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Una nuova soprintendenza in Abruzzo
2014-12-02
ARCHEOCLUB DITALIA
Mail alla Redazione del 2-12-2014

Lidea del MIBACT di istituire una nuova soprintendenza unica e di durata temporanea di 5 anni con competenza solo sulla citt dellAquila e sui comuni del cratere sismico, in aggiunta alle attuali soprintendenze distinte e separate, ci sembra unautentica follia.
Archeoclub dItalia ha sempre sostenuto la necessit di unificare le varie soprintendenze ( ai Beni Archeologici, ai Beni Monumentali, ai Beni Artistici) in ununica struttura in quanto la tutela del patrimonio storico-artistico richiede molto spesso la collaborazione di competenze diverse in quipe e decisioni importanti non possono essere affidate ad un'unica persona .La separatezza vigente ha causato in tuttItalia danni ingenti ed irreparabili ove i vari uffici quasi mai hanno dialogato ed operato di comune accordo. E noto a tutti gli operatori del settore che, per esempio, le Soprintendenze ai Monumenti hanno approvato progetti che ignoravano completamente la presenza degli archeologi, causando la distruzione di tutto lo strato archeologico del monumento e la perdita conseguente di preziosissime informazioni.
La costituzione delle Direzioni Regionali stata unoccasione perduta poich sono state strutture a se stanti che non hanno unificato nulla, che non hanno semplificato le procedure e che stanno ora per essere abolite o mutate in non meglio identificate segreterie.
Ma il caso in questione ben diverso: infatti, come ben esprime un documento dei funzionari della Soprintendenza per i Beni Archeologici, in un momento storico che impone un nuovo modo di pensare i territori, allargando gli orizzonti e superando i confini, la Riforma indica per lAbruzzo una suddivisione che moltiplica i confini e racchiude i territori con ulteriori delimitazioni amministrative, trasformando di fatto unarea della Regione (con comuni compresi nelle province dellAquila, Teramo e Pescara) in una zona soggetta a normativa emergenziale, producendo altres una cesura operativa e programmatica, esulante ormai da ogni motivazione di urgenza, e nella realt da qualsiasi prospettiva di effettivo rafforzamento del settore colpito dal terremoto del 2009.
Daltra parte assurdo che si adotti un provvedimento di emergenza di questo genere a circa ben sei anni dallevento e, quindi, ogni eventuale riorganizzazione del Ministero in Abruzzo deve tenere conto delle effettive esigenze che sono scaturite dai territori e da quelle di una tutela coordinata e organizzata di pari passo con le programmazioni territoriali, che investono ormai ambiti allargati, come ampiamente acquisito in studi e ricerche propedeutiche a scelte strategiche di respiro anche interregionale
Daltra parte le competenze attribuite a questo nuovo organismo fanno pensare ad una vera e propria struttura commissarialeche fu instituita subito dopo il sisma, con risultati a nostro avviso assolutamente negativi, con la nomina delling. Marchetti, dotato di ampia autonomia in relazione ad aspetti sensibili della tutela e soprattutto dellutilizzo dei fondi.
Il progetto in itinere creerebbe quindi un doppione con maggiori oneri, ulteriore peggioramento dei servizi (ricordiamo che il personale tecnico sta andando gradualmente in pensione senza venire sostituito) e la necessit di riallocare beni ed archivi del territorio di competenza senza contare che larea individuata non possiede, al momento, n strutture museali funzionanti n laboratori, depositi e magazzini di materiali archeologici, a fronte delle esigenze derivanti dai processi in atto.
Allora qual il motivo di questa decisone? se stata sempre difficile linterazione fra le soprintendenze esistenti, ancor di pi si appalesa la difficolt di coordinamento tra la nuova Soprintendenza unica e quelle preesistenti con dinamiche di gestione e dirigenziali diverse.





Questa operazione non potr che creare un indebolimento dellintero sistema di tutela gi sottoposto in Abruzzo ad un grave stress.
da anni, infatti, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Chieti priva del dirigente e si verificano gravi casi di malfunzionamento del MIBACT in Abruzzo.
Un caso eclatante costituito dal fatto che in alcuni giorni festivi i musei nazionali di Chieti restano chiusi per recupero ore del personale.
Sempre a Chieti, la pi antica chiesa, S. Francesco al Corso, da anni a rischio. Poich ora la facciata corre ormai pericolo di crollo, le associazioni cittadine si sono recate dal prefetto ed hanno minacciato una denuncia alla magistratura. Solo a seguito di questa posizione il funzionario responsabile del procedimento avrebbe deciso finalmente di intervenire, ovviamente con incarico diretto per motivi durgenza, e questo non ci piace.
Altri casi gravi di mancati vincoli ed interventi si verificano in provincia di Pescara ove mancata lapposizione di vincoli di tutela a siti archeologici gi noti e si sono verificati mancati interventi durgenza in occasione di nuovi rinvenimenti.
In questi casi il funzionario responsabile ha dichiarato di non poter intervenire in quanto il Ministero non garantisce la polizza kasko per i funzionari che si recano in missione con la propria vettura.




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