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LA SECONDA VITA del senatore. Da Mangano a Umberto Eco: il Marcello bibliofilo sotto sfratto
di Davide Vecchi
"Il Fatto Quotidiano", 8 set. 2012



Dopo il lago di Como, Marcello DellUtri lascia anche il centro di Milano: la biblioteca di via Senato, che con la Fondazione lex manager Publitalia presiede dal 1997, costretta a trasferirsi a Segrate, in un anonimo centro polifunzionale. Oltre 120mila libri rari a giorni saranno portati via: non ci sono pi fondi per mantenere la bellissima palazzina con giardino interno.

Laffitto non pi compatibile, ha ammesso con rammarico. Tradotto: sono finiti i soldi. E il munifico amico di sempre, Silvio Berlusconi ha chiuso i rubinetti. Laddio sofferto, quasi drammatico. DellUtri costretto ad abbandonare limmagine di bibliofilo colto ed esperto che ha tentato di cucirsi addosso e che gli aveva permesso di compiere il salto dallo stalliere mafioso Vittorio Mangano al premio Nobel Umberto Eco.
Uno degli attori principali della presunta trattativa tra Stato e mafia infatti vicepresidente dellAldus Club, lassociazione internazionale di bibliofilia presieduta da Eco. Vice con DellUtri lex ministro ed esponente del Pci Gianni Cervetti, mentre il segretario generale Mario Scognamiglio.

Una genesi incompiuta quella di DellUtri. Perch nel bellissimo cortile interno di via Senato, tra presentazioni di libri e pice teatrali, proseguito il passaggio di mafiosi di vario rango. Nellottobre 1998 la Dia segu fin qui Natale Sartori, socio della figlia di Mangano in una cooperativa di pulizie e pedinato per unindagine per droga. Anche il medico decisamente mafioso Salvatore Aragona raccont di essere passato dal civico 14 di via Senato. Sono stato invitato al circolo, la sede culturale e intellettuale di DellUtri in via Senato disse nel maggio 2001 parlando al telefono con Giuseppe Guttadauro, il boss di Brancaccio. E con DellUtri bisogna parlare, alle elezioni del 99 ha preso impegni con il boss Gioacchino Capizzi, ma poi non s fatto pi vedere. Gli impegni bibliofili si facevano stringenti, i libri di cui valutare lacquisto diventavano sempre pi importanti. In quegli anni il senatore acquista una lettera di Cristoforo Colombo: la rivender nel maggio 2009 per 659mila euro allamico Marino Massimo De Caro.

Un altro esperto del ramo. Commerciante di libri antichi, collaboratore dellex ministro Giancarlo Galan, un passato da console del Congo e un presente in carcere: ha rubato migliaia di volumi pregiati dalla biblioteca Girolamini di Napoli che ha diretto fino allarresto, lo scorso maggio.
Irrisolto, invece, il furto avvenuto nel 2002 alla collezione Scognamiglio. stata una profanazione, disse. La libreria di via Rovello, frequentata da Eco, Giulio Andreotti, Oliviero Diliberto, Cervetti, Gianfranco Dioguardi e DellUtri ha visto i natali dellAldus Club, ma anche sottrarsi 300 tomi rari collezionati e gelosamente custoditi da Scognamiglio che si poi dedicato alle collezioni altrui. Aiutando DellUtri a crearsene una sua. Ma il senatore non ne ha mai seguito i consigli, non si fidava.
Quando nel 2007 il cofondatore di Forza Italia decise di comprare i diari di Mussolini, Scognamiglio lo sconsigli. DellUtri non sent ragioni e pag 12 milioni, certo che fossero originali. Si dovuto ricredere: tutte le perizie calligrafiche effettuate su quei diari accertano che sono falsi. Lultima perizia, conclusa appena tre settimane fa, certifica che lautore in realt Amalia Panvini, una signora di Vercelli gi condannata con la madre Rosetta per aver prodotto testi falsi di Mussolini spacciati come autografi.
Lessere caduto in errore non ha scalfito la sicurezza di DellUtri che ha continuato a comprare libri in giro per il mondo, dallAmerica alla Francia. Nellottobre 2007 acquista un volume per 7.000 euro sullarte islamica allInternational general rare books. Dieci giorni dopo, altri 7.000 euro alla Librairie des amateurs di Parigi. Nel febbraio 2008 firma un assegno da 9.500 euro a Montepulciano. Una settimana dopo 5.000 a Modena. La passione incontenibile. Infinito il conto corrente aperto presso il Credito Cooperativo Fiorentino presieduto dallamico e collega di partito Denis Verdini. Il deposito di DellUtri gi nel 2006 era esposto per due milioni. A coprire i buchi interveniva Berlusconi e nei momenti di emergenza era la banca a foraggiare il senatore, permettendo aperture di credito senza garanzie, esclusa la villa di Torno ipotecata fino al terzo grado. Cos i libri divennero garanzie.
Quando nel febbraio 2010 Dell'Utri chiede l'ennesima proroga al fido per 400mila euro, il cda dellistituto la concede perch il senatore uno dei maggiori collezionisti al mondo (ci viene detto) di libri antichi. La collezione dovrebbe avere un valore di alcuni milioni. E garantiscono: Il senatore ha intenzione di vendere qualche libro. Lui invece compra. L'ultimo acquisto risale al 29 marzo: 17mila euro per 17 volantini delle Brigate rosse stampati negli anni Settanta. Ma i liquidi nel frattempo erano arrivati dallamico Silvio che l'8 marzo aveva acquistato la villa sul lago di Como per 20 milioni.
Lamico di Arcore aiuta anche la fondazione di via Senato. Gli sponsor ufficiali sono da sempre quattro: Mediaset, Mondadori, Mediolanum e Publitalia 80. Manca solo il Milan, ma certo, avr pensato DellUtri, una squadra di calcio non pu finanziare iniziative culturali. Eppure anche lesperienza della biblioteca destinata a finire. Al civico 14 della centralissima via Senato rimarr l'abitazione di Dell'Utri, che qui vive con i figli Araga e Marco Jacopo Alessandro e la moglie Miranda Ratti. I 120mila volumi andranno a Segrate, non ci sono pi fondi per laffitto. Silvio ormai ha saldato. L'amico Verdini non ha pi una banca e la Procura continua a indagare scoprendo, ad esempio, che il senatore ha 70 conti correnti allestero. Ma va dato atto a Dell'Utri di essere riuscito a far dire di s che un uomo colto. Come scrisse Montanelli Dell'Utri un uomo colto, soprattutto sul fatto.



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