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Appello al Presidente Mattarella sulla riforma del MiBACT
2015-08-06
Appello con vari firmatari

Al Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella
Fax 06/46993125
ufficiostampa@quirinale.it

e Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Matteo Renzi
matteo@governo.it

Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Dario Franceschini
ministro.segreteria@beniculturali.it

Al Sottosegretario di Stato
Ilaria Borletti Buitoni
sottosegretarioborletti@beniculturali.it

Al Segretario Generale del MIBACT
Antonia Pasqua Recchia
sg@beniculturali.it

Al Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali
Giuliano Volpe
consiglio.superiore@beniculturali.it

Al Direttore Generale Archeologia
Gino Famiglietti
dg-ar@beniculturali.it

Al Direttore Generale Musei
Ugo Soragni
dg-mu@beniculturali.it

Al Direttore Generale Belle Arti e Paesaggio
Francesco Scoppola
dg-a@beniculturali.it

Al Direttore Generale Archivi
Mario Guarany
dg-beap@beniculturali.it

Al Direttore Generale Organizzazione
Gregorio Angelini
dg-or@beniculturali.it

e p.c. alle OO.SS. - ROMA
CGIL-FP: meloni@fpcgil.it
CISL-FP: fp@cisl.it
UILPA-BACT: beniculturali@uilpa.it
FLP-BAC: info@flpbac.it
CONFSAL-UNSA: info@unsabeniculturali.it

Al Direttore de La Repubblica
larepubblica@repubblica.it

Al Direttore de Il Corriere della Sera
lettere@corriere.it

Al Direttore de La Stampa
lettere@lastampa.it

Al Direttore de Il Fatto Quotidiano
lettere@ilfattoquotidiano.it

Al Direttore de Il Sole 24 ore
letterealsole@ilsole24ore.com

Al Direttore de Il Giornale
segreteria@ilgiornale.it

Al Direttore de Il Manifesto
redazione@ilmanifesto.it

In qualità di cittadini e dipendenti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) esprimiamo alle SS.LL. le nostre preoccupazioni su alcune problematiche inerenti le nuove linee generali di funzionamento del Ministero (DPCM 171/2014, riforma “Franceschini”), che sono da considerare di impatto per la gestione della tutela e della valorizzazione del Patrimonio culturale nazionale, cui vanno ad aggiungersi i nuovi scenari che si profilano a seguito del Decreto di riforma della Pubblica Amministrazione (c.d. decreto Madìa, DDL 3098).
Il MiBACT è attualmente alle prese con le difficoltà di applicazione della riforma di cui al DPCM 171/2014, che ne muta profondamente l’assetto, di fatto moltiplicando i centri direzionali, ed inoltre, a seguito della riforma della P.A., si troverebbe ad affrontare una probabile e ulteriore ristrutturazione degli Uffici periferici, in un momento in cui la precedente riorganizzazione non è ancora giunta a compimento.
Per non sovrapporre problematiche differenti, ma che potrebbero risultare concorrenti nell’aumentare esponenzialmente le difficoltà e il conseguente disagio, si ritiene utile sintetizzare schematicamente le criticità sollevate dai due diversi, e per certi versi contrastanti, interventi normativi.
Per quanto riguarda la riforma “Franceschini”:
 La suddivisione tra tutela e valorizzazione, quindi tra Soprintendenze e Musei Nazionali e Luoghi della Cultura deve ancora essere realizzata e resa efficace anche perché non è stata accompagnata da istruzioni operative adeguate che potessero consentire tale scissione senza danneggiare o rischiare di obliterare porzioni del patrimonio indisponibile dello Stato. Particolarmente complessa, a questo riguardo, risulta la scissione tra Musei archeologici, tradizionalmente legati ai beni di provenienza territoriale, e le relative Soprintendenze Archeologia.
 Per quanto riguarda la garanzia delle professionalità interne al Ministero, si segnala che nella riorganizzazione non si è tenuto conto di alcuna competenza di carattere tecnico; particolarmente penalizzati ancora gli archeologi, che non rivestono alcun ruolo di vertice negli ambiti della valorizzazione, quasi dovendo rinunciare ad una loro identità al momento in cui si trovassero a ricoprire l’incarico di Direttori dei Musei.
 La piena realizzazione della riforma, a fronte del DPCM che la istituisce, prevedeva ben altre piante organiche; tale rinnovamento dell’organico, con l’introduzione di nuove figure e funzioni, sembra del tutto svanito nelle ipotesi attuali.
 A fronte della volontà politica di incentivare il comparto della valorizzazione, sono del tutto incongruenti le cifre riportate nell’allegato della circolare 68 della Direzione Generale Bilancio (del MiBACT) sulla Programmazione LL.PP. 2015-17. I pesantissimi tagli operati per l’annualità 2015 su moltissimi Musei Nazionali, complessi monumentali e sulla gran parte delle aree archeologiche (spesso lasciati a €. 0) preludono più ad una ‘chiusura’ con eventuale transizione verso forme compartecipate di gestione, piuttosto che una valorizzazione da parte dello Stato.
Per quanto riguarda il disegno di legge Madìa:
 Si sottolinea che, per quanto emerge dalla lettura del testo, i dirigenti degli uffici periferici (Soprintendenti, Direttori, Segretari) sarebbero sottoposti gerarchicamente ai Prefetti, all’interno dei nuovi Uffici Territoriali dello Stato. In questo modo si vedrebbe pesantemente limitata la loro autonomia e capacità discrezionale, frutto di quella preminenza del settore dei Beni culturali riconosciuto in Italia dall’art. 9 della Costituzione.
 Non è peraltro chiaro in che modo verrebbero articolate le funzioni, la riorganizzazione e l’eventuale riduzione degli Uffici periferici nelle varie Regioni, con possibile perdita di controllo sulle realtà patrimoniali locali.
 Preoccupa non poco l’articolazione dei tempi del silenzio/assenso, e comunque l’adozione di un tale provvedimento per un settore delicato come quello in oggetto.
Pur nella consapevolezza che la situazione generale necessitasse di misure estreme verso la semplificazione della P.A., ricordiamo che come operatori dei Beni culturali siamo abituati da anni a difendere il patrimonio culturale e a valorizzarlo a fronte di continui tagli di investimenti da parte dello Stato e di un assetto burocratico di cui siamo le prime vittime. Ci troviamo quindi disorientati di fronte a riforme che di fatto annullano la caratteristica di “settore speciale” dei Beni culturali; tale connotazione è invece necessaria, affinché il Ministero preposto eserciti in totale autonomia la tutela del Paesaggio e del Patrimonio culturale della Nazione, valori espressi nell’art. 9 della Costituzione e che, vale sottolinearlo, fondano l’identità collettiva di cittadini italiani, come più volte ricordato da Salvatore Settis e recentemente ribadito anche da Andrea Carandini sui principali organi di stampa italiani.
A conclusione di questa nota, che non vuole essere solo una lista di lamentele ma piuttosto un tentativo di interazione costruttiva, ci sentiamo di sottoscrivere le considerazioni di Tomaso Montanari riportate su Repubblica del 20.07.2015. La logica dei tagli, orizzontali e fini a se stessi, non sembra pagare, mentre il coraggio di investire su questa Amministrazione porterebbe al raggiungimento di obiettivi di maggiore efficienza ed efficacia in tempi brevissimi.
Aspettiamo in primo luogo da Lei, Presidente Mattarella, un cenno di riscontro a questo appello che viene da chi, quotidianamente, si spende per salvaguardare un Patrimonio che è di tutti.
20.07.2015
Seguono i nominativi dei sottoscrittori dell’appello.
[Omissis]



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