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Che cosa succede nel demanio civico di Muravera?
2011-02-04
Gruppo dIntervento Giuridico e Amici della Terra
Mail alla Redazione del 3-2-2011

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo dIntervento Giuridico, raccogliendo varie segnalazioni da parte di cittadini muraveresi, hanno inoltrato (31 gennaio 2011) una nuova richiesta di verifica relativa a costruzioni e recinzioni che sarebbero state realizzate in terreni appartenenti al demanio civico di Muravera (CA), in localit Su Braccu. Larea interessata di oltre 283 ettari. Sono state coinvolte le amministrazioni pubbliche competenti (fra le quali il Comune di Muravera, lAssessorato regionale dellagricoltura, lAgenzia A.R.G.E.A. Sardegna), il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, il Commissario per gli usi civici per la Sardegna e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per gli eventuali aspetti di competenza. Una precedente analoga richiesta (17 gennaio 2010) non aveva portato a interventi risolutivi ma ora sono stati segnalati ulteriori elementi conoscitivi.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo dIntervento Giuridico da anni troppi anni, purtroppo contrastano in tutte le sedi possibili, in primo luogo quelle legali, i vari tentativi che si sono succeduti nel tempo di legalizzare vendite, svendite, speculazioni edilizie su terreni appartenenti ai demani civici.

Appare, inoltre, opportuno ricordare che cosa avvenuto in questi ultimi decenni proprio sul quel demanio civico.

A Costa Rey Monte Nay Piscina Rey il Comune di Muravera, fra gli anni 60 e 70 del secolo scorso, ha svenduto illegittimamente centinaia di ettari ad uso civico su quelle coste per far giungere lagognato turismo a base di villette e mattoni. Numerosi imprenditori belgi, in buona parte provenienti dallappena indipendente Zaire, lex Congo belga, fecero quello che sapevano. Lucrare. Costruirono sulla costa ed in collina, per vendere. Spesso senza le necessarie opere di urbanizzazione, tanto a questo avrebbero pensato le amministrazioni pubbliche. E nel tempo, ottenevano le varie autorizzazioni per costruire in ogni dove.

Per chi fosse stato distratto, negli anni scorsi, quasi esclusivamente le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo dIntervento Giuridico cercarono di opporsi nelle necessarie sedi legali a questa marea montante di cemento: davanti al Commissario per gli usi civici fermarono (1996) il tentativo di "legittimazione" delle occupazioni abusive del demanio civico sostenuto dal Comune di Muravera, consentirono alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, grazie al prezioso lavoro del pubblico ministero dott. Paolo De Angelis, di aprire indagini sulle svendite illegittime di terreni ad uso civico a fini speculativi (procedimento n. 1241/1995 R.G.).

Arriv la legge regionale n. 18 del 1996 per aprire la porta alle "sclassificazioni" dei terreni edificati abusivamente sui demani civici e a salvare notai curiosamente distratti ed imprenditori, nonch incolpevoli acquirenti. Con decreto Assessore Agricoltura e Riforma agro-pastorale n. 64/SI/97 del 4 aprile 1997 stata disposta ex art. 1 della legge regionale n. 18/1996 la "sclassificazione" dal demanio civico di ettari 511.44.37 in loc. Piscina Rey Monte Nay, mentre stata respinta la relativa richiesta comunale (deliberazioni C. C. Muravera n. 65 del 4 luglio 1996 e n. 100 del 15 ottobre 1996) per ulteriori ettari 98.38.40 sempre nella medesima loc. Piscina Rey (foglio 35, mappali 3, 7, 17 e 18). Con sentenza Commissario Usi civici n. 118 del 12 gennaio 1998 stata confermata la detta operazione di "sclassificazione" dal demanio civico. Oggi vari interventi edilizi sono stati realizzati.

Ma arrivarono anche le ruspe per demolire complessi abusivi proprio a Piscina Rey in seguito a sentenze penali passate in giudicato (2001). Con sentenza Cassazione penale, Sez. III, 25.9.1997, stata parzialmente riformata (disponendo nuovo giudizio per il sindaco di Muravera, poi assolto con sentenza Corte dAppello di Cagliari Sez. Sassari) la sentenza Corte dAppello di Cagliari n. 699 del 5.11.1996, a sua volta di parziale riforma della sentenza del Pretore di Cagliari Sez. Snnai n. 91 del 25.5.1995: stata stabilita la demolizione ed il ripristino ambientale degli abusi realizzati dalla SAITUR s.r.l. (un intero complesso immobiliare di villette a schiera per migliaia di mc. di volumetrie) in area ad uso civico. La lottizzazione stata posta sotto sequestro (sent. Cass. pen., Sez. III, 7.4.1994). Con ordinanza Corte dAppello Cagliari del 7.9.1998 e sentenza Cassazione penale, Sez. III, 9.4.1999, n. 769 stata respinta la richiesta di revisione degli ordini di demolizione e ripristino ambientale: ordini confermati in sede esecutiva con ordinanza Corte dAppello di Cagliari n. 104 del 19.10.1999. Un nuovo incidente di esecuzione ha visto la Corte dAppello confermare le statuizioni precedenti (ordinanza 28.2.2001). Dopo ben dieci pronunce giurisdizionali (forse un record !), il condannato ha provveduto in proprio alla demolizione (novembre 2001) ed al ripristino ambientale. E giunsero in questi ultimi anni anche i dovuti atti di recupero di centinaia di ettari al demanio civico di Muravera.

I terreni ad uso civico, inclusi o meno in provvedimenti di dichiarazione, assommano a circa 370.000 ettari in Sardegna, circa il 15 % del territorio regionale. Essi, fin dalla legge n. 431/1985, la c. d. legge Galasso, hanno anche acquisito una valenza di tutela ambientale (riconosciuta pi volte dalla Corte costituzionale: vds. ad es. sent. n. 345/1997 e n. 46/1995) che si aggiunta ai tradizionali criteri di inquadramento giuridico. Gli usi civici sono in generale diritti spettanti ad una collettivit, che pu essere o meno organizzata in una persona giuridica pubblica (es. universit agraria, regole, comunit, ecc.) a s stante, ma comunque concorrente a formare lelemento costitutivo di un Comune o di altra persona giuridica pubblica: lesercizio dei diritti spetta uti cives ai singoli membri che compongono detta collettivit. Gli elementi comuni a tutti i diritti di uso civico sono stati individuati in:

- esercizio di un determinato diritto di godimento su di un bene fondiario;

- titolarit del diritto di godimento per una collettivit stanziata su un determinato territorio;

- fruizione dello specifico diritto per soddisfare bisogni essenziali e primari dei singoli componenti della collettivit.

Luso consente, quindi, il soddisfacimento di bisogni essenziali ed elementari in rapporto alle specifiche utilit che la terra gravata dalluso civico pu dare: vi sono, cos, i diritti di uso civico di legnatico, di erbatico, di fungatico, di macchiatico, di pesca, di bacchiatico, ecc. Quindi luso civico consiste nel godimento a favore della collettivit locale e non di un singolo individuo o di singoli che la compongono, i quali, tuttavia, hanno diritti duso in quanto appartenenti alla medesima collettivit che ne titolare.

Molte normative regionali, cos come anche la legge regionale sarda n. 12/1994 e successive modifiche ed integrazioni, vi hanno aggiunto alcune nuove fruizioni (es. turistiche), ma sempre salvaguardando il fondamentale interesse della collettivit locale.

In particolare sono rimasti invariate le caratteristiche fondamentali dei diritti di uso civico. Essi sono inalienabili (art. 12 della legge n. 1766/1927), inusucapibili ed imprescrittibili (artt. 2 e 9 della legge n. 1766/1927): intesi come i diritti delle collettivit sarde ad utilizzare beni immobili comunali e privati, rispettando i valori ambientali e le risorse naturali, appartengono ai cittadini residenti nel Comune nella cui circoscrizione sono ubicati gli immobili soggetti alluso (art. 2 legge regionale n. 12/1994). Ogni atto di disposizione che comporti ablazione o che comunque incida su diritti di uso civico pu essere adottato dalla pubblica amministrazione competente soltanto verso corrispettivo di un indennizzo da corrispondere alla collettivit titolare del diritto medesimo e destinato ad opere permanenti di interesse pubblico generale (art. 3 della legge regionale n. 12/1994).

I demani civici sono una vera e propria cassaforte di natura per la Sardegna e meritano tutela e corretta valorizzazione.

p. Amici della Terra e Gruppo dIntervento Giuridico

Stefano Deliperi

ulteriori informazioni su http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it





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