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IL GRIDO DI AIUTO PER FIRENZE: APPELLO ALL'UNESCO DI GRAVE E IMMEDIATO PERICOLO PER LA CITTA' PATRIMONIO DELL'UMANITA'
2015-03-29
Primo Popolo di Florentia
http://primopopolodiflorentia.blogspot.it/

PARTITO OGGI VERSO PARIGI IL GRIDO DI AIUTO PER FIRENZE: APPELLO ALL'UNESCO DI GRAVE E IMMEDIATO PERICOLO PER LA CITTA' PATRIMONIO DELL'UMANITA'
IL SEGUENTE APPELLO E LA RELATIVA RELAZIONE E' PROPRIETA' INTELLETTUALE DI PRIMO POPOLO DI FLORENTIA E NON PUO' ESSERE DIVULGATA SENZA CITARNE LA FONTE: Raccomandata A.R. Presidente Michael D. Higgins Direttore Generale Irina Bokova C.U.E.N.A.U Petya Totcharova Firenze 10 marzo 2015 U.N.E.S.C.O. United Nations Educational Scientific and Cultural Organisation 7, Place de Fontenoy 75352 Paris 07 SP France Commissione Italiana Unesco Piazza Firenze 27 Roma 00186 Chiediamo che la Citt di Firenze, Patrimonio Culturale dellUmanit, sia urgentemente iscritta nella lista dei siti in pericolo. Il principale strumento urbanistico del Centro Storico di Firenze si apre con la seguente citazione: La Citt darte di una fragilit estrema. La sua fragilit enorme perch interventi e manomissioni possono alterare straordinari e delicati equilibri. Nulla di pi vero, in realt nulla di pi disatteso. Le ragioni della nostra richiesta sono contenute nei programmi dellAmministrazione Comunale resi pubblici negli Strumenti Urbanistici e nella realizzazione in corso di due opere infrastrutturali che sono illustrate nellallegata Relazione, tutto smentisce la citazione precedente. La strategia perseguita dallAmministrazione Comunale in particolare nel Centro Storico, la trasformazione di grandi edifici (Palazzi) o interi complessi (ex Conventi), in massima parte di grande pregio, in edilizia abitativa attraverso cambi di destinazione duso e frazionamenti della propriet che possono essere attuati solo con svuotamento interno, o destinando gli ambienti ad una clientela privilegiata e molto abbiente in grado di acquistare grandi superfici, in ogni caso interventi a carattere irreversibile. ( V. Piano Strutturale di Firenze 2010-2014; UTOE 12, da pag. 153). Almeno 13 grandi immobili storici sono in vendita o sono stati venduti nel Centro Storico. Si segnala ad esempio che lex Convento S.M. degli Angeli comprendente la Rotonda del Brunelleschi in vendita per E.16.000.000 opere darte e affreschi inclusi, V.(http://cisimmobiliare.org/portale/en/corporate-real.estate-home/287-complesso-immobiliare-ex-convento-santa-maria-degli-angeli-rotonda-brunelleschi-firenze.html-) Le superfici interessate dalle trasformazioni sono superiori a 110.000 mq, ma potrebbero arrivare a 200.000 se si tenesse conto delle destinazioni ad uso commerciale. (V. UTOE 12: potenzialit delle trasformazioni) A queste iniziative speculative approvate e promosse dallAmministrazione Comunale si aggiunge la costruzione di 12 parcheggi pertinenziali escavati nel sottosuolo del Centro Storico, nominalmente per i residenti ma destinati ad essere annessi alle residenze extra lusso; inoltre si perseguono grandi trasformazioni della viabilit per una maggiore penetrazione verso il Centro Storico insieme ad una progettata tramvia attraverso il Centro Storico, in versione sotterraneacon stazioni in Piazza dellUnit, Piazza della Repubblica, Piazza S.Croce, Piazza San Marco, Piazza della Libert, a quota archeologica e comunque pericolosa per lintegrit del patrimonio artistico e monumentale. La fonte il vigente Piano Strutturale Urbanistico approvato nel 2014, come gi nel 2010. 2 Si sottolinea la fragilit, lincoerenza fisico meccanica del sottosuolo fiorentino e la grande importanza del principale acquifero che si trova a 3-4-5 metri dal piano di campagna per quel che riguarda la stabilit delle fondazioni di tutto il Centro Monumentale. Negli stessi strumenti urbanistici ( UTOE 10 pag 136, 11 pag. 147, 12 pag.157) viene dichiarata la pericolosit che escavazioni e ricostruzioni in tunnel comportano per via delleffetto barriera che pu alterare lequilibrio delle falde e quindi la stabilit delle fondazioni di tutti gli edifici di Firenze, ma anche dei grandi monumenti come la Cattedrale: ciononostante si perseguono disegni di grandeur, si consegnano la Citt ed il Patrimonio a grandi speculatori immobiliari internazionali, mentre stanno perfezionandosi accordi per esportare ed esporre in Cina opere custodite nel Museo degli Uffizi. ( 5/11/2014 press.comune.fi.it>Comunicati Stampa>Sindaco; 11/11/2014 www.lanazione.it/firenze/uffici_cina-1.391171) Riteniamo che lintervento della Vostra Istituzione non possa seguire tempi e procedure normali ma debba avere la massima urgenza, pregandoVi di dare a noi cortese riscontro, e informarci del percorso seguito dalla nostra segnalazione, scrivendo a: Giovanna Nicoletta Delbuono via di Santa Marta 30 50139 Firenze APPELLO Oggetto: Stato di conservazione del Patrimonio del Centro Storico di Firenze (World Heritage List) Segnalazione di grave pericolo per il Patrimonio Historic Centre of Florence. Convenzione Unesco 1972, Orientamenti applicativi 1995, Convenzione Europea del Paesaggio 2000, Codice Italiano dei Beni Culturali e del Paesaggio. Sono in atto a Firenze opere che potrebbero arrecare danni gravissimi allintero Patrimonio: due distinte opere infrastrutturali, il Progetto Tramvia e la linea ferroviaria dellAV ( doppio tunnel in sottoattraversamento dellarea urbana). Le ragioni che ci hanno indotto a segnalare la situazione di pericolo sono state interamente tratte dalla lettura della documentazione di Progetto delle due opere, tralasciando in questo tipo di esame, di esporre altri tipi di critiche come i fondamentali errori di progettazione e pianificazione urbanistica. (1) Entrambi i progetti avrebbero potuto e dovuto essere coordinati in un unico progetto di viabilit su ferro anche perch era indifferibile dare soluzione a permanenti e gravi problemi di traffico urbano appesantito in gran parte dallintenso pendolarismo e da inopportune scelte di tipo urbanistico. Un unico ed organico Piano di Progettazione di Ferrovie in sede propria e promiscua avrebbe dato soluzioni non traumatiche, meno invasive, e creato un organico sistema di parcheggi scambiatori a servizio della pendolarit, che tuttora resta negli auspici, ed avrebbe potuto eliminare le storiche barriere costituite dai sedimi ferroviari tracciati nel XIX secolo che ancora impediscono comunicazione diretta ed agevole fra parti di citt. Il Comune di Firenze avrebbe potuto contrattare con R.F.I ( Rete Ferroviaria Italiana) ed imporre un pianificato riordino urbanistico ed una rifunzionalizzazione dei servizi ferroviari locali coordinata con una rete urbana di servizio tramviario. Sono invece in realizzazione due distinti progetti ad altissimi costi e ad altissimo impatto a scala urbana secondo fattori che mai vengono valutati : la reversibilit, la parziale reversibilit o peggio lirreversibilit. La tramvia sar parzialmente reversibile ma a costi sociali elevatissimi. I tunnel dellAV saranno una irreversibile alterazione del sottosuolo di Firenze e costituiranno un danno permanente e dagli effetti attualmente incontrollabili. TRAMVIA E FORTEZZA DA BASSO E immediatamente percepibile limpatto della Tramvia Linea 3.1 sulla Fortezza da Basso (2): il monumento sar circondato interamente dai sedimi tramviari i quali scorreranno su un solettone artificiale sotto al quale si snoderanno tunnel percorsi da traffico veicolare; lattuale sistemazione dellarea circostante, peraltro condizionata da recenti manomissioni, sar irreversibilmente alterata, isolando ancora di pi il Monumento dalla Citt variandone laccessibilit, le vedute, ma soprattutto ne sar irreversibilmente alterato tutto il sottosuolo, con rischi per la stabilit del Monumento. (3) Quel che generalmente non viene percepito il rischio idrogeologico rappresentato da tale progetto, che si sviluppa in unarea classificata a RISCHIO MOLTO ELEVATO, di esondazioni del Torrente Mugnone (che scorre in alveo artificiale) e che sta subendo opere di ALTERAZIONE DELLE SPONDE, sponde definite IN PROTEZIONE ASSOLUTA. Questi dati sono presenti sia negli strumenti urbanistici che nelle stesse Relazioni del Progetto Definitivo Tramvia- PD 2003: Relazione geologica tecnica e geomorfologica RG1, Relazione idrogeologica RG2, Relazione geologica tecnica RG3, Relazione idrologica -idraulica RG4. In esse si dice che la Linea 3.1 si sviluppa interamente in zone a rischio idraulico da medio a molto elevato, che nella Zona Fortezza Mugnone il progetto necessita di ulteriori e specifici approfondimenti idrogeologici, idrologici idraulici e di indagini geotecniche per integrare quelle gi fornite per il Ponte sul Mugnone; che vi un rischio idraulico molto elevato ( RI4 ) per il quartiere a nord del Mugnone e soprattutto per i tunnel veicolari, causa eventi metereologici ricorrenti con cadenza annuale durante i quali sia previsto larresto della circolazione tramviaria e veicolare con apposite sirene dallarme (!) e che comunque detto sottopasso dovr essere subordinato a specifica verifica idrogeologica; che si debba prevedere per i sottopassi uno smaltimento delle acque piovane con casse di raccolta ed elettropompe. Dove dovrebbero essere scaricate le acque dalle casse di raccolta, se il Mugnone fosse in piena, al momento non si sa e il progetto non contiene alcuna soluzione alternativa. Inoltre: per lo sgravio veicolare al di sotto della sede tramviaria, prima del Ponte sul Mugnone, si possono prevedere interferenze con circolazioni idriche sotterranee; i sondaggi W8 e W10 testimoniano livelli idrici a pochi metri dal piano di campagna, 3,30 3,50 mt (non riferiti da Tav, che riferisce di falda freatica a 10 mt circa, ndr). Larea su cui sorge la Fortezza il punto pi basso del Centro Storico: vi affluiva il Torrente Mugnone e costituiva displuvio del centro stesso. I rischi ovviamente si estendono anche alla zona di ampliamento della Citt frutto del Progetto di Piano Regolatore Generale di Giuseppe Poggi, tutelate con apposito Decreto di Vincolo ed alla Chiesa Russo Ortodossa di Via Leone X del sec. XIX. Si ripete che i tunnel veicolari circonderanno ed isoleranno completamente il Monumento. SOTTOATTRAVERSAMENTO ALTA VELOCITA/ Fortezza da Basso. Nelle quote inferiori della Fortezza da Basso, perverr il percorso ferroviario A.V. in tunnel a doppia canna, che compir un percorso angolato, per proseguire poi sotto al Viale Lavagnini, a traverso di Piazza della Libert ( in corrispondenza dellArco Lorenese) per dirigersi con una ulteriore curva verso Campo di Marte: Viale Lavagnini e Piazza della Libert sono Zona di Centro Storico. La ragione della tortuosit del percorso della linea Alta Velocit molto difficile da comprendersi salvo che per una volont di accentramento gi difficile ad accettarsi nel secolo XIX (4), ed ancor meno oggi, tanto pi che per sottopassare la Fortezza da Basso i tunnel dovranno discendere per poi risalire, tanto pi che il nodo Fortezza integralmente parte del Centro Storico e gi dovrebbe sopportare in superficie sia il transito della Tramvia, sia a quota inferiore i tunnel di sgravio veicolare, sia le canalizzazioni del Fognone principale di Giuseppe Poggi, il tutto nella zona bassa di Firenze, in terreni in cui si riscontrato un brusco salto idraulico allinterno degli acquiferi superficiali per sprofondamento del fondo argilloso limoso e per ricarica dellacquifero ghiaioso sabbioso del Mugnone. Quindi i tunnel si insinueranno in terreni molto problematici storicamente gravidi di acque, che dovranno essere pesantemente consolidati, quindi irreversibilmente alterati, e viene valutato gi che gli scavi produrranno qualche danno alle mura e agli edifici della Fortezza ritenuti di tipo estetico(!). E inoltre previsto sul lato sud della Fortezza, nel punto di minimo, un pozzo daggottamento a quota -8,6 m. dal piano del ferro, ove convogliare acque percolanti attraverso i giunti del rivestimento definitivo e anche accidentali sversamenti liquidi inquinanti da parte di convogli merci (!) Le acque raccolte dovranno essere sollevate e fatte confluire nel CONDOTTO FOGNARIO. Eevidente che ancora e sempre non si sa dove dirigere le acque di risulta, anche quelle potenzialmente inquinate; qui segnaliamo che nessuna opera di specifico smaltimento in sicurezza prevista nei vari progetti. Si sottolinea che non prevista alcuna opera per mettere in sicurezza il corso del Mugnone mentre si sta procedendo ad alterarne stabilmente le sponde con un ponte provvisorio. TUNNEL A.V. E CENTRO DELLA CITTA Il tunnel andr a formare una diga sotterranea interferente con le falde freatiche dellintero versante Nord della Citt: ovviamente il progetto stato corredato dallo studio delle interferenze e dei rischi secondo modelli descritti minuziosamente, ma alle valutazioni dei progettisti si pu obiettare in due modi, circa: - affidabilit dei modelli e la capacit provata di adattarsi alla specificit di un sottosuolo morfologicamente molto complesso e disomogeneo come quello su cui sorge Firenze; - lattendibilit e la completezza dei dati elaborati inseriti nei modelli, dal momento che si prevedono, da progetto, rivalutazioni complessive in corso dopera. Ma segnaliamo con particolare preoccupazione che: negli studi sulla idrogeologia e sulla idrologia attinenti al Progetto Ferroviario si fa menzione della presenza del flusso di una falda attiva appartenente al Paleo Mugnone. Il Torrente Mugnone, insieme ad altri due corsi dacqua, laffluente principale dellArno che dal Pre Pliocene ha determinato lassetto dellarea fiorentina; deviato molte volte nel corso degli ultimi duemila anni, permane presente ed attivo nel sottosuolo secondo lantico corso in direzione del centro storico ed stato riscontrato in una falda a filetti divergenti che, dipartendosi dalla zona di Piazza delle Cure si riscontra in Piazza Savonarola e viene rilevata ancora in Piazza Santissima Annunziata. Questa falda riscontrata in Piazza Brunelleschi/Via dei Servi nei numerosi pozzi attivi: entro questa falda progettato uno dei parcheggi sotterranei del Centro Storico, a pochi passi dal Duomo. Si dice in Studio di Impatto Ambientale Penetrazione Urbana A.V. di Firenze / Quadro di riferimento ambientale all. 2 pag 56 : .E per interessante osservare la falda a filetti divergenti nella zona fra Piazza Savonarola e Piazza Santissima Annunziata; tale morfologia della superficie freatica indica una zona di alimentazione, con ogni probabilit, in corrispondenza del conoide del Mugnone. Questa una conferma dei dati storici.secondo i quali il torrente prima delle ripetute deviazioni artificiali verso Ovest, si dirigeva verso il centro di Firenze; il ventaglio descritto dalle isofreatiche indica che il flusso idrico sotterraneo continua nella originaria direzione in quanto questa la maggiore trasmissivit idraulica. Si pensi che la conoide del Mugnone, che sfociava nellArno senza molte tortuosit, non altro che il rialzo su cui fu fondato il Castrum nel 59 a.C. e che coincide con Piazza della Repubblica, il centro della Citt: quanto importante sia questo dato i Relatori per non lo rilevano e non ne traggono alcuna logica conseguenza. - Giustamente uno dei Relatori, il Prof. Pranzini, in Piano Strutturale di Firenze/ Geologia Idrologia/ Quadro conoscitivo/ Parte II: Idrologia e Idraulica, scrive che: del Mugnone sono presenti due paleo corsi che hanno concorso alla formazione del conoide su cui fu fondata Firenze: uno ad ovest del conoide, uno ad est che diede luogo al Fosso Scheraggio ( Via del Proconsolo). Ma oltre a ci, in precedenza i Proff. Ghinelli e Vannucchi in Condizioni stratigrafiche e fondazioni della zona absidale della Cattedrale di Santa Maria del Fiore ( Bollettino degli Ingegneri 1 -2 1991) danno conto di un carotaggio a sud est dellabside della Cattedrale di S. Maria del Fiore e confermano le osservazioni riportate nel giornale di cantiere nel 1357 e cio che sotto ad un primo strato limoso sabbioso ( m. 4-5) vi ..da tempo immemorabile uno strato di ciottolame permeabile di circa 20 m. che costituisce il principale acquifero della Citt Dal Giornale di Cantiere di Santa Maria del Fiore: 19 giugno 1357 sincominciarono a cavare e fondamenti dei nuovi pilastri della chiesa .il fondamento delle cholonne dallo spazo in gi, si faccia in braccia VII per ogni verso, quadro, fino alla buona ghiaia entro lacqua.. La Cattedrale di Santa Maria del Fiore dunque fondata a m. 7,95 dal piano di campagna e poggia sulla buona ghiaia entro lacqua. La descrizione che i Prof. Ghinelli e Vannucchi fanno della stratigrafia del centro di Firenze prosegue, ponendo inferiormente allo strato permeabile di ghiaie il terzo orizzonte, quello delle Argille turchine IMPERMEABILI, per 25 metri, che si trova poi a contatto con le rocce del paleo invaso lacustre. Quindi a nostro giudizio appare piuttosto improbabile che sia esclusivamente la falda dellArno a fornire lapporto al principale acquifero ghiaioso su cui fondato il centro della Citt, dal momento che la falda dArno potrebbe trovarsi a quota inferiore e separata dallo strato impermeabile ( acquiclude) delle argille turchine. Secondo il citato Studio di Impatto Ambientale a pag 56 si legge come: .in destra dell Arno la falda abbia un flusso dalle colline verso il fiume. Tuttavia la falda alimenta lArno solo per un breve percorso nella pianura, fino circa a Bellariva. Pi oltre si ha uninversione dei rapporti con lArno che alimenta la falda depressa dagli emungimenti. - Ma quanto sopra si riferisce ad osservazioni risalenti al 1970 ( Capecchi et. al.) ed attualmente gli emungimenti sono cessati, soprattutto da parte dellacquedotto. Ma riprendiamo: Lasse della falda si sposta durante lanno in relazione al diverso contributo delle piogge e dell Arno: in inverno- primavera lasse si sposta verso lArno a causa della ricarica delle piogge, mentre in estate lasse si allontana dallArno perch aumenta la fascia direttamente alimentata Dallinfiltrazione delle acque fluviali. In sostanza lalimentazione sostiene la falda durante il periodo asciutto. Nuovamente: le osservazioni risalgono ad una situazione in essere pi di trenta anni fa: nondimeno a fronte di unalternanza di flussi e riflussi cos rimarchevole lecito domandarsi se: porre un corpo estraneo ed irreversibile ad alterare perpetuamente gli equilibri formatisi nel sottosuolo della Citt nel corso di millenni, sia pure mitigata da opere opportunamente disposte, ( che comunque sono costituite da pozzi aventi un diametro di 7 metri, da cui si diparte una raggiera di consolidamenti cementizi dei terreni) costituisca una accettabile condizione di rischio per Firenze. Lalterazione del livello che le acque del sottosuolo ristabiliscono stagionalmente non avr ripercussioni sulle fondazioni del centro monumentale, se uno dei fattori di equilibrio viene a mancare? Questo problema nelle valutazioni di impatto dellopera non viene neppure lontanamente posto. Proprio per questo ci si domanda: come accettare rischi difficilmente valutabili a fronte di infrastrutture che non portano alcun beneficio in cambio, e dettate da scelte meramente politiche: attualmente il tempo di percorrenza dei treni ad alta velocit fra Firenze e Roma ( che gi transitano normalmente) inferiore ad unora e trenta minuti; fra Firenze e Milano il tempo di due ore. - dimostrato che con economiche e compatibili interventi sia possibile potenziare la rete esistente ed adeguarla ad eventuali nuove esigenze per treni ad alta velocit. Un dato molto allarmante quanto comunicato dallagenzia ARPAT ( Direzione Tecnica Settore VIA-VAS) Monitoraggio acque sotterranee Nodo AV di Firenze, Valutazione di Monitoraggio gennaio 2012-marzo 2013, che riferisce: - Per quanto riguarda i livelli piezometrici presso la zona di Campo di Marte si conferma un sostanziale aumento del dislivello piezometrico fra monte e valle dellopera.. Alla luce di ci stata segnalata allOsservatorio lopportunit di una rivalutazione complessiva dei sistemi di continuit della falda dellimbocco sud. Ci conferma i dubbi sullaffidabilit dei modelli, lattendibilit dei dati, la necessit di rivalutazioni complessive in corso dopera! Per di pi si sottolinea che cos come persiste lapporto del Paleo Mugnone alla falda in area centro Citt, alquanto probabile che le antiche falde del San Gervasio e di tutto il versante di Settignano siano tuttora attive, anche se le acque di superficie sono state canalizzate e deviate, e continuino a dirigersi secondo le millenarie direzioni, verso il centro e le zone immediatamente attigue. Tutte le acque sotterranee del versante nord di Firenze verranno interferite dalle opere del sottoattraversamento, da Castello a Bellariva. Dalle stesse relazioni ufficiali dei Relatori ( Studio di impatto Ambientale op cit. 6.1.5 pag. 34) emerge con evidenza che le Valutazioni di impatto Ambientale hanno avuto il primario scopo di valutare limpatto che lambiente potr avere sullopera, e non linverso e cio quanto lopera possa provocare nel contesto dellambiente sotterraneo su cui poggiano le fondamenta di una citt come Firenze, con la sola eccezione dei ristrettissimi ambiti degli edifici direttamente sottopassati dei tunnel, e non oltre. Riportiamo per esteso: Si intende qui comprendere quelle azioni che in relazione alla durata prevista per lopera ( 500 anni) lambiente geologico pu esercitare con il tempo sulle opere, compromettendone lintegrit prima e la stabilit poi. Una logica aberrante e in diretto contrasto con le Leggi italiane e le Direttive Comunitarie, si veda quanto pubblicato sul sito di un Ente Governativo Istituto ISPRA ( http:// www,isprambiente.gov.it) che dovrebbe dare una interpretazione autentica della ratio delle vigenti Leggi: .La Valutazione ambientale Strategica prevista a livello europeo dalla Direttiva 42/2001CE, .stata recepita a livello nazionale dal Dlgs. 152/06 ed regolamentata a livello Regionale dalle L.R. 10/02/2010. La VAS un processo che riguarda i piani e i programmi che possono avere un impatto significativo sullambiente e sul Patrimonio Culturale, e viene effettuata affinch attraverso lintegrazione efficace e coerente delle valutazioni ambientali essi contribuiscano a promuovere la sostenibilit dello sviluppo del territorio. Daltro canto la Valutazione dImpatto Ambientale dice che in s e per s lopera non nociva, ma non dice affatto in quale rapporto stia con lambiente; inoltre ormai riconosciuto universalmente che lambiente porti con s anche il Paesaggio Urbano, che il luogo abitato, edificato, contenitore del Patrimonio che Unesco si propone di proteggere. Abbiamo volutamente attenerci ai contenuti dei documenti ufficiali del Progetto, salvo due documenti diversi e qualche personale riflessione, per dimostrare che il pericolo non infondato, ma emerge dal contenuto delle stesse Valutazioni. In allegato si riportano le schede di rischio sismico contenute nel Progetto AV. Le opere descritte sono in fase di attuazione. Si chiede che urgentemente il Patrimonio tutelato da Unesco sia dichiarato in pericolo. NOTE (1) Secondo il recente Libro Bianco dell Eurispes sul trasporto delle merci e delle persone, tra le grandi aree metropolitane italiane, Firenze e Roma hanno il maggior indice di motorizzazione: pi di 700 auto ogni 1000 ab. La tramvia di Firenze sar costituita da 3 tratte che convergono in un nodo. Si stenta a vedere in ci una vera rete, costituita da linee e da nodi. Per di pi lunico polo esistente, cio la stazione di S. M. Novella, destinato ad essere smembrato non appena sar realizzata la stazione AV nellarea ex Macelli. La tramvia continua a non servire Firenze, cio non attraversa la citt da est ad ovest, e non raggiunge veramente il Centro Storico. Tanto meno c un efficace interconnessione tra tramvie e ferrovie. Ad esempio la linea 3 non intercetta la stazione di Rifredi (la quarta stazione della Toscana per numero di passeggeri). La Linea 2 avrebbe dovuto intercettare adeguatamente il comparto Palazzo Giustizia/Polo Universit/Regione Toscana /Parco S. Donato, mentre lo fa solo marginalmente. (2) Appartenente in origine al Demanio Statale in consistenza presso lIntendenza di Finanza di Firenze con scheda n. 54. Ne venne notificato limportante interesse storico artistico ex L. 1089/ 1939 con Decreto in data 27 febbraio 1984. Nel Decreto si definisce lestensione del Vincolo alle particelle catastali ( Foglio 155): dal n. 6 al 77 compreso; n. 93, 94, 95, 102; dal n. 112 al 118; nel testo si legge: iniziata nel 1533 per volont del Duca Alessandro deMedici, su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane e realizzata da Francesco da Viterbo e Alessandro Vitelli; comprende al suo interno edifici di carattere militare databili dal XVI al XIX sec. La Fortezza da Basso compresa nella mappa identificativa del Centro Storico di Firenze Unesco poich faceva corpo con le Mura cittadine. Si veda Giuseppe Poggi, il maggiore Architetto e ingegnere fiorentino moderno, a cui si deve lIngrandimento della Citt, nel suo scritto: Sui lavori per lingrandimento di Firenze 1864 - 1877 ed. Giunti; si ricordino i suoi disegni, Carte Poggi in Archivio di Stato di Firenze e Archivio Storico del Comune dei Firenze). E utile riportare alcuni passi della Relazione, op. In seguito a tale disposizione destinai i terreni aderenti a quel Forte ad uso di parterri, dando loro movimenti di piano, disposizioni e piantagioni, da formare sani e piacevoli luoghi di trattenimento, ornati anco di bacini con getti dacqua perenne.Per questa recinzione del Forte con grandi viali presentava varie difficolt e fra queste emergevano: le notevoli differenze di piano da darsi ai due tronchi di viale fronteggianti le cortine.differenze che mi ponevano nella necessit di tenere in varia pendenza gli altri tronchi dei viali attorno al ForteLa deficienza dello spazio per la formazione di viale fra la via ferrata e la fortezza.La necessit di procurare un comodo e sicuro accesso al nuovo Ponte del Romito di recente costruito sul Mugnone,..Formavano altre difficolt il generale riempimento dei profondi fossi attorno alla Fortezza da Basso e lallacciamento delle acque di tutta quella superficie, compresa quella interna alla Fortezza stessa, giacch non era possibile condurre tutti questi scoli allEmissario ( Fognone principale ndr.) ma era forza valersi del Fosso detto della Fortezza, riordinandolo ed ingrandendolo.. (3) progetto esecutivo di primo livello Penetrazione Urbana di Alta Velocit/ Gallerie naturali/ Relazione tecnico descrittiva generale. Pag. 18. Nel caso della Fortezza da Basso le analisi di rischio mostrano una probabilit di danni alle mura dei bastioni molto limitata e peraltro inerente solo aspetti estetici, ma vista limportanza storico artistica del monumento e in accordo con la Soprintendenza ai B.C.A. di Firenze stato previsto un intervento di protezione. In tal caso lopera di salvaguardia si configura esclusivamente come presidio verso eventuali e remoti risentimenti estetici delle strutture murarie, essendo la sicurezza strutturale pienamente garantita anche in caso di andamento non ottimale della macchina da scavo. Non chiaro il significato che i Relatori del succitato documento annettano a danni inerenti solo aspetti estetici quando ci si riferisce ad un Monumento, o remoti risentimenti estetici alle strutture murarie in caso di andamento non ottimale della macchina da scavo: se ci saranno danni questi saranno DANNI. Comunque non vengono mai fatti risalire a cedimenti delle fondazioni, fatto alquanto probabile e apportatori di danni non estetici (ndr). (4) Gi Giuseppe Poggi nelle Relazioni sui Lavori per lIngrandimento di Firenze esprime lopportunit di non collocare la nuova stazione ferroviaria a Santa Maria Novella a sostituire la vecchia stazione Maria Antonia; propose alternativamente lattuale Piazza della Vittoria o decisamente a Campo di Marte dove comunque colloc una stazione secondaria. Si scontr con la decisione tutta politica di far convergere i viaggiatori nel centro della citt (5) La scelta di intercettare la stazione di S. M. Novella fu determinata dal timore dei poteri locali che la citt fosse oltrepassata dallAV, favorendo altre fermate sulla Milano-Napoli. La questione si pose soprattutto con la realizzazione della linea Direttissima Firenze-Roma. La Regione Toscana avrebbe voluto un Sottoattraversamento lungo che partendo da Figline raggiungesse Castello da sud sotto attraversando lArno e intercettando in sotterranea la stazione di S. M. Novella che a quel punto sarebbe diventata anche di transito. Le Ferrovie dello Stato invece spingevano per un collegamento provvisorio e pi economico tra Direttissima e linea esistente, utilizzando la galleria di S. Donato e attestando lAV a Campo di Marte. Allinizio degli anni 90, nel Piano Vittorini adottato, la stazione era a Campo di Marte e lAV avrebbe imboccato una delle due valli a nord (Mugnone e Terzolle ), senza toccare il Centro Storico. La tortuosa soluzione attuale comparve alla met degli anni 90, ma la stazione era nel sito Belfiore, ancora integrabile con S. M. Novella mediante un people mover. Con la definitiva collocazione della stazione AV nel sito ex Macelli (senza people mover) si interruppe qualsiasi legame con la stazione di S. M. Novella e venne a cadere ogni ragionamento sullo scambio con il traffico regionale. Per rimediare a questa deficienza si cerc di effettuare la coincidenza tra treni regionali e Alta Velocit nella Stazione di superficie di Circondaria (in corrispondenza della fermata sotterranea) ma anche questa soluzione fu poi accantonata.



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20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

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