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Val di Susa Sei mesi di consultazioni sui progetti. Cambiano le regole per le Grandi opere.
Fiorenza Sarzanini
04 marzo 2012, corriere della sera

Val di susa Sei mesi di consultazioni sui progetti. Cambiano le regole per le Grandi opere.

Il governo adotta il modello francese che punta alla democrazia partecipativa

ROMA - Per costruire una grande opera dovr essere effettuata una consultazione preventiva con tutti i soggetti interessati. Il governo Monti decide di cambiare le regole in materia di lavori pubblici e studia un provvedimento simile a quello introdotto in Francia nel 1995 che, assicurano gli esperti, ha ridotto dell80 per cento la conflittualit riguardo alla realizzazione di progetti che hanno un impatto ambientale. Il piano in fase avanzata, gi entro la fine del mese potrebbe arrivare il testo del disegno di legge da sottoporre allesame del Parlamento.

Il via libera definitivo arrivato durante la riunione convocata due giorni fa a Palazzo Chigi per affrontare lemergenza delle contestazioni del movimento No Tav. E i componenti dellesecutivo si sono trovati daccordo sulla necessit di accelerare i tempi perch, come ha sottolineato il ministro dellInterno Anna Maria Cancellieri prima si fa, meno tensioni di piazza si rischia di generare.

Era stato il responsabile dello Sviluppo economico Corrado Passera, qualche settimana dopo la sua nomina a ministro, ad avviare la procedura per arrivare a una modifica dellattuale normativa. La pratica era stata affidata al presidente dellOsservatorio della Torino-Lione Mario Virano che in questi mesi ha effettuato numerose audizioni e due settimane fa ha incontrato i sindaci di tutta Italia proprio per illustrare il programma e ottenere suggerimenti.

La sua relazione nella fase della stesura finale, poi spetter ai tecnici ministeriali mettere a punto larticolato. Il modello quello del Dbat Public, procedura in vigore in Francia grazie alla legge Barnier, che da 17 anni garantisce la cosiddetta democrazia partecipativa.

Al momento di avviare liter per la costruzione di unopera pubblica, il promotore deve presentare uno studio di fattibilit che tenga conto di tutti i fattori relativi alla realizzazione visto che presentano forti sfide socioeconomiche oppure hanno un impatto significativo sullambiente e sullassetto del territorio.

Oltre a questi fattori, si devono indicare i costi, i tempi, le conseguenze sulloccupazione e sulleconomia del luogo scelto. A quel punto spetta a una sorta di Autorit di controllo - in Francia una Commissione nazionale - convocare tutte le parti che possono avere un interesse e dunque i sindaci, gli abitanti dellarea, le associazioni ambientaliste e chiunque altro sia in grado di fornire elementi positivi o negativi. Ci sono sei mesi di tempo per effettuare le consultazioni, poi deve essere resa pubblica la valutazione finale indicando ogni parere espresso nel corso dellistruttoria. La parola torna cos al promotore che non obbligato ad accettare i suggerimenti, ma ha la consapevolezza - qualora decida di non tenerne conto - che in caso di conflittualit o contestazioni non avr alcuna tutela o collaborazione da parte delle istituzioni, visto che aveva ricevuto una sorta di avviso preventivo.

prevista anche la rinuncia, se si ritiene che il progetto sia troppo complicato da portare a termine.

Ma gli analisti assicurano che lesperienza francese dimostra come in realt si decida sempre di seguire le indicazioni ottenute dallAutorit di controllo, proprio per avere la strada spianata al momento di dare il via ai lavori.

Durante la riunione di due giorni fa il ministro Passera ha illustrato questa procedura, evidenziando come il progetto iniziale sulla Tav sia stato modificato pi volte e specificando che molti problemi - soprattutto con i cittadini e gli amministratori locali - sarebbero stati evitati se le consultazioni fossero avvenute prima dellapprovazione.

Una linea sposata in pieno dal premier Mario Monti, che ha ricevuto il consenso dei ministri e in particolare della responsabile del Viminale. Del resto stata proprio lei, in questi ultimi giorni, a sollecitare lavvio di una nuova trattativa con i sindaci della Val di Susa per concedere privilegi a chi si schierer a favore della Torino-Lione.

In Italia esiste infatti una normativa che prevede la partecipazione del pubblico ma in realt si riduce ad un annuncio a pagamento da pubblicare su due giornali per annunciare il progetto che nessuno legge e soprattutto che nessuno in grado di far modificare visto che non esiste alcun organismo specifico al quale rivolgersi per contestarne la validit.



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