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29/04/2004 - Lucera, Puglia
convento della SS.ma Annunziata (XVII secolo)

LUCERA CE!
Comitato di progettazione partecipata
Via IV Novembre, 26 71036 Lucera (Foggia)
tel/fax n. 0881.549866 - e-mail: ass_lucera@libero.it


Nota prot. n. 01 del 27 aprile 2004



OGGETTO: Segnalazione
Lucera, 27 aprile 2004

Egregio Sig. Redattore,
desideriamo segnalarLe una grave minaccia che incombe sul Duomo della Citt di Lucera. Lappello che Le rivolgiamo riguarda nello specifico il seicentesco convento della SS.ma Annunziata, meglio conosciuto come Istituto SantAnna, sito in piazza Duomo, a pochi metri dalla Basilica Cattedrale, alla quale pure era unito sino alla fine dell800 mediante un arco detto delle Orfanelle.
Il convento in questione, dopo quasi due decenni di abbandono, stato infatti venduto allasta ad una societ privata: la Societ Costruzioni Generali. Nel giorno stesso in cui ledificio stato alienato, ovvero il 14 gennaio 2004, la societ che lo ha acquisito ha acceso un mutuo di 4,5 milioni di euro finalizzato alla ristrutturazione dellimmobile ad abitazioni civili, commerciali, appartamenti e box.
Quanto successo, ovvero pensare di realizzare box sotterranei a pochi metri dalla Cat-tedrale, stato reso possibile da tutta una serie di passaggi di carte che nei fatti non possono che destare allarme, preoccupazione e sospetti. Nostra volont destare in Lei interesse, nella speranza di un intervento per bloccare un progetto che prevede lo svuotamento del seicentesco ex convento, unoperazione questa che riteniamo profondamente in contrasto con il valore di piazza Duomo e la storia delledificio. Sulla storia delledificio e sui passaggi burocratici che hanno portato alla alienazione dellimmobile alleghiamo una documentazione pi dettagliata (odg allegato votato da questo Comitato).
Tanti sono i fattori che rendono possibile la trasformazione di un Venerabile Conservatorio per orfane in una struttura residenziale privata, accanto ad un Monumento Nazionale posto in una delle piazze pi belle della Puglia. Fra questi purtroppo anche un atto della Soprintendenza ai Beni Architettonici della Puglia, la quale con una nota del 17 luglio 2003, prot. n. 9591, in assenza di vincoli derivanti da strumenti urbanistici comunali ha negato il valore storico ed artistico del convento a causa del degrado, reso pi grave dal sisma dellottobre 2002. La nota della Soprintendenza, che di fatto avvalora il progetto dellattuale propriet di svuotare ledificio preservandone la sola facciata (salvo crolli eventuali in corso dopera sintende) giunta dopo unispezione effettuata da un non specificato funzionario il 9 luglio del 2003. Questa ispezione non solo ha negato il valore storico ed artistico del bene, evideziando solo la necessit di rispettare la facciata per la presenza della Cattedrale, ma ha smentito lazione avviata dagli uffici provinciali della stessa Soprintendenza, che con una nota del 23 gennaio del 2003 posero la questione del vincolo e bloccarono la procedura di vendita avviata con il bando di gara del 29 agosto 2002 e laggiudicazione del successivo 2 ottobre da parte della Societ di Costruzioni Generali.
Ci chiediamo: come mai il funzionario non specificato di Bari con un sopralluogo di poche ore ha negato quanto evidenziato dagli uffici di Foggia? Una vicenda tanto pi strana, quella della negazione ovvero della scomparsa del vincolo, se si pensa che il convento di SantAnna era stato definito edificio soggetto alla massima tutela e ad interventi di restauro rigorosamente conservativi dal piano particolareggiato del centro storico del Comune di Lucera. Questo strumento urbanistico stato adottato nel 1991 dal Consiglio comunale e successivamente non approvato. Di fatto per il giudizio di quei tecnici in contrasto con quello espresso il 17 luglio 2003 dalla Soprintendenza. I dubbi sono legittimi, quindi, come pure il sospetto, che Lei pu facilmente immaginare, di quanto abbia potuto influire su questa vicenda lelevato valore che il convento ristrutturato potr avere. Il sospetto che interessi economici possano essere alla base di mutamenti del regime di vincolo del SantAnna non certamente dimostrabile, ma facilmente ipotizzabile, soprattutto se si considera che la societ che ha acquistato il convento si costituita alcune settimane dopo il bando di gara di vendita. La S.c.g. a r.l. si infatti costituita il 19 settembre del 2002, dopo che ledificio era stato posto in vendita allincanto il 29 agosto del 2002 e si successivamente aggiudicata lasta come unica partecipante per la cifra di 1.096.000 euro. La Scg si quindi costituita nel mezzo fra bando ed effettiva gara. Gi questo fattore non potrebbe passare inosservato ma vi di pi. Da ricerche svolte presso lUfficio Registro delle Imprese della locale Camera di Commercio risultato che tra i soci della Sgc vi sono un ex deputato, eletto nel 1996 nelle file dellUlivo nel locale collegio, Michele Ricci, ex segretario provinciale della Cisl e segretario provinciale dellUdeur di Foggia allepoca della vendita, nonch un ex dirigente in pensione del Demanio, il geom. Savino Rubino, anchegli con trascorsi politici come vice segretario dellUdeur.
A noi non interessa chi ha acquistato il SantAnna ma solo la sua tutela, sta di fatto per che certe presenze politiche rischiano di spiegare levolversi della vicenda come lassenza dellinteresse storico artistico, che ha consentito il perfezionamento dellatto di vendita e lottenimento di un mutuo, con il cui anticipo di 1.000.000 di euro la Scg ha pagato lacquisto dellimmobile fino ad allora di propriet dellI.P.A.B. Orfanotrofi Riuniti di Lucera, ente di assistenza e beneficenza sottoposto al controllo della Regione Puglia.
Per evitare lo svuotamento del SantAnna abbiamo organizzato una pubblica conferenza, sensibilizzato lopinione pubblica, raccolto 2.000 firme con una petizione, indotto il Consiglio comunale, con delibera n. 4 del 25 marzo 2004, a votare e presentare alla Soprintendenza regionale e al Ministero per i Beni culturali una richiesta di vincolo. Tutta questazione per ha prodotto ben pochi effetti concreti e allo stato attuale, senza un vincolo diretto da parte della Soprintendenza, la Scg pu presentare un progetto tecnico, ottenere dal Comune regolare concessione edilizia e compiere cos, ci consenta lironia, il pi classico dei delitti perfetti: una speculazione edilizia che potr consentire a chi lha ideata e portata avanti negli anni con lucida determinazione, margini di guadagno facilmente ipotizzabili.
possibile pensare che lassenza di vincoli e di strumenti urbanistici il piano partcolareggiato se fosse stato approvato avrebbe impedito tutto ci ma stato solo adottato possa consentire di realizzare speculazioni edilizie capaci di sventrare e cancellare un edificio con secoli di storia religiosa e civile (come pure avr modo di vedere nella documentazione fotografica allegata).
Alla luce della gravit della situazione in atto Le chiediamo, prima che sia troppo tardi, un intervento per cercare di bloccare lipotesi dello svuotamento e consentire di avviare un progetto che tuteli il SantAnna, lo restituisca alla sua antica bellezza e ponga fine ad una vicenda sinceramente vergognosa.
La ringraziamo per linteresse e le inviamo i pi distinti saluti.


F.to
Il Consiglio Direttivo



L'ex Orfanotrofio della SS.ma Annunziata, chiamato anche Istituto o Asilo S. Anna, sito tra Piazza Duomo e Via D'Angicurt, rappresenta un importantissimo punto di riferimento nella storia civile e sociale di Lucera. Edificato con molta probabilit nellanno 1300 su un insediamento classico ubicato in prossimit del Foro della Luceria romana, fu sede vescovile dellantica e nobile diocesi di Lucera nella prima met del XIV sec., quindi Sagro Hospitale o Ricovero delle Cammarelle. Danneggiato da eventi sismici e bellici, l'orfanotrofio veniva separato dalle mura della Cattedrale, ma rimaneva ad essa unito mediante un arco, detto delle Orfanelle, demolito a seguito dei lavori di restauro e snellimento del Duomo angioino (1890).
Agli inizi del 1600 il Conservatorio delle Orfane veniva ampliato e ricostruito nella sua attuale architettura seicentesca, con cortile interno (chiostro), giardino dotato di pozzo con bocca ricavata da pietra vulcanica, cappella interna, affreschi e iscrizioni. Nel tempo lIstituto ha continuato a svolgere la sua secolare attivit assistenziale ed educativa a favore delle orfane nubili e delle giovani figlie delle famiglie povere della citt. Con lUnit dItalia la sua titolarit pass dapprima alla Congregazione di Carit, a cui subentr lEnte comunale di Assistenza (E.C.A.) di Lucera, quindi lI.P.A.B. Orfanotrofi Riuniti. Dal 1898 al 1985 fu tenuto aperto dalle suore Figlie di S. Anna, che ne gestirono anche le scuole materne ed elementari comunali.
Sul piano urbanistico e sociale, l'edificio ha contribuito a conferire alla storica Piazza Duomo di Lucera un significato ed un ruolo importanti nella geometria dei volumi e nella configurazione stessa del centro dauno, tali che ogni alterazione verrebbe a stravolgere il consolidato e secolare aspetto della pi ampia e scenografia piazza cittadina.
Visto il mancato interesse allacquisto da parte dellAmministrazione comunale di Lucera, formalizzato con delibera consiliare del marzo 1999, e la insussistenza di vincolo per interesse storico-artistico (giusta Ordinanza del TAR Puglia - Sez. II del 17.07.2003 e comuni-cazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio di Bari, in pari data e prot. n. 9591), in data 14 gennaio 2004, l'Ente I.P.A.B. Orfanotrofi Riuniti di Lucera, proprietario dell'Istituto Sant'Anna, ha proceduto alla formale alienazione dell'immobile ad una societ di costruzioni: la S.C.G. a r.l. di San Severo (FG), costituitasi il 19.09.2002, unica partecipante e aggiudicataria dell'asta pubblica bandita il 29.08.2002 e svoltasi il 2.10.2002 per l'importo di 1.096.000. La volont della societ acquirente, tra i cui soci figurano anche importanti esponenti politici della provincia di Foggia, ben lungi da una ipotesi di risanamento conservativo delledificio, ma quella di ristrutturare l'antico immobile in appartamenti ad uso civile, box auto e locali commerciali.
La citata assenza di interesse storico e artistico in una collettivit organizzata che nel tempo non riuscita a dotarsi di un piano urbanistico per il centro storico lincredibile conseguenza di un sopralluogo effettuato il 9 luglio 2003 da un funzionario demandato a tale compito dalla Soprintendenza, il quale attestava la mancanza di interesse storico artistico dell'immobile in parola, prerogativa essenziale per l'avvio della procedura di vincolo ai sensi dell'art. 2 del D.to L.vo 490/99 a motivo degli ampi rimaneggiamenti riguardanti il piano inferiore e per il vistoso degrado dei piani superiori, del prospetto e della copertura. Ma la circostanza che l'edificio sia stato rimaneggiato e non attualmente in buono stato di conservazione, non ci sembra davvero motivazione sufficiente ad evitare l'apposizione del vincolo, data soprattutto l'immediata vicinanza dell'immobile alla Cattedrale. La valenza quantomeno storica delledificio non pu infatti essere messa in discussione e, nel caso specifico, addirittura negata, da una semplice visita di un funzionario regionale.

CIO PREMESSO questo Sodalizio ritiene limitativo il riconoscimento della sola tutela indiretta dell'immobile, qualora questa venga definitivamente sancita, quella cio limitata alla salvaguardia della sola facciata della struttura per non alterare allesterno leffetto estetico complessivo, sia per le motivazioni storico-culturali gi accennate, sia perch:
1. La Carta italiana del restauro del 1972 (all. D) ci ricorda che il carattere storico di un edificio va riferito all'interesse che lo stesso presenta quale testimonianza di civilt del passato e documento di cultura urbana, anche indipendentemente dall'intrinseco pregio artistico o formale o dal particolare aspetto ambientale, che ne possa arricchire o esaltare ulteriormente il valore, in quanto non solo l'architettura, ma anche la struttura urbanistica possiede, di per se stessa, significato e valore. Ci in quanto gli interventi di restauro nei centri storici hanno il fine di garantire il permanere nel tempo dei valori che caratterizzano questi complessi. Il restauro non va, pertanto, limitato ad operazioni intese a conservare solo i caratteri formali di singole architetture o di singoli ambienti, ma esteso alla sostanziale conservazione delle caratteristiche d'insieme dell'intero organismo urbanistico e di tutti gli elementi che concorrono a definire dette caratteristiche.
2. Un recente parere del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, circa gli interventi realizzabili su vecchi edifici in zone sismiche (come l'area di Lucera), suggerisce interventi esclusivamente finalizzati al recupero degli immobili esistenti, conservando le caratteristiche architettoniche, tipologiche e funzionali e definisce gli interventi di c.d. svuotamento dei fabbricati, nuove costruzioni a tutti gli effetti, da sconsigliare sia sotto il profilo concettuale, sia per il pericolo rappresentato dal permanere della vecchia muratura, difficilmente collegabile in modo efficace alla nuova.

DATA inoltre la particolare ubicazione del vasto edificio (4.000 mq circa), al centro tra Piazza Nocelli e la Basilica Cattedrale, non si pu escludere che, a qualche metro di profondit, siano presenti tracce di pavimento musivo romano, continuazione di quelle vicine, rinvenute in Piazza Nocelli (oggi nel museo civico Fiorelli di Lucera), sotto il Palazzo Pellegrino (Museo archeologico di Napoli: c.d. Mosaico della Medusa) e nel giardino retrostante lex convento dellAnnunziata (tra via Bucci e via DAuria); come pure non si pu escludere la presenza di una strada romana, prosecuzione di quella scoperta nei locali della sagrestia della vicina Cattedrale.

RITIENE indispensabile che l'interesse al mantenimento dell'edificio in condizioni di sicurezza e di manutenzione non vada a collidere con quello diretto e preservare l'identit dell'immobile nelle sue connotazioni storiche ed artistiche. Ci in qunto una ristrutturazione dell'edificio mediante demolizione e ricostruzione, o comunque, un sostanziale mutamento di destinazione d'uso dello stesso, verrebbe a porsi in contrasto con l'aspetto artistico e storico della Piazza del Duomo di Lucera, elemento essenziale di quel tessuto storico e culturale che connota in modo determinante lidentit della nostra Citt.

PRESO ATTO dellinteressamento alla questione da parte dellintera cittadinanza, la quale, sollecitata anche da una petizione promossa da questo Comitato, sta esprimendo in modo inequivocabile il proprio civico desiderio di non adibire ledificio ad un uso abitativo o commerciale e affinch il S.Anna venga restituito alla collettivit, diventando occasione di sviluppo sociale, economico e culturale.

PROPONE l'avvio di una procedura di tutela diretta dellimmobile ex art. 2 del D. lgs. 490/99, capace di rispettare la storica costruzione, i suoi spazi, la sua memoria collettiva, la lettura filologica dellopera stessa; di salvaguardare la destinazione d'uso collettiva dell'ex complesso conventuale e di scongiurare ogni superfetazione o ipotesi di scavi incontrollati, realizzazione di appartamenti per abitazioni e per uffici o garages per autovetture.

AUSPICA un intervento al fine di dichiarare limmobile in oggetto monumento locale avente interesse storico e culturale e la qualificazione dello stesso come patrimonio di quella collettivit cittadina che nel tempo ha contribuito dapprima alla sua costruzione, quindi al suo mantenimento e al raggiungimento delle sue nobili finalit educative e sociali.

TEME che, qualora lipotesi di ristrutturazione proposta dalla societ proprietaria dive-nisse una realt, diversi altri edifici e monumenti del centro storico cittadino, parimenti privi di vincoli di tutela o di rispetto, subiranno la stessa sorte. Tra questi lex convento francescano di S. Maria della Piet (sec. XVII) e lex convento dei Fatebenefratelli (gi delle Camerelle), la cui struttura originaria risale al sec. XIV.

SI OPPONE ad un uso dissennato e a una concezione mercantile della citt e del suo patrimonio.

Si benigni codesta Associazione nel far sentire la Sua autorevole voce a difesa della storia e della identit culturale della citt di Lucera e si compiaccia disporre quanto conveniente.

Distinti saluti.



Documento votato e firmato dallAssemblea del Comitato di progettazione partecipata Lucera c!nella seduta del 23.04.2004.


Aggiornamento 22/9/2004:
associazione LUC'ERA C'E'!

Lucera, 16 SET 2004

ALLA Sovrintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Puglia
Piazza Federico II di Svevia, 4 - Castello Svevo
71022 bari ba
e p.c. AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI LUCERA
A patrimonio sos
Mail to: redazione@patrimoniosos.it
A Italia Nostra - Sede Centrale
Via Nicol Porpora, 22
00198 Roma
A Italia Nostra - Sede Regionale Puglia
v.le Papa Pio XII, 7
70124 Bari

Facendo seguito ai pregressi rapporti avuti con la sede di Foggia tramite l'arch. De Biase, alla deliberazione del Consiglio Comunale di Lucera n. 11 del 23-03-2004 (sollecitata dall'Associazione Ingegneri e Architetti di Lucera - AIAL), infine alla nota di questa Associazione in data 8 giugno 2004 alla quale non stata data
risposta alcuna, si sollecita codesta Soprintendenza alla emissione di decreto per l'apposizione del vincolo di tutela diretta sull'immobile "ex Orfanotrofio
Sant'Anna" di Lucera, nonch quello di tutela dell'intera piazza del Duomo.

Si fa presente che la nota n. 9591 del 17-07-2003 di codesta Soprintendenza
preoccupa seriamente questa Associazione. La nostra Associazione non contraria all'impiego intelligente di strutture di prestigio a fini sociali anche se realizzati dal privato, e quindi fonte di interessi economici, ma non tollera che sia sfigurato il volto della citt, il suo tessuto urbanistico, la sua vivibilit come citt d'arte e di cultura, la sua storia millenaria che patrimonio da trasmettere ai nostri figli - anche attraverso le evidenze architettoniche - nel modo pi degno possibile, sicuramente meglio di come lo abbiamo ereditato noi dopo tanti anni di abbandono, di mancanza di cura, frutto di povert sia materiale che di idee.

Riteniamo che la Soprintendenza non abbia ben valutato le conseguenze del parere emesso il 17 luglio 2003 che, togliendo il vincolo ad un convento del '600 sito nella piazza del Duomo, solo perch "rimaneggiato e danneggiato nella parte superiore", ha condannato l'intero patrimonio di Lucera alla stessa sorte. Non stato tenuto in alcun conto il valore storico dell'ex convento e i tesori archeologici che sono nascosti nel sottosuolo e con questa decisione stato dato
il via libera all'uso speculativo di altri beni che costituiscono l'identit della citt di Lucera.

Siamo certi che contingenze dovute anche ai recenti cambiamenti strutturali
dell'amministrazione dei beni culturali siano stati la causa del ritardo nel
riconsiderare l'opportunit di vincolare l'immobile, ma ora non pi tempo di
attese perch gi pronto il progetto di ristrutturazione (leggi stravolgimento) e crescono, altres, appetiti su altri immobili di pregio generati dalla vicenda del Sant'Anna stesso.

"Luc'era c'!", che si fa latrice della volont delle 2000 e pi persone che hanno firmato per bloccare lo sventramento dell'ex convento perch, invece, sia utilizzato, dopo conveniente restauro, per scopi collettivi (facolt di beni culturali, laboratori d'arte e spazi espositivi, mostre, convegni.), ribadisce che solo il vincolo pu salvare il convento e scongiurare lo scempio del nostro patrimonio. Il patrimonio storico pu far crescere una citt; sciagurati interventi
speculativi segnano negativamente il suo destino trasformandola pian piano in un
dormitorio.

Nell'attesa, a breve, di buone nuove, certi che non trascuriate questo accorato
appello e che ci rassicuriate sulla funzione di vigile garante della tutela, propria della Soprintendenza, porgiamo distinti saluti.
Associazione "Luc'era c'!

Italia Nostra - sez. di Foggia

P.S. - A Bolzano (Italia), il 20 giugno 2004, il giudice Carla Scheidle ha
condannato a dodici mesi di carcere e a dodici mesi di interdizione dai pubblici
uffici il sindaco di Welsberg per aver autorizzato, unitamente alla sua giunta, la distruzione di un vecchio edificio un tempo adibito a Pretura. (cfr. quotidiano La Repubblica, 13-09-2004, pag. 35).



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