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MILANO - Alla Scala la protesta dei ballerini
PAOLA ZONCA
GIOVED, 07 GIUGNO 2012 LA REPUBBLICA - Milano

Presidio e niente prove per solidariet con i dieci colleghi tagliati


Manifestazione sotto i portici "Senza gli aggiunti lorganico insufficiente" Ma Lissner non torna indietro

Sul contratto vertice tra sindacati e Pisapia che ha escluso la privatizzazione "Il teatro non Pomigliano"


Sono le 10 del mattino di mercoled quando i ballerini della Scala, invece di entrare in teatro per le prove di Giselle, si accalcano sotto i portici di via Filodrammatici e incrociano le braccia. Non uno sciopero vero e proprio, ma una forma di protesta (erano saltate anche le prove di marted) contro una decisione dei vertici scaligeri: una decina di danzatori con un contratto a termine non sono stati confermati e da ieri sono senza lavoro. Anzi, c di pi: il teatro ha ritirato i tesserini e ha impedito loro di raggiungere la sala dove possono allenarsi e fare lezione. La solidariet dei colleghi scatta immediatamente e la tensione sale alle stelle.
Dieci ballerini in meno possono creare qualche problema, soprattutto in vista della tourne che porter una sessantina di persone in Brasile con il classicissimo Giselle (4-24 luglio). Senza gli "aggiunti" lorganico ridotto al minimo e, dicono gli artisti, c solo da sperare che nessuno stia male o abbia qualche infortunio, perch in quel caso non sarebbe possibile trovare i sostituti. La direzione del ballo - spiega Luigi Saruggia, delegato della Uil - non stata nemmeno in grado di stilare la lista con la distribuzione dei ruoli in Giselle perch lorganico insufficiente. Avvertiamo una certa chiusura e rigidit, un atteggiamento alla Marchionne che non giova alla serenit del clima. Di fatto sono due giorni che non riusciamo a lavorare.
Nellultimo periodo, quando il taglio degli aggiunti era gi nellaria, i rappresentanti sindacali si sono incontrati con il sovrintendente Stphane Lissner e il direttore del Ballo Makhar Vaziev, per trovare una soluzione, ma poi il mancato rinnovo del contratto ha fatto precipitare di nuovo la situazione. Vaziev chiede che gli aggiunti vengano confermati: secondo alcuni avrebbe addirittura minacciato le dimissioni, ma linteressato smentisce. La protesta non conclusa, e i ballerini hanno saltato anche la prova del pomeriggio di Onegin con la coreografia di John Cranko, che andr in scena a settembre.
Ieri stato anche il giorno dellincontro tra il sindaco Giuliano Pisapia e i sindacati (presente Lissner). Il primo cittadino ha assicurato che, con lautonomia ottenuta, non c alcun rischio di privatizzazione per la Scala, e che per decidere se andare nella direzione del contratto unico lo strumento corretto il referendum tra i lavoratori. Il teatro non Pomigliano. Sul contratto nazionale, che manca da sette anni, Pisapia ha ricordato che la prossima settimana ci sar un nuovo appuntamento del tavolo collettivo (il 14 sar presente anche il ministro dei beni Culturali Ornaghi). Ma se non ci sar il contratto nazionale lunica scelta sar quella del referendum. Quanto ai permessi artistici, ha sottolineato che si impegner personalmente. Uil, Cisl e Fials hanno espresso soddisfazione sullincontro, mente la Cgil resta contraria al contratto unico. Pisapia dice che fin quando sar sindaco la Scala non sar privatizzata - spiega Giancarlo Albori - ma ha chiesto di introdurre una modifica alla legge per scongiurarla, e il ministro ha detto di no. Inoltre ha promesso che, se si firma in contratto nazionale, viene a brindare con noi. Per deve lavorare assieme a noi per ottenerlo, altrimenti possiamo anche brindare da soli.



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