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NAPOLI - le potenzialit del waterfront
MICHELANGELO RUSSO
GIOVED, 07 GIUGNO 2012 LA REPUBBLICA - Napoli

Innovare lurbanistica vuol dire saper proporre idee in grado di alimentare la speranza di vivere in una citt migliore. Lurbanistica stata una disciplina per troppi anni concentrata su obiettivi settoriali, burocratici e astratti (usi del suolo, controllo della rendita urbana, coordinamento delle grandi opere pubbliche) con un linguaggio tecnico e specialistico poco comprensibile ai pi, che ha finito per allontanare i cittadini dalla consapevolezza che una pianificazione ben fatta possa migliorare lo spazio e la vita in citt.
Lurbanistica convenzionale si tradizionalmente preoccupata di normare, regolare, vincolare, impedire, piuttosto che di suggerire, indurre, proporre, sollecitare creativit e visioni di futuro. Esito di un incrocio ambiguo tra le ragioni del patrimonio da una parte, e quelle di una politica che, in particolare nel Mezzogiorno dItalia, ha usato il controllo del territorio e la modificazione urbana come sigillo del suo scellerato sistema di potere.
Lurbanistica convenzionale ha affermato una visione del mondo in negativo, senza spazio, senza idee, senza visioni, senza progetto. Nelle maglie di un rigorismo astratto dilagato labusivismo edilizio, il disordine, la marginalit sociale, la diffusione insediativa, la frammentazione ambientale: cresciuta unaltra citt, senza norme e senza forma, che ha sovvertito i principi che quel presunto rigore, solo formale, voleva apparentemente salvaguardare.
Innovare lurbanistica vuol dire pensare la citt in positivo: con un progetto, proponendo immagini del cambiamento possibile e, con un vero dialogo sociale, affermando valori condivisi, capaci di attrarre soggetti e risorse intorno a idee innovative di ambiente, di energia, di mobilit sostenibile e intelligente, di paesaggio, di spazio pubblico, di housing, di centralit urbane, di reti.
Cambiare lurbanistica richiede un forte impegno politico e decisionale per guardare al futuro, ai modi e alle forme in cui la citt pu cambiare: richiede spazio per nuovi progetti affinch, in tempo di crisi, si ingenerino fiducia, energie e innovazione.
La nostra citt non pu sottrarsi a questa ambizione.
Lurbanistica a Napoli deve tornare ad avere un progetto, di lungo periodo e di ampio respiro, capace di guardare al territorio a grande scala, alle sue risorse, di intercettare la domanda di cambiamento, di migliorare la qualit dellabitare, degli spazi pubblici e di quelli per il lavoro e per il tempo libero. Intendo unurbanistica in grado di produrre idee e politiche ampie e comprensive, cio azioni e misure in tensione tra loro, capaci di includere i diversi soggetti della societ civile.
Tra queste idee, senza retorica, la prima quella del mare.
Napoli deve ripartire dal mare, dal suo waterfront e dalle politiche del suo rilancio.
Il waterfront della citt si compone di diversi ambiti: da Bagnoli alla citt storica, dal porto fino a Napoli Est.
Il porto di Napoli - in attesa da decenni di un piano regolatore portuale e della realizzazione dei progetti vincitori del concorso di trasformazione dellarea monumentale nel lontano 2005 - un nodo strategico anche per il rilancio del centro antico della citt. Gli spazi interstiziali da sottrarre a usi specializzati (dallImmacolatella a piazza Mercato, dal parco della Marinella al Mercato Ittico) sono una straordinaria risorsa (dimenticata) di trasformazione del nucleo storico della citt. Il ripensamento di alcuni grandi spazi di bordo nellarea portuale fino a San Giovanni a Teduccio, rappresenta un progetto strategico (dormiente) per la rigenerazione di Napoli Est, volano controverso del rinnovamento della citt.
Bisogna ripartire dai piani e dai progetti incompiuti di waterfront e lavorare nelle "terre di mezzo", cio in quegli ambiti abbandonati, in between, che potenzialmente collegano questa parte della citt con la sua linea di costa, producendo una nuova ricchissima rete di spazi urbani.
Chi non vede le straordinarie potenzialit di questi scenari? Esiste a Napoli una pluralit di soggetti, tra cui molti cittadini, che trarrebbe grandi benefici dalla riqualificazione urbana di queste aree; esiste un tessuto imprenditoriale che da anni preme perch tali questioni siano rilanciate in un rinnovato quadro di pianificazione urbanistica e infrastrutturale (alcune imprese fanno cartello sotto la sigla di NaplEst).
Lamministrazione comunale ha loccasione di rilanciare con forza lidea di un nuovo waterfront urbano come regola per la riqualificazione della citt storica e consolidata, di farsi protagonista della concertazione e degli accordi con le altre istituzioni (Regione e Provincia, Autorit portuale, sovrintendenze).
Affermare alcune buone idee come immagini strategiche di cambiamento, mobilitare progettualit locale e sovra locale, rigenerare il tessuto della citt con azioni concrete, ritengo siano atti fondativi di una nuova urbanistica. Dunque di una nuova politica.



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