 15,6 milioni (di cui 10 per pagare il personale), ai teatri e alle attivit culturali altri 8,2. E nel corso dell'anno sono arrivati provvidenziali incassi dai musei per 1,7 milioni di euro. In tre anni, gli investimenti in opere pubbliche sono scesi da 110 a 70 milioni. E i conti del 2004 ( probabile che la societ operativa, in vita fino al 31 dicembre 2005, venga messa in liquidazione gi a met anno) nascondono una pesante ipoteca: la convenzione con la societ Arcus, "braccio" del ministero dei Beni culturali stata firmata il 19 novembre, ma i 5 milioni anticipati dalle banche e gi spesi nella promozione finora non si sono visti.
Al Comune restano ancora da spendere una quota di 6 milioni di fondi Urban, fra 2005 e 2006 (riqualificazioni nel centro storico), pi altri 3,7 del Programma innovativo integrato del ministero delle infrastrutture, che serviranno per demolire l'edificio rosso del Lagaccio e dare respiro al quartiere e per realizzare l'accesso a Ponte Parodi, futuro polo del tempo libero, i cui primi lavori alla banchina sono previsti nel 2005 da parte dell'Autorit portuale.
Con pochi soldi in tasca, che fare nel 2005? Io sono ottimista - dice Giovanni Berneschi, presidente di Banca Carige - il 2004 non un interruttore che si spegne, l'importante continuare a sfruttarne la spinta. I soldi, se hai voglia di lavorare, escono. E poi bisogna pensare ai servizi, al fatto che in questa citt la met degli abitanti ha pi di 65 anni....
E' il richiamo che arriva anche dal cardinale Tarcisio Bertone, arcivescovo di Genova (ai primi di marzo annunciata un'iniziativa della Diocesi di respiro europeo): Il 2004 deve continuare nello spirito di rivitalizzazione della citt, ma non solo sul suo volto esterno. Penso all'accoglienza, all'ospitalit, al rapporto con gli altri, turisti ma anche immigrati. Al lavoro, allo sviluppo della citt: per farne un riferimento europeo e mediterraneo all'altezza della sua missione. Cogliendo il giro di vento, e il prosciugarsi delle risorse, il Comune sta virando dalla cultura e dalle opere pubbliche sul Piano regolatore sociale, che vuol dire far lavorare assieme assessorati e strutture per raggiungere gli obiettivi impiegando meglio (e meno) le risorse. La sfida sar tradurre le parole in atti concreti: servizi agli anziani, eliminazione delle barriere per i disabili, Genova non Disneyland dice il sindaco Giuseppe Pericu Nel 2004 abbiamo lavorato, e continueremo a farlo, per migliorare la qualit della vita in citt, cominciando dalle infrastrutture culturali. Ci candidiamo ad essere un luogo interessante in cui vivere e investire: in una situazione economica difficilissima, si vedono segnali confortanti: l'arrivo annunciato di Alcatel, Finmeccanica che dovrebbe aprire un'unit di ricerca, l'Istituto italiano di tecnologia che comincer a funzionare nell'area del porto antico.
Iit, Distretto tecnologico, la cittadella della conoscenza Leonardo progettata da Renzo Piano sulla collina degli Erzelli (il 31 luglio scade l'opzione della societ Genova High Tech sui terreni di Aldo Spinelli), il Festival della Scienza: sono queste le carte su cui scommettere e su cui si accalora Cario Castellano, presidente del Dixet. E' appena tornato da un giro fra Cina, Giapone e Stati Uniti. Ho visto tutte le mostre di Genova dice ma non pianger se nel 2005 saranno meno. Il 2004 stato irripetibile. Bisogna chiudere e aprire un nuovo capitolo di sviluppo nella tecnologia. Il mondo sta girando a una velocit incredibile, dobbiamo svegliarci. Da Castellano parte un appello alla Camera di commercio perch sia sempre pi motore di sviluppo e non stanza di compensazione degli interessi delle categorie, che il presidente riconfermato Paolo Odone coglie al volo: Bisogna cambiare approccio psicologico, lavorare insieme, fare squadra davvero. Il 2004 ha fatto scoprire la punta di un iceberg.
Accanto alle nuove tecnologie, l'obiettivo da perseguire per Genova 2005 sembra quasi scontato: il turismo, quello tradizionale ma soprattutto quello congressuale, fieristico, d'affari. Ci punta fortemente l'Associazione industriali: a novembre Genova ospiter la Giornata di Confindustria dedicata all'innovazione, che nel 2004 si tenuta a Parma, mentre nel primo semestre in preparazione una Giornata nazionale sull'industria del turismo. Christian Lefebvre, consigliere delegato di Costa Edutainment, impegnata nella gestione di cinque grandi strutture turistiche e del tempo libero (fra cui il Calata, il nuovo Museo del mare) e vicepresidente della sezione turismo di Assindustria, dal 2004 ha ricevuto un clamoroso pi 10 per cento di ingressi all'Acquario, ovvero 120 mila visitatori: Spero sia nato un nuovo flusso turistico verso la citt, anche con il passaparola. Il record non si ripeter, ma scommetterei, fatta base 100, su un 20 per cento in pi nel 2005. E la voce che arriva da Adolfo Parodi, amministratore di Cotone congressi, in linea: 70 convegni nel 2003, 100 nel 2004, fra 85 e 90 attesi nel 2005: Abbiamo margini di crescita, dobbiamo continuare a lavorare. Dove? Qualit del servizio, flessibilit, prezzi ragionevoli.
Dalla Fiera, che nel 2005 comincer i lavori di raddoppio della Marina e assegner quelli per il nuovo albergo nell'edificio ex Nira, il presidente Franco Gattorno vede un 2005 duro proprio perch mancheranno le risorse per il marketing: ragione di pi per concentrare gli sforzi, senza interventi a pioggia. Bisogna continuare a investire in maniera professionale su una dimensione internazionale l'appello di Lorenzo Caselli, presidente della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo - Una volta che si spenta la luce della capitale della cultura, Genova deve continuare ad essere una citt europea: occorre un patto, mettere tutti i soggetti insieme intorno al tavolo in una Agenzia di marketing territoriale che persegua obiettivi condivisi, guardando a Torino e al Nord Ovest in primo luogo.



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