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09/07/2003 - Mili San Pietro, Messina, Sicilia
Abbazia di Santa Maria di Mili (XI secolo)

Il gruppo C.T.G. L.A.G. Proteggiamo la Natura di Mili San Pietro (Messina) ci informa dello stato di degrado in cui versa lAbbazia Normanna di Santa Maria di Mili.


Inseriamo di seguito una descrizione del complesso ed una lettera del 28 settembre 2002, indirizzata a varie autorit; l'unica risposta stata fornita dall'Assessorato
regionale ai Beni culturali, che ha precisato che il
progetto di recupero per l'Abbazia di Mili, inserito al 58mo posto
dell'elenco in seconda priorit della graduatoria per i finanziamenti di
Agenda 2000, non verr finanziato con tali fondi.


Ulteriori notizie sul sito http://web.tiscali.it/normannamili/



La chiesa, assieme alladiacente convento, fu costruita negli ultimi
decenni dellXI secolo, inaugurata ed affidata ai monaci basiliani, di
rito orientale, nel 1092, con atto di donazione del Conte Ruggero il
Normanno, il quale, oltre a donarle notevoli estensioni di terreno nelle
vicine zone dellodierno III Quartiere del Comune di Messina, fece ivi
seppellire il proprio figlio Giordano, morto in battaglia nei pressi di
Siracusa in quellanno. Tuttavia, la presenza di un piccolo cenobio gi
in epoca bizantina nel luogo dove sorse, nel 1092, la nuova Abbazia
normanna, sufficientemente documentata. La presenza dellAbbazia,
centro non solo religioso ma anche economico e (per un certo periodo di
tempo) anche politico della vallata di Mili e di quelle circostanti,
stimol attivit come la produzione della seta, la coltivazione dei
terreni ad essa appartenenti e la molitura del grano, dando luogo alla
formazione di un primo nucleo abitativo a monte dellAbbazia, nellalto
bacino del torrente Mili (Mili Superiore, oggi Mili San Pietro) e
successivamente Larderia e Mili Inferiore (oggi Mili San Marco).
LAbbazia, tra 300 e 400, attravers un periodo di decadenza a causa,
soprattutto, dellusurpazione delle proprie terre da parte di nobili
messinesi senza scrupoli, i cui nomi compaiono persino nella serie degli
Abati di quel periodo (caso embrionale di conflitto di interessi!). La
ripresa, sulla base dei pochi documenti ad oggi rinvenuti, dovette
cominciare con il XVI secolo, quando, precisamente nel 1511, lunica
navata della chiesa fu prolungata di circa un terzo ed il soffitto
rifatto. LAbbazia, di Regio patronato, era soggetta a visite periodiche
di Re o visitatori regi che garantivano il decoro e luniformit del
culto a quello ufficiale. Labate, di nomina regia, dal 1542 divenne
in perpetuo, per volere dellimperatore Carlo V, il rettore del Grande
Ospedale di Messina, appena fondato nella citt dello Stretto.
Successivamente si apr per lAbbazia un periodo di decadenza che per
non port mai al collasso dellistituzione religiosa, come avvenne per
buona parte dei monasteri basiliani in Sicilia del tempo, probabilmente
perch sostenuta economicamente dalla vivace economia agricola del
territorio. La storia del cenobio si chiude miseramente nel 1866 quando,
con le leggi eversive post-unitarie, il convento fu acquisito dal
Demanio e venduto a diversi soggetti, mentre la chiesa rimase in
possesso del Fondo Edifici di Culto del Ministero dellInterno e, da
allora, versa in uno stato di totale degrado.

Il convento oggi in precarie condizioni di stabilit, e buona parte di
esso gi crollata, mentre la chiesa, agibile grazie ad un sommario
restauro dei primi anni 80, inaccessibile date le condizioni precarie
dellarco dingresso al complesso monasteriale che hanno comportato, nel
dicembre del 2002, il sequestro dellintero complesso. E cos un tale
gioiello architettonico, ignorato da tutto e da tutti, cede
progressivamente ai colpi che il tempo gradatamente gli assesta,
sottraendolo alla fruizione dei cittadini e dei turisti che vi accorrono
anche dallestero.
Dal punto di vista architettonico, la struttura della chiesa molto
semplice, ad unica navata e con tre absidi; linterno stato
completamente spogliato degli stucchi e degli altari che ladornavano da
un discutibile restauro agli inizi del 900. Da ammirare le tre cupole
della zona absidale, in tutto simili a quelle delle moschee nordafricane
e, dallinterno, il gioco di archi sovrapposti, anchesso di ascendenza
musulmana, che sostengono la cupola centrale, pi grande, e le due
minori ai lati. Allesterno, tipico dellarchitettura normanna il
sistema di archi intrecciati, presente in molti monumenti siciliani del
tempo e la decorazione dellabside ad archi poggianti su lesene. Bello
anche il portale in marmo e pietra calcarea della semplice facciata,
costruita pi avanti della precedente nellintervento cinquecentesco di
allungamento della navata, e lo stesso portone ligneo, risalente al
500. Da ammirare anche il tetto a travature scoperte del 1511, data che
si legge su una trave. Il convento, in fase di degrado da decenni,
posteriore al 1092, perch ricostruito sul precedente, demolito o
distrutto per motivi a noi ignoti. In esso alcuni studi hanno portato
alla luce importanti resti che confermerebbero la presenza di un cenobio
bizantino precedente a quello normanno ed anche una grande sala del
piano terra adibita a palmento.



lettera


Mili San Pietro, 28 settembre 2002
prot. n. 02-024

Al Presidente della Repubblica Italiana

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro dei Beni Culturali

Al Presidente della Regione Sicilia

AllAssessore regionale per i Beni Culturali e P.I. della Regione Sicilia

Al Presidente della Provincia regionale di Messina

Al Sindaco della Citt di Messina

Al Prefetto di Messina

Al Soprintendente per i Beni Culturali ed Ambientali di Messina

Al presidente della III circoscrizione Normanna del Comune di Messina

e, p. c., allArcivescovo e Archimandrita di Messina - Lipari - Santa Lucia del Mela

alla Presidenza Nazionale del Centro Turistico Giovanile

agli Organi di informazione

LORO SEDI




Oggetto: denuncia del grave stato di degrado dellAbbazia basiliana Santa Maria di Mili in Mili San Pietro (ME)



Ill.mo signor Presidente della Repubblica ed autorit tutte,

questa Associazione intende informare le SS.LL. in merito al gravissimo stato di degrado in cui versa lAbbazia basiliana Santa Maria di Mili, sita in Mili San Pietro, villaggio del Comune di Messina, dal cui centro dista circa dieci chilometri.

La chiesa e lannesso convento dellordine basiliano, costruiti ad opera del Gran Conte Ruggero il Normanno in una splendida mescolanza di elementi architettonici normanni, arabi e romanici, risalgono al lontano anno 1092 e costituiscono una delle poche testimonianze architettoniche del periodo normanno in Sicilia che siano giunte ad oggi ancora intatte nel loro stile.

La lunga e gloriosa storia della chiesa e del convento termina miseramente con una legge post-unitaria, con cui il neonato Stato Italiano, incamerando i beni delle corporazioni religiose, li ha messi in vendita al miglior offerente: cos tutta labbazia, con gli annessi terreni, viene spezzettata in diverse particelle catastali per essere adibita a stalla, abitazione, deposito di attrezzi e prodotti agricoli... Solo la Chiesa, rimasta in possesso del Demanio dello Stato come bene architettonico, venne posta sotto la giurisdizione della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Messina.

Da allora, ben poco hanno fatto le autorit competenti affinch si procedesse ad un restauro e ad un recupero della chiesa e del convento; pochi sono stati i politici e gli amministratori che hanno dimostrato sensibilit e impegno verso questo bene del mondo. Si sono registrati pochi e parziali interventi conservativi sulla Chiesa, mai un progetto complessivo di recupero e di rifruizione, che sarebbe certamente costato molto, ma probabilmente avrebbe dato molto poco come ritorno elettorale (Mili San Pietro ha circa un migliaio di abitanti!).

Neanche il Comune di Messina si mai impegnato per un recupero del complesso monastico; anzi, ha spesso mostrato disinteresse verso i problemi e le necessit del villaggio, forse perch gli abitanti di Mili San Pietro sono cittadini di serie C: il Comune non dovrebbe farsi sfuggire unoccasione di rilancio, attraverso il recupero di un monumento tanto importante ( una delle pi antiche chiese di Messina), che potrebbe benissimo costituire una fonte economica e lavorativa per tanti giovani, costretti ancora oggi ad emigrare.

E storia di questi giorni il progetto di recupero produttivo, predisposto dalla Soprintendenza di Messina (il cui costo complessivo di circa 11 miliardi di vecchie lire): tutti speravamo che venisse finanziato con i fondi di Agenda 2000, ma la Regione Siciliana ha praticamente escluso il progetto di recupero del complesso dalla copertura finanziaria, preferendo destinare fondi verso altri monumenti di minore importanza storico-architettonica e spegnendo le ultime speranze di vedere salvata lAbbazia di Mili.

Dobbiamo considerare tutto perduto?
In questa situazione di indifferenza generale per una tale testimonianza del passato, la Libera Associazione Giovanile Proteggiamo la Natura, fondata nel 1975 da un gruppo di giovani volenterosi del villaggio, dal momento della sua nascita stata sempre attenta alla situazione di degrado del convento e della chiesa Normanna: sono state organizzate campagne di pulizia della chiesa e del sagrato, rappresentazioni teatrali e interessanti mostre allinterno, pellegrinaggi e visite guidate per i turisti, senza contare i numerosi appelli e gli articoli sulla storia della chiesa e del cenobio pubblicati sui giornali locali e sul periodico del gruppo, Impegno giovane. Con i suddetti articoli storici, con una tesi di laurea sulla chiesa ed ultimamente con listituzione di un sito internet sulla chiesa (web.tiscali.it/normannamili), i soci del gruppo hanno inoltre effettuato una ricostruzione storico-architettonica del monumento.

E grazie al clamore della Mostra delle foto Alinari sul tema Messina pre-terremoto, da noi organizzata allinterno della Chiesa in collaborazione con il Distretto scolastico, che nel 1981 un finanziamento regionale ha consentito di riparare il tetto, proteggendo la chiesa dalle infiltrazioni che ne avrebbero minato la struttura.

Numerosi progetti di recupero produttivo sono stati delineati in questi decenni; quello che ha raccolto le nostre iniziali aspettative risale al 1978: lArchitetto Alessandro Costa prevede la destinazione del convento ad Ostello per la giovent con annessa lavanderia, cucina, sala ristorante, biblioteca e alloggio per il custode, mentre la chiesa viene destinata a sala conferenze.
Quante battaglie, quante promesse, quante delusioni in ventisette anni di attivit!

Recentemente abbiamo promosso una petizione in favore del recupero della Chiesa e del convento: in poco tempo stata sottoscritta da oltre 1.500 cittadini ed ha avuto ladesione anche di altre Associazioni messinesi (Lega Navale, Ekoclub) e dei delegati al Congresso Nazionale del Centro Turistico Giovanile. Anche la Lega Ambiente questanno ha inserito lAbbazia nelliniziativa Salvalarte.

Questa lettera vuole essere un appello a tutti Voi, Ill.me Autorit, ed in particolare a Lei, Ill.mo Signor Presidente della Repubblica, affinch si ponga fine ad un vergognoso stato di degrado come quello che ancora affligge la Chiesa ed il convento di Santa Maria di Mili!

Vi chiediamo di intervenire affinch si trovino i finanziamenti che consentano la realizzazione del progetto della Sovrintendenza di Messina, evitando la completa rovina di questo bene inestimabile, patrimonio non solo della citt di Messina, della Sicilia, della Nazione, ma del mondo intero.

Salviamo questo bene del mondo!

per i Soci, il presidente del Gruppo





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