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Gli abilitati in storia dell'arte: un documento e una raccolta firme
2015-09-21
Comitato Abilitati classe A061 (Storia dellArte)

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
dott. Matteo Renzi
Al Ministro dellIstruzione
On. Stefania Giannini
Al Ministro dei Beni e delle Attivit Culturali e del Turismo
On. Dario Franceschini
Agli Uffici Scolastici Regionali Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e relativi
Uffici Scolastici Provinciali

e p.c.
ANP Associazione Nazionale Dirigenti ed Alte Professionalit della Scuola
ANISA (Associazione Nazionale Insegnanti Storia dellArte)
CUNSTA (Consulta Universitaria Nazionale per la Storia) dellArte


La cultura la carta di identit di un popolo, la cultura e la bellezza saranno la chiave della salvezza del nostro futuro. Con queste parole il Premier Matteo Renzi ha salutato gli 85 ministri della cultura intervenuti da tutto il mondo allEXPO il 30 luglio scorso. Richiamando queste parole di augurio e speranza abbiamo deciso di aprire il documento ufficiale con il quale noi, centinaia e centinaia di professionisti della cultura e della bellezza, docenti che insegnano levoluzione del linguaggio delle forme e degli stili, chiediamo di vedere realizzato finalmente il punto cardine in virt del quale queste parole possano trasformarsi in fatti, vale a dire in un rinnovato e pi importante ruolo da affidare alleducazione e allinsegnamento dellArte e della Cultura nel nostro paese.
Della valorizzazione della Storia dellArte in ogni scuola italiana si parlato molto, e rinnovate speranze si sono riaccese a seguito delle dichiarazioni del Premier e del Ministro Giannini circa il ruolo fondamentale che la materia avrebbe avuto nel nuovo sistema scolastico previsto dalla Riforma. Nonostante ci, nella legge 107/05, non appare nessun reintegro della materia negli istituti scolastici, lasciando tutto a un probabile e possibile, comunque aleatorio, potenziamento operato a scelta e discrezione dei Dirigenti scolastici. Ma quanti nelle nostre istituzioni scolastiche hanno la reale percezione dellimportanza e della necessit di questa materia per lo sviluppo del nostro paese? Purtroppo non di molto tempo addietro la celebre dichiarazione di un ministro che decret: con la cultura non si mangia e probabilmente questa era ed la percezione generalizzata di una parte considerevole dellopinione pubblica. proprio questa erronea convinzione a dover essere modificata e cancellata.
Ci pu avvenire solo ed esclusivamente attraverso una capillare, seria e corposa educazione allArte e alla Cultura. Uneducazione che, ben lungi dal richiamare astratti e idealistici principi di bellezza, spinga ad interpretare e intendere lespressone artistica come genius loci, come tratto distintivo di un luogo e di una comunit, come risorsa morale, sociale ed economica sulla quale si pu e si deve incardinare il rilancio del nostro Paese.
La straordinariet del nostro patrimonio artistico e le sue enormi potenzialit non sembrano mai essere state comprese appieno nei nostri ordinamenti scolastici, dove la Storia dellArte ha da sempre rivestito un ruolo quasi marginale, secondario e i suoi docenti sono stati e sono considerati figli di un dio minore. In virt di ci urge qui richiamare proprio la peculiarit di questi docenti: gli abilitati della disciplina A061 sono storici dellarte, archeologi, ricercatori, professionisti della Conservazione e della Valorizzazione del Patrimonio Artistico, che in anni e anni di precariato non hanno mai smesso di mantenere vivo, per amore e per lavoro, un contatto forte con il modo dei Beni Culturali. Si tratta di docenti che, proprio per questa specificit, possono aprire le nostre scuole a un rapporto stretto e intenso con i territori di riferimento, possono favorire il dialogo e il collegamento delle scuole con le istituzioni culturali, possono spingere verso una comprensione delle relazioni fondamentali tra la cultura e i nuovi modelli di economia e sviluppo del territorio. A tal fine si fa presente che molti docenti della disciplina hanno sostenuto, nel corso dei propri studi, anche esami di legislazione, economia, restauro dei Beni Culturali, assimilando quindi una visione poliedrica e globale dellimmenso patrimonio italiano ed estero, che essi sono in grado di trasmettere alle nuove generazioni, anche in termini di percorsi scolastici inter e transdisciplinari.
Alla luce di queste considerazioni, il Comitato composto dai docenti di storia dellarte (cdc A061)
CHIEDE

1) che il Governo e, in primis, il MIUR adottino tutti i provvedimenti necessari per ripristinare le ore tagliate di Storia dellArte e inoltre, potenziarne le offerte didattiche, cosicch i docenti di Storia dellarte (classe A061) non vedano ancora una volta disintegrarsi le proprie aspettative e speranze, per poter svolgere quello che, se comunemente ritenuto un lavoro, per lintera categoria rappresenta una missione educativa e un atto di amore e fiducia verso le nuove generazioni.

Si fa presente che, alla luce dellattuale piano assunzioni, i docenti iscritti in GAE per la materia A061 sono circa 1857, mentre sono soltanto 40 le cattedre disponibili sullorganico per le fasi di assunzione A e B. Infine il numero delle domande destinate alle predette fasi risulta essere 961.
APPARE LEGITTIMO QUINDI CHIEDERE: COME SI INTENDE ASSUMERE CHI HA PRODOTTO DOMANDA?
evidente che un numero cos limitato di cattedre disponibili, persino risibile, non lascia immaginare facilmente la possibilit di un potenziamento che giunga ad aumentare le assunzioni da 40 a 961, se non con un piano strategico ben guidato da principi precisi volti, tra laltro, a tenere ben presenti anche i diritti dei docenti di Storia dell'Arte.
A ci deve essere aggiunto un altro elemento: lo scarso numero di ore destinate allinsegnamento di Storia dellarte nelle nostre scuole contrasta non solo con gli aventi diritto in GAE, ma anche con i diritti delle centinaia di nuovi abilitati (circa 800) che nellultimo biennio hanno seguito ben due cicli TFA (2012/2013 e 2014/2015) sulla classe A061. Va inoltre tenuto in debita e profonda considerazione che gli abilitati TFA, al Pari di quelli SSIS presenti in GAE, hanno sostenuto un lungo e difficile percorso selettivo, al quale seguito un altrettanto lungo percorso formativo culminato nellespletamento di una impegnativa prova desame finale. Ci auguriamo pertanto che il Ministero della Pubblica istruzione, con i bandi di abilitazione in Storia dellArte classe A061, dimostri, in un futuro quanto mai prossimo, di essersi mosso sulla base di una visione dellinsegnamento di questa materia adeguata alle esigenze della Scuola Italiana e della Nazione Italiana.

2) La sistemazione dellannosa questione relativa alla titolarit in alcuni indirizzi scolastici della materia A061 Storia dell'Arte e della A025 Disegno e storia dell'arte.

Le due categorie di abilitati e le loro materie dinsegnamento sono in tutto differenti, nonostante le apparenti e facili ambiguit: quanto la prima una materia umanistica e deve essere insegnata da storici dellarte, archeologi e conservatori, tanto la seconda appartiene allarea tecnica ed giustamente presente negli indirizzi scolastici dove prevale un taglio pi tecnico e scientifico. Tale differenza stata ribadita anche in sede di bando dei Cicli di TFA che, infatti, continuano a tenere ben distinte e separate le due aree di formazione e di abilitazione.
La riforma Gelmini aveva delineato in modo abbastanza netto gli istituti per luna o laltra disciplina, affidando i licei classici, artistici, coreutici, musicali, delle scienze umane e linguistici alla A061, proprio per il taglio umanistico degli stessi indirizzi.
Negli anni successivi, in forza di circolari ministeriali, nei Licei coreutici, musicali, delle scienze umane e linguistici, la disciplina Storia dell'Arte stata considerata materia atipica, tale cio, da poter essere insegnata anche dagli abilitati sulla cdc A025 Disegno e Storia dell'Arte. A tali docenti, dunque, veniva di fatto concessa la possibilit di insegnare una disciplina per la quale tuttavia non avevano conseguito abilitazione, trattandosi giuridicamente di due classi di concorso ben distinte per titoli di accesso, formazione e finalit. Cos stando le cose chiediamo che nellattuale fase di revisione delle classi di concorso tale ambiguit venga finalmente superata, con una distinzione netta tra le due discipline e i relativi ambiti di intervento, lasciando chiaramente alla Storia dell'Arte (cdc A061) tutti gli indirizzi liceali di taglio umanistico e gli indirizzi commerciali e turistici per i quali, in coerenza con quanto specificato nellincipit la Storia dellarte rappresenta altrettanto una disciplina cardine.

3) L'estensione della disciplina Storia dellArte (cdc A061) a tutti gli indirizzi della Scuola Secondaria di secondo grado come materia basilare del curriculum di ogni indirizzo scolastico.

Abbiamo a ragione fatto riferimento allimportanza dello studio della Storia dellarte e al fatto che essa costituisce un tassello essenziale della formazione umana e civica di ogni essere umano e di ogni cittadino della Repubblica Italiana. Alla luce del nostro immenso patrimonio artistico, lItalia ha il dovere di garantire tale formazione a tutte le future generazioni, considerando il linguaggio delle testimonianze materiali, ovvero la Storia dellArte, quasi la seconda lingua degli Italiani!
Da quanto detto risulta evidente la necessit pedagogico-didattica di rendere presente la Storia dellArte (cdc A061) tra le discipline previste nei trienni finali di tutti gli indirizzi scolastici, con programmi attinenti alla vocazione di ciascun indirizzo e di aumentare il monte ore nei Licei estendendolo allintero quinquennio. Questo purtroppo, attualmente, non accade poich:
nei Licei attualmente la Storia dellArte presente in maniera esigua (spesso, come riferito nel punto 2, accompagnata dal disegno - cdc A025 - che conferisce quindi alla disciplina un carattere esclusivamente tecnico);
negli Istituti Tecnici la Storia dellArte attualmente presente solo nell'indirizzo turistico, mentre sarebbe significativo e opportuno estendere la presenza della disciplina agli altri indirizzi, alla luce dellalternanza scuola-lavoro che rende fondamentali i rapporti tra scuole, proloco, industrie ricettive, associazioni culturali, soprintendenze, musei, statali e non, rapporti che i docenti di Storia dellArte, come chiarito, sono in grado di garantire e gestire;
negli Istituti Professionali la Storia dellArte stata eliminata dalla riforma Gelmini, riforma che, per quanto riguarda i quadri orari sia degli Istituti Tecnici che Professionali con sentenza n. 3527/2013 era stata annullata. A tal proposito rammentiamo inoltre che il Tar Lazio, sez. III bis con decisione n. 6438/2015 ha ordinato al MIUR di dare immediata esecuzione alla predetta sentenza, pena il commissariamento dello stesso. Ad oggi, tuttavia, non ci risulta che si sia dato seguito a tali ordinanze. Ci permettiamo, infine, di sottolineare come la scomparsa dellinsegnamento della Storia dellArte da istituti come quello Alberghiero o quello a indirizzo Moda costituisca una grave, se non paradossale mancanza. evidente a tutti il rilievo professionalizzante che tale disciplina assume allinterno dei succitati indirizzi e istituti.
.
Gli effetti diseducativi di una cos grave assenza dellinsegnamento della Storia dellArte sono tali da togliere integralit e compiutezza alla formazione della personalit dello studente, precludendogli la possibilit di studiare una disciplina che educa, attraverso la bellezza, al concetto di bene comune, di comprensione dei tratti culturali di un territorio, dei valori dellambiente e dei saperi tradizionali, dai quali la nostra migliore produzione artigianale e industriale trae forza vitale e slancio creativo. chiaro che la riduzione e, in molti casi, il mancato studio della Storia dellArte produce un vulnus inammissibile nella formazione integrale dei nostri studenti che costituisce, pur nella variet degli indirizzi disciplinari, il fine comune dellazione didattica della Nostra Scuola.

Per informazioni e sottoscrizioni possibile scrivere a:
abilitatia061@libero.it






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