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IL CENTRO STORICO DI ROMA PRIVO DI TUTELA PAESAGGISTICA INSIEME AGLI ALTRI SITI UNESCO DEL LAZIO: VILLA ADRIANA, VILLA D’ESTE A TIVOLI E LE NECROPOLI ETRUSCHE DI TARQUINIA E CERVETERI
2013-12-21
ITALIA NOSTRA ROMA
Mail alla Redazione del 12-12-13

Conferenza Stampa

Roma, 12.12.13



ITALIA NOSTRA ha appreso solo ultimamente che il Piano Territoriale Paesistico Regionale ( PTPR) adottato dalla Giunta Marrazzo nel novembre 2007 nell’ultimo comma dell’Art. 43 delle Norme del Piano

( All. 1 ) dichiara:

“Le disposizioni del presente articolo non si applicano …. alle parti ricadenti negli insediamenti storici iscritti nella lista del Patrimonio dell’Unesco (Roma-centro storico, Tivoli- Villa d’Este e Villa Adriana, Necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri) per i quali prescritta la redazione del Piano generale di gestione per la tutela e la valorizzazione previsto dalla “Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale”

L’Art.43 riguarda le tutele paesaggistiche degli insediamenti urbani storici e territori contermini e obbligano naturalmente a richiedere per gli interventi edilizi l’autorizzazione paesaggistica.

Queste tutele valgono per tutti i centri storici dei comuni del Lazio non valgono per il Centro storico di Roma e per tutti gli altri siti Unesco.

Si arrivati al paradosso che nel Lazio un sito Unesco privo di ogni tutela paesaggistica

(valgono ancora per fortuna le tutele archeologiche) e di ogni controllo da parte delle Soprintendenze.



Questa incredibile e sconvolgente situazione sta determinando gravi danni specialmente al Centro storico di Roma in quanto sono state rilasciate concessioni in sanatoria di abusi edilizi in totale contrasto con la sua salvaguardia : sopraelevazioni, ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni ecc. –

Proprio attraverso una di queste sanatorie che riguardava una sopraelevazione a via Gregoriana, la nostra associazione venuta a conoscenza di quanto stava accadendo nel centro storico pi famoso del mondo.

Infatti per quella sopraelevazione, segnalata da un nostro socio, Italia Nostra aveva ottenuto dopo un lungo e faticoso iter la demolizione. Oggi, dopo una lettera del Dipartimento Territorio della Regione Lazio del 19 giugno del 2009 al Comune di Roma, quella demolizione stata annullata e la sopraelevazione diventata legittima con la sanatoria.

La lettera della Regione Lazo risponde a una richiesta di chiarimenti in merito alle autorizzazioni paesaggistiche che riguardavano il centro storico di Roma.

Nella lettera si precisa che le autorizzazioni paesaggistiche si devono richiedere solo per le parti del centro storico dichiarate di notevole interesse pubblico ai sensi del Codice dei Beni Culturali.

Tali parti nel centro storico sono ben poche ed infatti riguardano solo l’Aventino e alcuni punti singoli, ma ad esempio Trinit dei Monti non rientra nel notevole interesse pubblico.

La lettera nella parte finale dichiara” in base al comma 15 dell’art.43 delle norme del PTPR, le disposizioni dello stesso articolo non si applicano alle parti di territorio ricadenti negli insediamenti storici iscritti nella lista del Patrimonio dell’Unesco, quale appunto il centro storico di Roma, per i quali prevista la redazione del Piano generale di gestione per la tutela e la valorizzazione di cui alla Convenzione

sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale. Pertanto , per tale ambito,…. non necessaria la richiesta dell’autorizzazione paesaggistica.”(All.2)



Secondo la Regione Lazio solo i Piani di gestione dell’Unesco potranno, quando redatti, tutelare il centro storico e gli altri siti dal punto di vista paesaggistico.

In attesa possono essere sanati abusi o permessi nuovi interventi edilizi in totale contrasto con i valori di quegli ambiti culturali o naturali che l’Unesco impone agli Stati di tutelare. E’ veramente incredibile che la Regione Lazio abbia preso questa decisione senza che il Ministero dei Beni Culturali , attraverso le sue Soprintendenze territoriali e la sua Direzione regionale sia intervenuto ad impedirglielo.



L’assurdit e la gravit di questa vicenda risiede, inoltre, nel fatto che il Piano di gestione dovuto all’Unesco per ogni suo sito non prevede affatto prescrizioni di tutela in quanto li mantiene ai poteri del singolo Stati che ha il dovere di emanarli per la salvaguardia del bene. Ha solo la definizione delle priorit d’intervento, le loro modalit attuative e le azioni per reperire risorse pubbliche e private come da Art.3 comma 2 della Legge 20.02.2006, n.77 (All. 3)

L’Unesco ha la possibilit di esercitare un potere di controllo che pu arrivare fino alla decisione di cancellare dalla sua lista il sito che ha visto distruggere i suoi valori culturali o naturali.

Tra l’altro si rileva che il Piano di gestione del Centro storico di Roma ad oltre 20 anni dal suo inserimento nei siti Unesco non stato redatto dal Comune di Roma che solo ultimamente si deciso a istituire un apposito ufficio.



ITALIA NOSTRA, vista la grave situazione in atto chiede :



- al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e alla sua Giunta di abrogare subito la norma del PTPR che esclude i siti dell’Unesco del Lazio, tra cui il Centro storico di Roma, dall’applicabilit delle norme di tutela paesaggistica;

- al Ministro dei Beni Culturali, Massimo Bray di intervenire assumendo una ferma posizione su quanto sta accadendo a Roma e nel Lazio sui siti UNESCO riportando la necessaria tutela.





Info : 333.3613682 – 338.1137155







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