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SALERNO - Edifici-mondo e vecchio tribunale Contenitori in attesa di riutilizzo
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 11 ottobre 2010


Ex carceri:che fine ha fatto il concorso d’idee? Pesano
le scarse risorse e la difficile accessibilità delle strutture




SALERNO — Nel processo di trasformazione urbanistica che interessa Salerno resta ancora da scoprire la sorte riservata a tre grandi «contenitori» esistenti nel capoluogo. Il riferimento è all'edificio che attualmente ospita il Tribunale e ai due ex conventi che in passato ospitarono le carceri maschili e femminili, edifici che sorgono nel centro storico alto del capoluogo. Quanto all'attuale Tribunale è di tutta evidenza che una volta entrata in funzione la Cittadella giudiziaria progettata da David Chipperfield, nella migliore delle ipotesi tra un paio di anni, sarà possibile immaginare una nuova destinazione per l'edificio di corso Garibaldi. Su questa ipotesi già si sta ragionando a Palazzo di Città, anche se su una futura nuova destinazione d'uso per l'attuale Tribunale incide, e non poco, il ruolo del Ministero di Grazia e Giustizia, proprietario dell'immobile.

L'amministrazione comunale, tuttavia, è intenzionata ad affrontare la questione con la controparte romana, mirando a recuperare alla fruizione collettiva uno spazio di notevoli dimensioni nel cuore della città. Quanto al possibile nuovo utilizzo dell'edificio sono numerose le ipotesi possibili, anche se tutte relative all'ambito culturale.

Altro discorso, invece, quello relativo agli ex conventi di Sant'Antonio e San Francesco, edifici che sorgono a cavallo di via De Renzi. Utilizzati per decenni come carceri femminili e maschili dopo essere stati incamerati nel patrimonio demaniale, all'indomani della costruzione del penitenziario di Fuorni le due strutture sono ormai abbandonate a se stesse, vittime di un lento ed inarrestabile degrado. Sebbene nel 1998 entrambi gli edifici siano stati oggetto di un concorso di idee per il loro recupero, nell'ambito di una più vasta iniziativa finalizzata alla riqualificazione del centro storico, nessun concreto intervento è stato mai effettuato. Più che la carenza di risorse sulla sorte degli ex conventi di Sant'Antonio e San Francesco ha pesato la difficile accessibilità delle strutture.

Collocati nel cuore del centro storico alto i due edifici possono essere raggiunti agevolmente con percorsi pedonali, caratterizzati dalla presenza di diverse gradinate, ma poco si prestano ad essere raggiunti con auto o, peggio ancora, autobus: di qui la loro mancata trasformazione in contenitori culturali. Troppo difficile raggiungerli nella valutazione di quanti si sforzarono di immaginare il loro recupero architettonico al fine di farne elementi vivi e vitali della città.

L'ostacolo che finora ha impedito di realizzare interventi di recupero dei due ex conventi potrebbe, però, presto cadere. Il progetto di prolungamento del trincerone ferroviario verso ovest dovrebbe, una volta realizzato, creare finalmente un nuovo asse di penetrazione stradale verso la parte alta del centro storico, ponendo di fatto fine al relativo isolamento dei due complessi monastici. Contemporaneamente alla costruzione della nuova strada il progetto prevede la realizzazione di ampie aree di parcheggio da utilizzare anche in funzione servente dei recuperati complessi di Sant'Antonio e San Francesco. Prima che il progetto di riqualificazione dei due edifici diventi realtà c'è, però, ancora molto lavoro da fare, anche se oggi immaginare una nuova vita per le ex carceri cittadine non è più così impossibile.

Clemente Ultimo



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