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MANTOVA I centri storici distrutti dal terremoto vanno ricostruiti e i monumenti salvaguardati.
di Sandro Mortari
La Gazzetta di Mantova, 7 giugno 2012


Salvatore Settis, archeologo di fama mondiale, ex direttore dellaNormale di Pisa ed ex presidente del comitato scientifico di Palazzo Te voluto dal sindaco Brioni che lo scelse anche come suo consulente in campo culturale, mette in guardia i mantovani dalladottare, per la ricostruzione, il modello dellAquila.
Attacca lassessore provinciale Grandi, definito un Attila e chiede al Governo di trovare i soldi per il dopo sisma dalla lotta allevasione fiscale e da una tassa sulla transazioni finanziarie.
Lassessore provinciale allambiente, Alberto Grandi, sostiene che meglio abbattere le chiese e i campanili pericolanti e ricostruire un nuovo tipo di socialit nei vari paesi colpiti dal terremoto. Cosa ne pensa?
Penso che Attila non poteva dichiarare di meglio. Il fatto di avere un assessore Attila in una provincia con gravi problemi ambientali e di tutela dei monumenti un segno di degrado istituzionale, civile e storico del nostro paese .
Grandi, per, sostiene che la sua soltanto una provocazione...
Credo che se anche volesse presentare la sua proposta come una provocazione culturale, sarebbe un moltiplicare allEmilia e alla Lombardia colpite dal sisma il modello dellAquila: abbandonando il suo centro storico, come una Pompei del ventunesimo secolo, successo che il capoluogo abruzzese stato lasciato nelle mani della speculazione edilizia che ha i nomi e i cognomi di chi rideva al telefono nella notte del terremoto. E cos sono state costruite 19 new town dove la popolazione stata letteralmente deportata e dove non c pi vita sociale visto che mancano la chiesa, ledicola, i negozi e i bar. L ci sono persone che vivono in case date in comodato dallo Stato con i mobili che non sono i loro ma che sono quelli di dotazione, inchiodati al pavimento. Insomma, in quel modo stato disgregato il tessuto sociale di un centro storico. Questo ha segnato una svolta: mentre nei terremoti pi recenti si cercava di ricostruire tutto quello che si poteva, con lAquila si deciso diversamente. Si voluto dare la possibilit di fare affari alle imprese di costruzioni, le stesse che avevano costruito con materiali scadenti la casa dello studente, poi crollata con il suo corollario di morti. Credo che rispetto alla gravit estrema del terremoto in Emilia e in Lombardia, la cosa pi grave sia quanto dichiara lassessore Grandi, la vera crepa nella societ.

Anche i Comuni mantovani terremotati corrono il rischio di diventare una nuova lAquila? Si sta parlando troppo poco dellAquila e il rischio di andare a costruire nuove citt in cui saranno deportate le persone. E questa la nuova socialit? Credo che questa proposta vada bollata come irresponsabile.
Il problema, per, dove trovare le risorse necessarie per ricostruire i centri storici di tanti piccoli paesi semidistrutti dal sisma. Che cosa propone su questo versante?
In un paese nel quale, nel 2011, non sono state pagate tasse per 130 miliardi di euro, le risorse ci sono. Basterebbe dichiarare guerra allevasione fiscale e introdurre una variante della tobin tax sulle transazioni finanziarie. Levasione fiscale purtroppo stata protetta dai governi, e lattuale il primo che fa qualcosa contro. La protezione dei monumenti legalit e dobbiamo educare la gente alla legalit. Dicendo s alla ricostruzione dei centri storici e no allevasione fiscale si avrebbero le risorse anche per altri settori, come la scuola e la sanit. Levento terribile del terremoto dovrebbe essere loccasione per un ripensamento del tema della legalit, mettendo al primo posto la lotta allevasione fiscale.

Tanti cittadini residenti nei centri storici dei nostri Comuni colpiti dal sisma sono stati evacuati dalle loro case non perch fossero inagibili ma per il timore che chiese e campanili lesionati potessero collassare improvvisamente. Questa gente chiede alle autorit pubbliche di demolirli al pi presto per consentire un pronto ritorno a casa. Come conciliare questo diritto con quello che lei ritiene un dovere, e cio conservare il patrimonio artistico e monumentale?
Non posso giudicare ogni singolo caso perch non conosco la situazione mantovana. Per, c un altro sistema invece delle demolizioni: la prima cosa da fare, in caso di un monumento pericolante, vedere se c la possibilit di puntellarlo e allontanare la popolazione per il pi breve tempo possibile, cercando per essa una sistemazione anche in container, senza fare nuove citt. Questa soluzione avrebbe il vantaggio di costare un quinto rispetto a nuove abitazioni e di essere provvisoria. Il ministro dello sviluppo economico Passera recentemente ha detto che vuole spendere 100 miliardi di euro per autostrade e treni ad alta velocit: perch invece di fare autostrade e Tav non mettere in sicurezza con una parte di quei soldi il nostro territorio e fare una bruttura di meno?
I monumenti di Mantova, dove lei ha lavorato fino a met 2010 a fianco dellex sindaco Brioni, hanno subto gravi danni dal terremoto. Chei dea si fatto?
Non ho visto di persona i danni; per, conoscendo e amando il patrimonio storico della citt, spero che vi si ponga rimedio quanto prima. E spero che il vostro assessore provinciale non voglia abbattere il Ducale danneggiato. La conservazione e la tutela dei monumenti contemplata dalla Costituzione. Ci che mancato a Mantova come altrove un piano di prevenzione. Lo fece nel 1983 il direttore dellistituto centrale per il restauro Giovanni Urbani che comportava, allora, un costo di 2.700 miliardi di vecchie lire, 5 miliardi di euro di adesso. Un piano che stato completamente ignorato dai governi che si sono via via succeduti .
Perch, secondo lei, quel piano non mai pi stato ripreso in mano?
Perch sappiamo solo usare la dinamite per distruggere i nostri monumenti. Servirebbe una vera trasformazione culturale.
Il Comune di Mantova ha deciso di recuperare Palazzo del Podest, a costo di sforare il patto di stabilit e di subre le pesanti sanzioni previste dalla Stato. daccordo?
il dettato costituzionale a mettere al primo posto la conservazione dei monumenti. Questo un valore primario superiore a qualsiasi volere economico; anzi, la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico deve orientare leconomia.



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