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SALVIAMO E RENDIAMO VISITABILE IL GIARDINO BOTANICO I CICLOPI DI ACITREZZA, BENE DELLO STATO DIMENTICATO E DEPAUPERATO!
2015-07-30
FREE GREEN SICILIA – SOS BENI CULTURALI SICILIANI

Salviamo e risaniamo rendendolo visitabile il Giardino botanico i Ciclopi, bene pubblico dimenticato dalle stese Istituzioni che lo dovrebbero proteggere e depauperato sotto gli occhi di chi non ha voluto vedere.

Acitrezza e la Sicilia hanno uno storico e invidiabile Giardino Botanico sulla costa dei Malavoglia e di Ulisse ma solo in pochi ne conoscono l’esistenza e ancora meno la sua importanza e rilevanza culturale e botanica. Giardino botanico denominato dei Ciclopi dichiarato di interesse culturale dal D.D.G. n°1677 del 20 giugno 2013, ai sensi dell’articolo 12 del D.lgs. 42/2004 ovvero del Codice dei Beni Culturali e paesaggistici. Giardino botanico dal 2000 di proprietà dello Stato, essendo tra i beni confiscati alla mafia, trasformato suo malgrado da decenni in lido balneare con tanto di strutture, probabilmente abusive, che ne hanno stravolto e degradato nel tempo l’immagine e il sistema architettonico e botanico oltre a non renderlo fruibile e visitabile, ai cittadini del luogo e ai turisti. Decreto richiesto dalla Sovrintendenza di Catania nel 2013, anche grazie alle iniziative intraprese negli anni da Free Green Sicilia, per il rilevante interesse storico artistico in quanto “Nonostante il degrado in cui attualmente si trova il giardino, costituisce un importante esempio di giardino di acclimatazione per le preziose rarità botaniche ancora presenti…”. Ma dall’emanazione del decreto per il risanamento del Giardino non è stato fatto nulla, eppure è di proprietà dello Stato! A tal fine e’ stata realizzata nel 2009 (ci chiediamo perché non sia stato fatto decenni prima!) una prima catalogazione sulle piante esistenti da parte dall’Università di Catania e dell’Orto botanico ‘..anche allo scopo di avvicinare il grande pubblico alla conoscenza dello stesso’(allegato al decreto ‘Relazione storico-artistica’).

Ma cosa è cambiato da allora? E stata riportata dalle autorità la legalità infranta per anni?

Il Giardino botanico di Acitrezza/Acicastello è un esempio di spazi verdi concepiti per le collezioni botaniche, primi esperimenti di acclimatazione di piante esotiche ancora sconosciute, che cominciano a prosperare a Catania dal Settecento quando si trasforma in una vera moda praticata da famiglie aristocratiche. Il Giardino botanico dei Ciclopi rientra in tale aspetto impiantato agli inizi del XX secolo dal proprietario del terreno adiacente alla casa di villeggiatura, il professor Ernesto Guarnaccia, botanico dilettante ma capace di lasciarci un patrimonio che rischia giorno dopo giorno, decenni dopo decenni, di depauperasi del tutto grazie anche a tutte quelle strutture che a nostro avviso, peraltro, sarebbero abusive, così come la piattaforma di cemento che ha ricoperto del tutto la costa lavica adiacente (che peraltro continua ad impedire con le recinzione il collegamento pedonale tra Acicastello e Acitrezza, alla faccia del democratico referendum) e di cui si aspetta con ansia l’intervento della Giustizia dopo le nostre formali denuncie.

‘Free Green Sicilia, dichiara Alfio Lisi portavoce dell’associazione’ proprio per l’importanza del prezioso Giardino botanico dei Ciclopi ha lanciato da tempo e formalmente un accorato appello al proprietario del bene pubblico, che è lo Stato, e a tutte quelle autorità (tra cui il Ministro dei Beni Culturali che ha anche informato, nota 0013729 del 10.6.15, il Ministro dell’Interno e dell’Ambiente per le loro competenze in materia nel rispetto dell’autonomia siciliana) che devono per i propri compiti istituzionali inderogabili preservarne l’integrità e la conservazione oltre a liberarlo dalla e strutture abusive e deturpanti a permetterne la libera fruibilità anche in considerazione del rilevante e unico pregio storico-botanico e architettonico tra i pochi ancora in vita, anche se degradata, nel nostro territorio catanese e siciliano.

Non basta la confisca di beni gestiti dalla mafia da parte dello Stato ma si deve riportare la legalità estirpando tutti gli abusi, che non vengono sanati con la confisca, inflitti al territorio nel rispetto della normativa vigente,.allora lo Stato rischia di diventare ‘complice’ di tali scempi.



Alfio Lisi

Portavoce

Free Green Sicilia

SOS Beni Culturali Siciliani



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