LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

TOSCANA - Il Piano per il paesaggio adottato dal Consiglio regionale
2014-07-09
Assessore all'Urbanistica, pianificazione del territorio e paesaggio



Il 2 luglio scorso il Consiglio Regionale ha votato il Piano paesaggistico regionale, che ora pertanto adottato, con le relative norme di ''salvaguardia'' gi in vigore. La proposta di Piano, approvata dalla Giunta nel gennaio scorso dopo un'intensa attivit di concertazione con i soggetti istituzionali, decine di presentazioni pubbliche in tutta la Toscana, e la validazione del lavoro svolto da parte del Ministero dei beni culturali, stata oggetto di numerosi approfondimenti in sede di commissioni consiliari, oltre che di un acceso dibattito per quanto concerne le regole per l'attivit estrattiva nelle Apuane. Su quest'ultimo argomento, la giunta ha approvato a maggio una nuova proposta, esito di pi dettagliate analisi del contesto nonch di una approfondita discussione con i Comuni interessati, che con alcuni emendamenti stata approvata dal Consiglio.

Nei prossimi due mesi i diversi contenuti del Piano potranno essere oggetto di osservazione, prima di tornare in Consiglio per l'approvazione definitiva.

Il Piano paesaggistico uno strumento molto importante per la Toscana, il cui paesaggio universalmente riconosciuto e costituisce uno dei fattori d'attrazione non solo della regione ma anche dei beni e servizi in essa prodotti, oltre che un fondamentale elemento di benessere per tutti i suoi abitanti. Un piano il cui difficile compito assicurare che il paesaggio toscano, nelle sue continue trasformazioni, mantenga la qualit che a esso attribuita e da esso attesa.

Un compito non facile, assegnato alle Regioni, in co-pianificazione con il Ministero dei beni culturali, dal Codice dei beni culturali e del Paesaggio (D.lgs 42/2004), in seguito parzialmente rivisto con le modifiche intervenute nel 2008. Codice che ha riproposto in Italia il tema dei Piani paesaggistici regionali, a suo tempo introdotto dalla legge 1497/39 e poi rinnovato dalla legge 431/1985, cosiddetta "Galasso".

Negli stessi anni la Convenzione europea del paesaggio, sottoscritta a Firenze nel 2000 e ratificata dall'Italia nel 2006, ha contribuito a modificare in modo rilevante il concetto stesso del paesaggio oggetto delle politiche pubbliche. La Convenzione mette, infatti, al centro non gi il "bellosguardo dalla villa" o la visione prospettica delle eccellenze paesaggistiche, peraltro gi tutelati dai "vincoli" monumentali e paesaggistici, ma i mondi ordinari di vita delle popolazioni, dunque la qualit dei luoghi dell'abitare, cosi come percepiti e vissuti dagli abitanti stessi.

Analogamente il Codice richiede ai Piani paesaggistici di occuparsi di tutto il territorio regionale, ridefinendone dunque l'oggetto: non pi solo i paesaggi eccellenti e la loro conservazione, ma anche i paesaggi delle periferie e delle campagne urbanizzate, delle lottizzazioni incrementali e delle aree dismesse, delle zone industriali degradate, dei bacini fluviali a rischio, delle aree interne in abbandono e cosi via. Si tratta quindi di passare dalle regole di conservazione alle regole per la qualit delle trasformazioni di tutto il territorio.

Rispetto all'azione tradizionale di tutela del paesaggio mediante l'apposizione di specifici vincoli, riferiti alle "bellezze individue" o "bellezze d'insieme", ma sempre relativi a specifiche porzioni di territorio, per quanto a volte anche di notevole estensione, il Piano paesaggistico dunque chiamato a sviluppare nuove e diverse forme d'azione collettiva. In grande sintesi la questione che si pone quella di superare la sola tutela, concepita come parere dei funzionari che rappresentano lo Stato in merito ai singoli progetti di trasformazione, per codificare invece regole, pubblicamente deliberate e condivise, capaci di anticipare e dunque indirizzare la concezione dei singoli progetti, per garantire il buon governo del paesaggio e delle sue trasformazioni.

I vincoli statali vigenti, sia quelli apposti attraverso specifici decreti nel corso del tempo che quelli previsti dalla legge per determinate categorie di beni (territori costieri, fiumi torrenti e corsi d'acqua, i territori coperti da foreste e boschi, le montagne oltre una determinata altezza ecc.), sono stati contestualizzati e specificati in coerenza con le conoscenze, le interpretazioni e le discipline strutturate dal piano per l'intero territorio regionale.

Il piano interpreta il paesaggio' attraverso tre approcci concorrenti: () l'approccio estetico-percettivo (il concetto di "percezione" rinnovato dalla Convenzione europea sul paesaggio, dal "bellosguardo" alla percezione degli abitanti dei loro mondi di vita), (ii) l'approccio ecologico (che individua e tratta le valenze ambientali del paesaggio e della sua organizzazione ecosistemica), (iii) l'approccio strutturale (che individua le identit dei luoghi formatesi nel tempo attraverso lo sviluppo delle relazioni fra insediamento umano e ambiente, e interpreta in forme processuali le relazioni fra paesaggio ecologico' e paesaggio culturale').

L'approccio strutturale al paesaggio, applicato allo specifico toscano, ha consentito di assumere quale riferimento centrale le "invarianti strutturali", dispositivo gi presente nel Piano di Indirizzo Territoriale (PIT), concepite non come modelli da vincolare e museificare ma regole per guidare ordinariamente la trasformazione del territorio.

La Regione Toscana ha infatti scelto a suo tempo, analogamente ad altre regioni italiane, di sviluppare il proprio piano paesaggistico non come piano separato, bens come integrazione al gi vigente piano di indirizzo territoriale (PIT). La redazione del nuovo piano, avviata nel 2011, ha confermato il piano paesaggistico quale integrazione al piano territoriale vigente in considerazione dell'importanza di mantenere uniti, e di integrare nel modo migliore possibile, i dispositivi di pianificazione del territorio e di pianificazione del paesaggio. In tal senso il PIT si configura come uno strumento di pianificazione regionale che contiene sia la dimensione territoriale, sia quella paesistica; un piano in cui la componente paesaggistica mantiene comunque una propria identit chiaramente evidenziata e riconoscibile.

Riguardo a un PIT gi articolato in una parte statutaria e una parte strategica, i contenuti del Piano paesaggistico confluiscono principalmente nello Statuto (con la sola eccezione dei "progetti di paesaggio", che per la loro natura trovano collocazione nella Strategia), ridefinito anche con una nuova articolazione delle invarianti strutturali, elemento chiave del raccordo tra contenuti paesaggistici e contenuti territoriali del piano nel suo insieme. Le quattro invarianti, "i caratteri idrogeomorfologici", "i caratteri ecosistemici", "il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi" e "i caratteri morfotipologici dei paesaggi rurali", ciascuna approfondita con apposite descrizioni, nonch con l'individuazione dei valori, delle criticit e dei relativi obiettivi di qualit, configurano nel loro insieme un piano caratterizzato da un approccio multisettoriale integrato. Non a caso il piano si avvalso della collaborazione del CIST (Centro Universitario di Scienze del Territorio), che integra una pluralit di docenti e Dipartimenti dei cinque principali Atenei toscani afferenti a molteplici discipline e portatori di un'impostazione scientifica multidisciplinare.

L'interpretazione attraverso le invarianti strutturali evidenza come la qualit del territorio e la qualit del paesaggio siano due aspetti strettamente interrelati, che se considerati come centrali portano a ridefinire la relazione tra paesaggio e sviluppo, e dunque fra politiche di paesaggio e politiche di sviluppo, superando l'idea di una convivenza faticosa e ingrata per entrambe, se non addirittura di reciproca indifferenza e ignoranza.

Il piano, da questo punto di vista, uno strumento per condividere innanzitutto le conoscenze e le interpretazioni del paesaggio necessarie ad assicurarne un'adeguata presa in conto nelle azioni di governo, divenendo patrimonio comune dei diversi attori e conseguentemente delle diverse politiche pubbliche che producono effetti territoriali.

Allo stesso tempo, grazie al lavoro di "vestizione" dei diversi beni paesaggistici svolto in collaborazione con tutte le Soprintendenze interessate, il Piano codifica le regole da rispettarsi per i beni assoggettati a procedimenti di autorizzazione paesaggistica che chiamano in causa le competenze statali (come ha messo in evidenza il conflitto sulle Apuane), definendo un quadro di maggior certezza per tutti i soggetti coinvolti.

Nell'attuale fase di crisi economica, e dunque di ripensamento anche delle diverse politiche pubbliche rispetto alla loro presunta efficacia, un elemento decisivo senza dubbio il riferimento a politiche pi attente alle specificit e alle qualit dei diversi territori, e capaci di integrare i diversi punti di vista settoriali. E' proprio con questo spirito che il Piano nel suo insieme finalizzato a sostenere, con l'insieme delle conoscenze offerte e con l'individuazione di specifici obiettivi di qualit per ciascuno dei venti ambiti di paesaggio che rappresentano le peculiarit della ricca articolazione territoriale toscana, una nuova e maggiore qualit delle trasformazioni che interessano il paesaggio regionale nel suo complesso.


Anna Marson

Assessore all'Urbanistica, pianificazione del territorio e paesaggio

Ultima modifica: 09/07/2014 10:50:47 - Id: 11810161



news

18-10-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 18 ottobre 2019

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

29-08-2019
Da Finestre sull'arte vi segnaliamo...

25-08-2019
Sul Financial Times si parla dei provvedimenti Bonisoli

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

29-12-2018
A proposito dell'appello agli archeologi: "Firme e coerenza" di Pier Giovanni Guzzo

18-12-2018
APPELLO AGLI ARCHEOLOGI

Archivio news