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Mutamenti del quadro istituzionale e riorganizzazione del Ministero dei beni, delle attivit culturali e del turismo
2014-11-18
ICOM ITALIA
ICOM ITALIA



Mentre si profila allorizzonte una nuova revisione del Titolo quinto della Costituzione, due trasformazioni, del tutto indipendenti tra loro, convergono nel modificare il quadro di riferimento per i musei pubblici.
La prima trasformazione concerne le Province, la cui ventilata soppressione ha portato, alla fine, a loro mantenimento, ma come enti di secondo livello, e la parallela nascita delle citt metropolitane.
La seconda coincide con la riorganizzazione del MiBACT che, tra laltro, ridefinisce lo status e lorganizzazione dei musei statali, a livello centrale e periferico, con la creazione della Direzione centrale musei, lautonomia concessa a una ventina di musei e la nascita dei Poli museali.

Tutto questo influisce, direttamente o indirettamente, sullinsieme dei musei pubblici e impone innanzitutto di capire le conseguenze che ne deriveranno per la totalit dei musei italiani da pi punti di vista.
Due elementi caratterizzano storicamente lambito dei musei pubblici italiani dallUnit in poi: la mancanza di autonomia scientifica e gestionale e la netta separazione fra i musei statali da un lato e, dallaltro, i musei degli enti locali (comunali e provinciali) cui si sono aggiunti, dagli anni Settanta in poi i musei regionali.
Ripercorrendo, in estrema sintesi, levoluzione della situazione dalla Costituzione in poi, si pu affermare che poche variazioni hanno interessato lo status dei musei statali, rimasti con leccezione del Museo Egizio di Torino musei uffici delle Soprintendenze, anche dopo la nascita dei Poli museali, e la riserva statale in materia di valorizzazione degli istituti e dei beni appartenenti allo Stato.
Nel caso dei musei degli enti locali invece, si passati da uno stato di duopolio asimmetrico (1945-1970), a una loro doppia dipendenza, dallo Stato in materia di tutela e dalle Regioni per quanto concerne la valorizzazione, nel quadro di una situazione divenuta dagli anni Settanta in poi tripolare. I musei degli enti locali inoltre, dagli anni Novanta in poi, sono venuti a trovarsi in un regime di gestione pi differenziato con la loro trasformazione in istituzioni e/o il loro affidamento a fondazioni, pur permanendo per la maggior parte di essi la condizione di musei uffici degli enti di appartenenza.
La trasformazione delle Province in enti di secondo livello, la nascita delle citt metropolitane, la creazione di aree vaste, oltre a ridare peso al ruolo dei Comuni, impone, nelle Regioni che avevano attribuito deleghe alle Province in campo culturale, di ridefinire il rapporto con esse e a tutte le Regioni di ripensare lintero sistema di organizzazione dei servizi culturali su scala sub-regionale e le funzioni da attribuire agli enti locali, alla luce delle nuove aggregazioni dei Comuni che si va profilando.
Si apre cos uno spazio importante per la ridefinizione dei sistemi museali (e bibliotecari) sulla base della legislazione regionale che emerger (se emerger) per adeguarsi ai nuovi assetti istituzionali.
Parallelamente la nascita dei Poli museali prevista dalla riorganizzazione del MiBACT non prevede solo la riorganizzazione dei musei statali, ma lapertura a una prospettiva che include potenzialmente non solo i musei degli enti locali, ma linsieme dei musei su scala regionale e sub-regionale a seconda degli indirizzi che verranno assunti in materia.
In questo senso i due mutamenti in atto convergono, aprendo una prospettiva da tempo auspicata di parificazione dello status di tutti musei pubblici e di creazione di sistemi museali, su scala regionale o sub-regionale, ma nel quadro di un unico Sistema museale nazionale, reso pi omogeneo dal riferimento a modelli di gestione e standard di funzionamento e organizzazione comuni.
certamente vero che gli esiti di questa prospettiva sono molto incerti e che essi dipendendo non solo dalla volont politica degli enti interessati (lo Stato, le Regioni, gli Enti locali) e dalla loro capacit di stabilire accordi su scala regionale, ma anche dalla propensione dei professionisti museali a superare steccati e a creare dal basso le condizioni affinch a partire dai sistemi locali si configuri un reale sistema nazionale.

A differenza di quanto avvenne negli anni Settanta, quando ciascuna Regione adott una propria autonoma normativa con il risultato di produrre un corpus legislativo molto differenziato e disomogeneo, oggi il MiBACT attraverso il suo peso e la sua azione pu introdurre un modello di riferimento unitario allinsieme del territorio nazionale da concordare con Regioni ed Enti locali a livello centrale, pur nel rispetto della loro autonomia.
Sono queste le principali ragioni che ci hanno portato a dare un giudizio positivo del DPCM di riorganizzazione del MiBACT in materia di musei, pur sapendo che anche solo in questo ambito le questioni in gioco sono molto pi numerose e che restano da sciogliere nodi non secondari, da capire, analizzare e, se necessario, da modificare in sede di attuazione del DPCM stesso.
Siamo anche coscienti che la pur positiva nascita dei Poli museali non pu (e soprattutto non deve) essere di ostacolo alla nascita di sistemi integrati (museali, archivistici e bibliotecari), e che lauspicata scelta di adottare un modello unitario deve lasciar spazio a soluzioni adeguate alle singole realt territoriali.
Ma crediamo anche come sempre che molto dipender dal ruolo che ICOM Italia, la Conferenza permanente delle Associazioni museali e MAB avranno nei confronti del Ministero, delle Regioni e dei Comuni, a livello nazionale e locale, attraverso protocolli di collaborazione che mettano a loro disposizione le competenze e le capacit dei professionisti museali e del patrimonio culturale.

Il Seminario di Bologna del 22 e 23 novembre promosso da ICOM Italia presso il MAMBo costituisce la prima tappa di un percorso che sar lungo e che inizia con una lettura e analisi dei mutamenti istituzionali e della riorganizzazione del Ministero sulla cui base sviluppare un dibattito nazionale, regionale e locale.
Il Seminario, pensato come momento di riflessione del suo gruppo dirigente, aperto ai soci ICOM, ai membri dei Consigli direttivi delle Associazioni museali della Conferenza Permanente (AMACI, AMEI, ANMLI, ANMS, SIMBDEA) e di MAB (AIB, ANAI).
La prima sessione dedicata a Mutamenti istituzionali: un nuovo scenario per i musei e gli istituti della cultura sar introdotta da Claudio Leombroni, Responsabile sistemi informativi presso la Provincia di Ravenna e autore del saggio Note sul riordino delle funzioni amministrative locali in applicazione della Legge 7 aprile 2014, n. 56 con riguardo a biblioteche, archivi e musei (allegato). Concluder il dibattito Claudio Rosati Presidente del Comitato dei probiviri di ICOM Italia.
La seconda sessione dedicata alla riorganizzazione del Ministero dei beni, delle attivit culturali e del turismo e i musei sar introdotta da Lorenzo Casini Professore di Diritto Amministrativo presso lUniversit di Roma Sapienza e Consigliere giuridico del Ministro. Concluder il dibattito Daniele Jalla Presidente di ICOM Italia.

Per informazioni e iscrizione: www.segreteria@icom-italia.org | Tel./Fax 02.4695693



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