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Dallo Stato-provvidenza alla cittadinanza culturale: Signor ministro, ha qualcosa da dire?
di Marta Romana
da Il Giornale dell'Arte numero 321, giugno 2012


Spesso ritenuto latitante nellazione del Mibac, Lorenzo Ornaghi indica a Il Giornale dellArte le priorit realisticamente possibili, come Pompei e alcuni grandi musei, da Brera a Reggio Calabria
Il ministro per i Beni e le Attivit culturali Lorenzo Ornaghi

Roma. Lorenzo Ornaghi, 64 anni, un accademico, professore di Scienza politica, e figura autorevole della cultura cattolica italiana e in particolare lombarda; dal 2002 rettore della Universit Cattolica di Milano, ora in aspettativa dopo la nomina a ministro per i Beni e le Attivit culturali il 16 novembre 2011, nel governo dei tecnici presieduto da Mario Monti. Anche Ornaghi un tecnico, anche se non specificamente della materia dei beni culturali: in questi mesi ha voluto infatti pronunciarsi con grande prudenza e gradualit. Ora parla delle linee generali della sua azione di ministro. Io sono per lazione, non la meditazione, avrebbe detto negli scorsi giorni a Cannes, e forse alcuni eventi recenti possono essere letti come linizio di una fase pi attiva del suo Ministero, dopo quella di ingresso nelle materie di competenza e di realizzazione di iniziative impostate dai suoi predecessori.
Il 24 maggio intervenuto con grande determinazione, minacciando le dimissioni dallincarico, contro la decisione di localizzare a Corcolle, nei pressi di Villa Adriana a Tivoli, una discarica di rifiuti: insieme al ministro dellAmbiente Clini ha vinto su tutta la linea (cfr. p. 2). Dubbi e riserve ha suscitato la sua lenta reazione alle scandalose vicende della Biblioteca dei Girolamini a Napoli, ma poi ha effettivamente revocato da direttore della Biblioteca e suo consulente il presunto responsabile dei furti di preziosi volumi (cfr. p. 10). Il punto pi critico e discusso stata la sua decisione di commissariare il MaXXI: il Ministro ne ha sostenuto la necessit, essendo il museo in perdita, ma in molti denunciano il taglio del 75% dei finanziamenti pubblici e la contraddizione di ci con le esigenze di rafforzare il prestigio del museo e la sua capacit di attrarre la partecipazione di soggetti privati.
Certamente, Ornaghi ministro in tempi particolarmente difficili, i peggiori della crisi economico-finanziaria nel nostro Paese, dopo una lunga storia di sofferenze delle risorse del Ministero (seppur con qualche segnale di inversione di tendenza ottenuto dal ministro Galan).

Signor Ministro, siamo di fronte a molte emergenze.
Le emergenze della cultura sono parti anchesse di quel tempo dellemergenza, da cui ci sentiamo attanagliati e talvolta impauriti. Credo (lo dico da studioso delle grandi tendenze, sempre sottese a stagioni di cambiamenti estesi e intensi qual lattuale) che ogni azione di governo risulta tanto pi efficace e tanto pi utile per i cittadini, quanto pi contribuisce a chiudere il tempo della pericolosa straordinariet e ad avviare quello della normalit.
Lemergenza delle risorse finanziarie: realisticamente, che cosa ci si pu aspettare? E come stanno operando le misure adottate per il convolgimento dei privati?
Mi permetto di sottolineare il realisticamente della sua domanda. La recente approvazione degli stanziamenti del Cipe (76 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione destinati a diversi progetti relativi a Poli museali e altri beni culturali, Ndr; cfr. n. 319, apr. 12, p. 9) una prima dimostrazione del concreto impegno del Governo a favore della valorizzazione del nostro patrimonio culturale, pur dentro il ferreo sistema di vincoli imposti dallattuale situazione economico-finanziaria. La decisione stata importante poich ha voluto sottolineare il ruolo dei beni culturali e della cultura quale fattore necessario e non surrogabile ai fini di quel diverso modello di sviluppo che ci attende una volta oltrepassata la crisi. anche un positivo segnale di incoraggiamento, insieme con quello dei fondi dellUnione europea per Pompei. Ma pur vero che lo Stato non pu e non deve fare tutto da solo. Occorre agevolare chiunque intenda sostenere la cultura, semplificando al massimo le procedure e favorendo forme mirate ad agevolazione fiscale, come si incominciato a fare con il decreto SalvaItalia, che ha previsto significative semplificazioni delle procedure in materia di agevolazioni fiscali e donazioni. In particolare si introdotta la possibilit di autocertificazione per le erogazioni liberali in favore della cultura. Nellambito del cosiddetto Pacchetto semplificazioni, il Governo ha inoltre approvato le semplificazioni della procedura di ricerca di sponsor per il restauro di beni culturali. Il provvedimento prevede e disciplina due modalit di sponsorizzazione: la sponsorizzazione pura, che si risolve nella mera erogazione del finanziamento, e quella tecnica, nella quale lo sponsor si impegna non solo a erogare un contributo economico, ma anche a curare la realizzazione dellintervento. Sono primi passi a cui ne dovranno necessariamente seguire altri: quando il quadro economico risulter meno oscurato dallemergenza in cui stiamo vivendo, il sistema degli sgravi fiscali andr sicuramente migliorato. Dobbiamo comunque maturare la consapevolezza che al concetto di Stato culturale occorrer sempre pi affiancare quello di cittadinanza culturale. Il primo per molti aspetti uneredit del passato e delle antiche forme di legittimazione del potere politico: lo Stato-provvidenza, riconoscendo doverosamente il valore della cultura, se ne fa pressoch esclusivo promotore e finanziatore. Come ogni pretesa di monopolio anche questa pu prestarsi ad abusi o equivoci. La cittadinanza culturale, invece, propone un modello diverso: essa si fonda sulla consapevolezza che la cultura incide sulleffettivit e qualit dei diritti di cittadinanza, configurandosi sempre pi come un luogo di incontro, identit e integrazione, impegno comune.
Lemergenza risorse umane, in un Ministero impoverito dal lungo blocco delle assunzioni e da una politica di pensionamenti precoci e forzosi: procedono le assunzioni, procederanno ancora? In che tempi saranno completate, e con quali criteri, le nomine del quadro dirigente, in particolare dei soprintendenti?
Non sono problemi risolvibili con la bacchetta magica e neppure in tempi ristretti. Il blocco del turn over, imposto a quasi tutte le amministrazioni statali a partire dallinizio degli anni Novanta come misura concordata con lEuropa per labbattimento del debito pubblico, ha avuto e continua ad avere pesanti ripercussioni anche sul Mibac. Let media dei dipendenti ormai attestata attorno ai 55 anni, il mancato ricambio rischia di determinare tra breve un vuoto di competenze e sapere, giacch i funzionari anziani non possono trasmettere le loro esperienze e conoscenze a nuove generazioni di archeologi, bibliotecari, architetti, archivisti e storici dellarte. La dotazione organica passata dai 25mila dipendenti del 2001 ai circa 18mila del 2011. Peraltro, una prima importante inversione di tendenza la si avuta con lultima legge di stabilit, dove sono state sbloccate 308 assunzioni tra gli idonei dei concorsi dellultimo quadriennio. Ci sar replicato nel 2012 e far in modo che lo sia anche nel 2013, per colmare quel fossato generazionale fra i suoi dipendenti, che tra gli aspetti di maggiore preoccupazione.
Lorganizzazione del Ministero ha subito innumerevoli riforme negli ultimi anni: ora adeguata alle esigenze? Come funziona il raccordo tra centro e periferia, tra Direzioni generali, regionali, Soprintendenze?
La complessit del Dicastero sta gi tutta nella denominazione che lo individua e caratterizza. Abbiamo il dovere di conservare e valorizzare le opere ereditate dal passato; nello stesso tempo, siamo chiamati a trovare forme nuove di condivisione e promozione della cultura, la quale risorsa (specialmente oggi, nel nostro Paese) per ritrovare entusiasmo e per tornare a progettare il futuro. Non possiamo continuare a pensare che un ineguagliabile patrimonio culturale, quale il nostro, sia governabile attraverso una logica di frammentazione. Al contrario, quanto mai urgente recuperare una visione unitaria, che permetta di venire incontro a una richiesta di cultura che, negli ultimi anni, si fatta sempre pi insistente, come dimostra laccresciuta fruizione di musei e mostre. Un segnale da interpretare con intelligenza e, ancora una volta, in chiave innovativa e armonica. Questo Dicastero soffre non meno di altri della segmentazione dei processi decisionali, ed un aspetto che deve essere risolto, in corrispondenza con i cambiamento in atto nellorganizzazione dei poteri e coerentemente con quanto richiesto dalla cittadinanza.
In un contesto sempre pi federalista, sono adeguate le procedure e gli strumenti di coordinamento e cooperazione con Regioni ed Enti locali? Che cosa si dovrebbe cambiare?
Ritengo che la collaborazione con gli Enti locali sia un elemento di crescente importanza e valore, soprattutto rispetto a quei progetti dove risulta ancora pi indispensabile il coinvolgimento del privato sociale e delle realt locali. Esempi positivi per fortuna non mancano: penso a Venaria Reale o alla Villa Reale di Monza, che sono consorzi, ma anche al Museo Egizio e in futuro mi auguro anche a Brera, dove invece il modello quello della fondazione. La strada del coordinamento e della cooperazione richiede un progetto comune per la condivisione di intenti ed energie, capaci di coniugare competenze e responsabilit. Poi si tratta di capire e valutare nel merito delle singole situazioni qual la strada migliore per garantire una cooperazione efficace. Non esistono soluzioni preconfezionate, valide sempre e comunque.
La questione Arcus: vero che il Governo sta per proporne lo scioglimento? Quali le valutazioni, quali le eventuali alternative e le prospettive dei relativi finanziamenti: chi e come user i fondi (fino al 2010 il 3% della spesa per le infrastrutture) assegnati ad Arcus? Tenendo presente che il decreto legge 98/2011 ha affidato alla discrezionalit del Cipe la decisione annuale sulla quota da attribuire ai beni culturali (entro il massimo del 3% e compatibilmente con gli equilibri della finanza pubblica) si riuscir a mantenere quella quota?
Anzitutto occorre considerare Arcus per quello che , ossia uno strumento a servizio della crescita del settore dei beni culturali. Stiamo ragionando con il ministro Passera sul futuro della societ e, fatte le opportune valutazioni, si proceder, se sono necessarie, a razionalizzazioni o riorganizzazioni. Lobiettivo sostanziale, ribadisco, quello di garantire che una parte degli investimenti per le infrastrutture possa continuare a costituire un valido supporto per la cultura, in modo sempre pi efficace e adeguato ai tempi. In questo senso, ribadisco, dovr essere in ogni caso mantenuto lintento di destinare alla cultura almeno il 3% degli investimenti infrastrutturali.
In sede di dichiarazioni programmatiche aveva manifestato le sue notevoli perplessit sulle dismissioni del patrimonio pubblico.
Il decreto Semplificazioni, nellambito delle procedure di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, contiene unapposita norma che, in materia di verifica dellinteresse culturale, demanda al Mibac il compito di stipulare accordi e fissare linee guida per accelerare i tempi di tali procedure. Sono convinto che le dismissioni si possano attuare seguendo un criterio preciso, ben ponderato, in grado di garantire un alto livello di tutela del patrimonio contro ogni tipo di rischio.
Qual la sua posizione su alcuni dei temi pi caldi degli ultimi tempi: Pompei, il Colosseo, la disciplina sui restauratori?
Dopo i crolli del novembre 2010 e quelli verificatisi nei mesi successivi, si dato vita a un piano organico e strutturato per la sicurezza e il rilancio complessivo dellarea di Pompei. stato avviato un percorso che, grazie anche al lavoro del precedente Governo, ha consentito di siglare con il commissario Ue Johannes Hahn un piano per lassegnazione di 105 milioni di euro dai fondi di coesione europei per i restauri immediatamente cantierabili e per un piano di interventi di ampio respiro sul sito. Queste risorse saranno dedicate interamente a Pompei e si aggiungeranno ai alle risorse di cui annualmente la Soprintendenza dispone. Lerogazione dei fondi avverr man mano che procedono le attivit di progetto e di realizzazione, nellarco del quadriennio 2012-15. I primi bandi sono gi partiti lo scorso aprile e la loro gestione avverr con la massima trasparenza e vigilanza sulla legalit, grazie al Protocollo di legalit tra Mibac e Ministri degli Interni, per la coesione territoriale, dellUniversit e della ricerca, e Autorit di vigilanza sui contratti pubblici. Per le necessit attuali di Pompei, gli organici sono stati rafforzati con lassunzione di 13 archeologi, 8 architetti e un funzionario amministrativo, reclutati attraverso concorso pubblico svolto negli anni scorsi. Intendo monitorare levoluzione della situazione nel corso dei prossimi mesi e vigiler affinch i cantieri, che apriranno quasi certamente a partire dallautunno dellanno prossimo, siano assegnati con procedure trasparenti. Si dovr procedere per bandi pubblici e dovranno essere adottate procedure di rendicontazione scrupolose, puntuali e impeccabili. Quando questi impegni saranno concreti e il mondo vedr il lavoro che si sta facendo, sono certo che sar pi facile attirare nuove risorse internazionali. Confido che si possa presto arrivare a unimportante collaborazione pubblico-privata di spessore internazionale per Pompei, anche in collaborazione con lUnesco. Quanto al Colosseo sono convinto che limportante progetto avviato con il dottor Della Valle potr rappresentare un paradigma per una pi virtuosa e crescente collaborazione tra lo Stato e le forze del privato sociale. Sul tema dei restauratori in via di approvazione uno specifico disegno di legge che mira a garantire a queste preziosissime figure una normativa adeguata ai tempi e alla loro indispensabile professionalit.
Il suo progetto di istituire una Giornata della cultura, mobilitando in primo luogo le scuole, avr un seguito?
Vorrei trovare le iniziative e le modalit pi efficaci per coinvolgere sempre pi gli studenti nella riscoperta di un patrimonio che appartiene a tutti. Noi dobbiamo educare alla cultura, e questo un compito soprattutto della scuola, che deve insegnare a ogni studente che erede di un patrimonio culturale straordinario, e che in prima persona deve amare questo patrimonio, rispettandolo e contribuendo a far s che esso abbia il maggior valore possibile per ciascun cittadino e per tutta la societ. Nel corso della recente Settimana della Cultura abbiamo promosso per il secondo anno consecutivo liniziativa Benvenuti al Museo, un progetto che ha coinvolto 1.650 studenti tra i 16 e i 19 anni, e 150 docenti da pi di 65 istituti di tutta Italia. Per nove giorni i ragazzi hanno svolto attivit di accoglienza e orientamento per i visitatori italiani e stranieri in circa 50 musei. I giovani hanno avuto cos unoccasione di conoscenza e unesperienza diretta di lavoro e impegno a favore dei beni culturali; soprattutto quei giovani che saranno chiamati a diventare gli operatori culturali del futuro. Ma non ci possiamo accontentare: attraverso il Centro per Servizi educativi del Museo e del territorio del Mibac studieremo altre proposte.
Realisticamente, quali risultati ritiene possibili prima della fine della legislatura?
Vorrei portare a compimento la riforma degli Enti lirici e la legge sullo Spettacolo, proseguire nel lavoro di manutenzione e valorizzazione dei siti di Pompei e di alcuni grandi musei italiani (penso a Brera, in primis, ma anche alle Gallerie dellAccademia di Venezia, al Museo di Capodimonte e quello di Reggio Calabria), e fare ulteriori passi avanti nel coinvolgimento delle scuole e dei privati per promuovere la partecipazione a forme di collaborazione ispirate a una sempre pi sentita cittadinanza culturale.

http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2012/6/113600.html


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