LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

S.O.S paesaggistico-ambientale a seguito di progetto di ristrutturazione della piscina Mario Massa al Porticciolo di Nervi
2015-07-29
Residenti Baia di Nervi

UN APPELLO PER NERVI /PAESAGGIO DA ASCOLTARE


PREMESSA: Nervi nell'immaginario storico ed attuale
"Stazione climatica della Riviera ligure" così come veniva citata nei baedeker dell'epoca (tra fine ottocento e primi novecento), Nervi fu meta di soggiorno di artisti e letterati italiani, nord e mitteleuropei, viaggiatori e personaggi illustri che vi trovavano rifugio dagli affanni del tempo [n.1]*. Oggi per i genovesi è diventata "la riviera in città", un luogo di bellezza prezioso per il respiro dell'intero capoluogo e non solo.
* note in appendice al documento


IL FATTO: un progetto dal grave impatto
Su un tale contesto è calato recentemente un progetto del tutto estraneo al sito, che qualora realizzato, stravolgerebbe l'immagine della baia, soverchiandone gli elementi connotanti ed imponendosi in modo velleitario come "nuovo land-mark" (così nella relazione di progetto) in un luogo già fortemente caratterizzato da emergenze di ben altra pregnanza paesaggistica, storica e naturalistica (il Castello cinquecentesco, la schiera edilizia dell'antico borgo marinaro, la chiesa di S. Francesco da Paola oggi dei PP.
Somaschi, ville e giardini storici, arco della baia e scogliera)


LA VICENDA: l’iter del progetto e i costi
Il progetto preliminare di cui sopra, riguardante la ristrutturazione della Piscina Mario Massa in Nervi, è stato redatto ed approvato, con evidente precipitazione, in quaranta giorni dalla data del conferimento dell'incarico(!), peraltro assegnato a titolo gratuito. Riguardo alla tempistica essa risulta, con ogni evidenza, del tutto incongrua rispetto alla rilevanza e alla complessità dell’opera, mentre la modalità di conferimento appare di dubbia liceità e di deontologia poco corretta. A ciò si aggiunga che nel frattempo la cittadinanza non era stata informata della preparazione del progetto, nè tanto meno dei suoi contenuti [n.2].
Secondo quanto emerge dalla relazione stessa, la spesa ammonterebbe a 2 M di euro per un primo lotto e
a 1 M e 560mila euro per il lotto successivo, somme da reperirsi tra i fondi comunitari (FCS ex-FAS) tramite richiesta di co-finanziamento alla Regione Liguria (la domanda risulterebbe già inoltrata).
Successivamente è stato deliberato dal Consiglio Comunale di "prevedere la collaborazione ed il co-intervento in project-financing di soggetti privati".
A questo procedimento, di recente (13 luglio 2015), si è aggiunta la presentazione di un ulteriore documento di indirizzo progettuale che prevederebbe una copertura pressostatica (cd. pallone) o, in alternativa, una a “portali autoreggenti, es. archi in legno lamellare” entrambe del tutto estranee al contesto per dimensioni forme e materiali. Tale idea non fa che riproporre le stesse criticità del progetto precedente, sia riguardo all’impatto ambientale che alle spese di gestione, di cui a tutt’oggi non è stata fornita alcuna previsione documentata.
Da ciò derivano i seguenti quesiti:
• E’ lecito da parte di una P.A. conferire un incarico gratuito per un progetto preliminare di tale rilevanza e affidare al medesimo progettista un’ulteriore livello progettuale senza indire una gara pubblica?
• La nuova versione progettuale a quale categoria apparterrebbe: si tratta di un nuovo progetto preliminare che ne affianca uno precedente ancora in vigore oppure è un progetto definitivo che attua il vecchio preliminare? Ed in tal caso quale relazione di congruità esiste tra questo secondo ed il primo?

IL PRETESTO
In sede di tardiva presentazione del progetto così detto preliminare - a fatto ormai compiuto- i rappresentati del Municipio Levante hanno giustificato le tappe forzate della procedura e, soprattutto il grave impatto che ne sarebbe conseguito, con l’esigenza di richiedere un finanziamento il più cospicuo possibile e nei tempi più brevi per supposte scadenze dello stesso.
In particolare il progettista, ammettendo pubblicamente il carattere eccessivo della proposta [n.3], la definiva un "cavallo di Troia", mero pretesto per assicurarsi le maggiori risorse e preparare il terreno a un
progetto anche integralmente diverso, dichiarando la propria disponibilità in tal senso.


UN QUESITO PROGETTUALE MAL POSTO
Far balenare una simile possibilità è innanzitutto fuorviante, perchè tale modo di procedere risulta difforme dalla legge che stabilisce un corretto rapporto di continuità tra progetto preliminare e definitivo [n4].
Inoltre, un simile approccio mercantilistico, invertendo i mezzi con il fine e rincorrendo un finanziamento purchessia, ha indotto autore e promotori a prevedere un'opera esorbitante negli scopi e nella configurazione e ciò - è probabile - oltre le loro migliori intenzioni.
Ne consegue che nulla varrebbe insistere su un simile progetto introducendo emendamenti, contrattando riduzioni dimensionali, improvvisando modifiche di quota dell’invaso o ancora escogitando altre tipologie di copertura pur di giustificare l’opera.
Infatti, è lo stesso motivo di fondo a costituirne il vizio d'origine: si tratta in definitiva di un quesito progettuale mal posto.
La stessa previsione di un vero e proprio impianto natatorio-sportivo in luogo dell'attuale piscina ad uso stagionale ed a cielo aperto - qualsiasi configurazione esso assuma - appare aberrante sotto ogni profilo: paesistico-ambientale, urbanistico, economico [n.5], come d'altronde lo sarebbe in contesti di medesima pregnanza, quali - per citarne solo alcuni - Boccadasse, Camogli, Portofino, in cui a nessuno verrebbe in mente di situare simili strutture.


I PRECEDENTI E LE CONSEGUENZE

La scelta, risalente agli anni sessanta, di localizzare l'attuale piscina in un sito di tale pregio e su area demaniale soggetta all'azione diretta del mare, si è rivelata - già di per sé stessa - infelice, anche considerando le esigenze sportive della pallanuoto, che nel frattempo si sono fatte più complesse per spazi richiesti, dotazioni e servizi, tra i quali si segnalano in particolare i parcheggi oggi indispensabili per una simile polarità e di fatto impossibili da reperirsi in zona.
E' facile prevedere che tale impianto, dai costi di mantenimento proibitivi, si trasformerebbe in breve
tempo nell'ennesimo rudere della modernità, su cui i posteri potranno esercitare le loro vane recriminazioni, proprio come noi oggi facciamo riguardo ai trascorsi.

SOSTENIBILITA’ FINANZIARIA – GESTIONALE
Inoltre, per mantenere l’agibilità di un siffatto impianto si renderebbe necessario incrementare l’imponente mantellata a mare, già posta in opera con successivi accrescimenti ad esclusiva protezione dell’attuale piscina; per di più, il mantenimento in esercizio di congegni e strutture di supporto, peraltro previsti nella relazione di progetto, inciderebbe gravemente sui costi di gestione.
A tale proposito è sufficiente ricordare i continui ed ingenti esborsi cui, negli anni, l’Ente Pubblico è stato chiamato per ripianare i costi dell’odierno impianto fino al fallimento della sua gestione, ed a maggior ragione accadrebbe per un’opera ben più complessa collocata nel medesimo luogo, evidentemente
inadatto ad ospitarla.
Non è un caso che gli impianti natatori-sportivi dei comuni limitrofi della riviera siano ormai localizzati fuori della fascia più prossima al mare (v. per primo in ordine di tempo Camogli, quindi Bogliasco e Sori); come d'altronde avviene per qualsiasi impianto sportivo (a meno che non si tratti di campi di regata per attività nautiche).
La scelta risalente agli anni sessanta di dotare ogni singolo Comune o Municipio del litorale di piscine costruite a bordo-mare era conseguente al fatto che lì, in quelle acque marine, si svolgeva l'attività sportiva della pallanuoto: oggi, ciò sarebbe da considerarsi al più un retaggio nostalgico.



L'ALTERNATIVA
Anziché far confliggere le ragioni di questo sport con quelle dell'ambiente, occorrerebbe prendere finalmente in considerazione l'opportunità di delocalizzare l’altrettanto nobile funzione natatoria in siti ad essa più idonei, peraltro previsti dagli strumenti urbanistici comunali (v.distretti di trasformazione), e restituire al luogo quella sorta di piccola darsena, una volta dotata di spiaggia molto frequentata dai cittadini. Tale area, preziosa ai fini dell'equilibrio idrodinamico della baia, contribuiva a mitigarne la turbolenza interna non opponendo all'impatto del moto ondoso alcuna barriera riflettente, come invece fa la sponda dell'attuale vasca.
Oltre a questa funzione, essa favoriva la capacità di contenimento del livello delle acque del torrente Nervi che ha sbocco nello stesso porticciolo, specie in situazione di emergenza meteo (in particolare quando l'impeto del flusso torrentizio confligge con le onde marine).
D'altra parte, come oggi si considera insano incrementare volumi posti a margine di corsi d'acqua ( o peggio, in alveo) ed anzi, ove ciò fosse accaduto, si cerca di rimuoverli, altrettanto dovrebbe riguardare quelle costruzioni aventi sedime sulla battigia o addirittura in acqua, come nel nostro caso.
Le stesse infatti, oltre ad essere esposte agli agenti marini, causano fenomeni erosivi nei tratti di riva circostanti; cosa che puntualmente si è verificata per la spiaggia limitrofa (riva nord della baia).
Ad ulteriore testimonianza della valenza di questo elemento naturale si segnala che l'antico toponimo del sito era proprio "ciazza" (cioè spiaggia).



UN DIVERSO APPROCCIO
Almeno per certi luoghi di rara qualità ambientale [n.6] - tanto da assurgere a simbolo dell'intera comunità urbana e come tali classificati dalla strumentazione urbanistica " IU" (Immagine Urbana) - occorrerebbe, a ns. avviso, un approccio affatto diverso volto piuttosto alla disciplina del "restauro paesaggistico" e alle tecniche dell'ingegneria idrogeologica ed ambientale, operando per sottrazione di elementi incongrui e rimuovendo le alterazioni morfologiche e funzionali accumulatesi nel tempo.
In tal modo si restituirebbe la percezione visiva dell’intero arco della baia dal Castello fino alla radice del molo, così come dal molo, per la veduta dell’intera schiera del borgo, fino al Collegio Emiliani.
Inoltre, in termini di fruibilità fisica, verrebbe ristabilito il naturale rapporto fra spazi a terra e specchio
acqueo mediante un ampio e diretto accesso al mare, la cui funzionalità attuale è costretta e demandata ad uno scalo esiguo. Quest’ultimo aspetto riveste particolare importanza per il pieno dispiegarsi delle varie attività connesse alla nautica (canoe, barche da pesca, vela e diporto). La compresenza di esse caratterizza e rende animata l’intera baia e, come tale, va favorita nella sua praticabilità e resa più dinamica di quanto oggi non sia, ciò anche in considerazione della richiesta di idonei accessi al mare carenti in tutto il levante cittadino.
E ancor di più, verrebbero a liberarsi spazi di vivibilità generalizzata, soprattutto nella fascia prospiciente la palazzata, incrementando la funzione sociale a favore di tutti i cittadini e non solo genovesi, siano essi sportivi, fruitori abituali o persone comuni di ogni età: in una parola, per tutti.



CONCLUSIONE
Per le ragioni di cui sopra si ritiene che insistere su questo progetto più o meno emendato sia davvero incauto, perché oltre ad aggravare gli effetti sull’intorno li renderebbe irreversibili: quale amministrazione infatti, porrà più mano a questa scelta e dopo un tale investimento, quando anche si rendesse conto dell’errore ereditato?
Contrariamente a ciò, il valore del” luogo-Nervi”nel suo complesso meriterebbe di essere proposto all’attenzione ed ai migliori contributi della cultura paesaggistica italiana ed europea: anche questo è
l’intento della nostra lettera.



L’APPELLO:
Facciamo, dunque, appello alle SS.VV. affinché intervengano con le modalità che più ritengono opportune e secondo le Loro rispettive competenze, in modo che non si proceda a finanziare con risorse pubbliche opere siffatte, non venga dato seguito a simili progetti e si attui un controllo rigoroso sulle procedure deliberative.
L’esaurirsi di questa vicenda non potrà che essere il presupposto per l’avvio di un procedimento di riqualificazione consapevole.
I segni antropici, fisici e naturali sono già tutti presenti da secoli sul territorio. Di questo patrimonio siamo tutti responsabili,basta ascoltarne la voce; la voce del paesaggio.






Ringraziando per la cortese attenzione, in attesa di riscontro, porgiamo i migliori saluti





Genova, 21-07-2015 Un gruppo spontaneo di residenti
( firme a pagina seguente)





Note:

[n.1] "www.parcoculturalenervi.it" a cura di Pier Giorgio Baroni

[n.2] -19/09/2014 Conferimento incarico di lavoro a titolo gratuito all'Arch. Luca Mazzari: Determinazione Dirigenziale N. 2014-309.0.0.-120;
- 21/10/2014 Approvazione del Progetto da parte della Giunta Municipio IX Levante su proposta del Presidente Farinelli , di concerto con l'Assessore Raffaelli: Decisione N. 5/2014;
- 30/10/2014 Deliberazione Comunale DGC-2014-261, che approva e dichiara immediatamente eseguibile il provvedimento;
- 21/11/2014 deliberazione Consiglio Comunale: "prevedere la collaborazione ed il co-intervento in project-financing di soggetti privati".

[n.3] la quota di copertura sopravanza la quota massima del molo (già di per sé di altezza eccessiva) di ml. 2,50 e la quota del suo camminamento di ml. 3,40.

[n.4] DLgs. 163-2006 art.93 c.4, ex art.16, L.109, 11/02/1994)

[n.5] DLgs. 42/2014 comprende il sito nei "Beni paesaggistici" e lo dichiara "area di notevole interesse pubblico" (bellezza d'insieme) e come tale "soggetta a controllo ambientale-paesistico";
- il PTCP (Piano Territoriale Paesistico, regionale) lo classifica IU (Immagine Urbana): "con questa categoria il Piano riconosce meritevoli di tutela quei valori espressivi che identificano la Liguria attraverso le località più note e celebrate"; il livello puntuale del PTCP prescrive per il sito "modalità di attenuazione degli elementi di maggior incidenza (molo, piscina, piazzale, verande, collegio), anche mediante interventi di parziale demolizione";
- il PUC (Piano Urbanistico Comunale) lo dichiara "ambito speciale di riqualificazione ambientale: n. 72, MA (Mantenimento), i cui obiettivi sono: "sistemazione ambientale complessiva del sito, con attenuazione ed eliminazione della presenza di elementi paesaggisticamente incompatibili".

[n.6] Il sito di Nervi-S.Ilario è oggetto di tutela sino dal piano paesistico disposto dalla L. 1497 del 1939, uno dei primi PP in Italia ( il terzo dopo Ischia e Circeo)



news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news