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Tutti i rischi che corre Giotto
di Chiara Frugoni
"Il Fatto Quotidiano", 5 giu. 2012







I rischi riguardanti la cappella Scrovegni sono almeno sei e in questo articolo affronter solo i primi tre (il terzo in maniera incompleta): quanto influiscano sulla sua staticit le differenti fondamenta di abside e navata, con conseguenti crepe e fessure, la mancanza di messa in sicurezza sismica, lallagamento della cripta. Rimangono da affrontare: la mancanza di sicurezza anti-attentati; la mancanza della messa a norma dellimpianto elettrico con le possibili conseguenze sugli affreschi, il dissesto che la costruzione in atto di due torri vicine alla cappella, con scavi profondi pi di 30 metri potrebbe creare alla falda idrica che in connessione con quella della cappella stessa.

Il terremoto che ha colpito e continua a colpire cos duramente la regione emiliana non bada a confini geografici ed giunto anche a Padova dove crollato un pezzo di una vela della Basilica del Santo. Una toppa bianca spicca in mezzo al fondo blu decorato. Anche lala destra della chiesa stata transennata. E la cappella Scrovegni? Le autorit il 30 maggio hanno assicurato che la cappella ok, basandosi come sempre sul loro infallibile occhio o in alternativa, buon senso.

La cappella, terminata nel 1305, era in origine saldamente integrata nel palazzo Scrovegni. Dopo labbattimento di questultimo nel 1827, voluto dagli sciagurati ultimi proprietari, i nobili Gradenigo, per farne materiale edilizio, la cappella sub un primo dissesto, a cui concorse anche un ulteriore limite intrinseco alledificio. La navata poggia infatti sulla cripta, che ancorata sullanfiteatro romano; labside, aggiunta dopo, poggia invece direttamente sul terreno. Abbattuto il palazzo, la cappella non pi sostenuta dal palazzo, risent delle differenti fondamenta. La crepa fra la navata e labside, segnalata fin dal 1835, ne la prova. Per contrastare questa e altre crepe prodottesi nel tempo, nel 1967 si procedette a: sostituire il tetto in legno con una nuova copertura in acciaio, alla realizzazione di un cordolo in cemento armato alla sommit delle pareti della navata e alla sostituzione delle catene, spezzate e/o malandate. Cos scrivevano nel 1998 il professore Claudio Modena e gli ingegneri Giovanni Lazzaro e Carlo Bettio dellUniversit di Padova nel loro Aggiornamento sulla statica della cappella degli Scrovegni. Alla luce del terremoto di Assisi, dove proprio le capriate in cemento sostituite a quelle originarie in legno hanno provocato il tragico crollo delle vele, il rimedio dovrebbe indurre ad un riesame urgente della sua validit. Nel 1998 il prof. Modena posizion sullestradosso della volta 6 basi di misura per distanziometri, semplici apparecchi per misurare le variazioni di ampiezza delle fessure stesse ed eventuali scorrimenti. Fatte alcune prove il professore Modena concludeva per indicazioni in generale confortanti, ma che lasciano aperti aspetti di dettaglio del comportamento statico che possono avere notevole importanza sulla conservazione degli intonaci affrescati, e che devono quindi essere approfonditi. Quali furono gli approfondimenti? I distanziometri furono tolti e a tuttoggi nessuno monitora le fessure e le crepe.

In assenza di qualsiasi altro strumento di valutazione del comportamento della cappella nei terremoti; in assenza di opere per la messa in sicurezza sismica della Cappella e di caratterizzazione sismica del sito, costerebbe poco il ripristino dei distanziometri e il loro sistematico controllo, che dovrebbero comunque coinvolgere lintera cappella, cripta compresa.

La cripta, chiusa al pubblico, ha il pavimento una gettata di cemento coperta di fango costantemente invaso dallacqua che emerge dalla falda sottostante. Per risolvere il problema del compromesso assetto idrogeologico stato installato un rozzo vascone appoggiato alla parete ovest della cripta, allinterno del quale collocata unulteriore vaschetta con due pompe che succhiano lacqua in eccesso del pavimento. Attraverso un condotto la riversano nei condotti di smaltimento esterni, che comunque la rimettono nella falda in un giro senza sosta. I rigagnoli che scorrono sullimpiantito giungono a inumidire la base dei muri perimetrali con quale conseguenza sullassetto strutturale della cappella, non si sa. O meglio, sempre le solite autorit dicono che non c alcuna conseguenza. Su quali dati? Mistero. Ma chi di noi, se avesse una casa il cui garage immediatamente sottostante fosse sempre allagato, starebbe tranquillo? Certo lo Scrovegni non aveva progettato di scender con gli stivali nella cripta dove nella volta si vedono le stelle dipinte da Giotto. impossibile per apprezzare la bellezza della cripta perch sono rimasti in piedi i set-ti murari in mattoni che a intervalli ravvicinati, dovevano, durante lultima guerra, evitare che le onde durto delle bombe facessero crollare la cappella. (La Cappella era infatti segnalata sul tetto affinch i piloti dei bombardieri non la colpissero). Sempre il professor Modena nel 1998 scriveva che occorreva affrontare il problema dei massicci setti murari presenti nella cripta, addossati alle pareti laterali e alle volte, e con esse ormai probabilmente interagenti. Una possibilit molto pericolosa e che andrebbe esaminata nelle sue implicazioni. In questi giorni funzionari dellUnesco stanno censendo i monumenti, sollecitati dal terremoto: a Padova trascureranno obbligatoriamente la cappella che a non stata ancora dichiarata patrimonio dellumanit: povero Giotto, che credeva di essere un grande pittore!



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