LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

CATANIA: GRAZIE A FREE GREEN SICILIA-SOS BENI CULTURALI LIBERATI DALL’OBLIO DI SECOLI I MAUSOLEI DEI REALI ARAGONESI DI SICILIA
2015-10-18
Free Green Sicilia

FREE GREEN SICILIA – SOS BENI CULTURALI

Grazie all’accorato appello pubblico di Free green Sicilia- SOS beni culturali, accolto dall’Arcivescovado, - afferma il portvace dell'Associazione - i due preziosi e stupendi sarcofagi contenenti la famiglia reale Aragonese di Sicilia sono stati riportati alla luce, sottratti a secoli d’oblio ingiustificato e della cui esistenza solo in pochi erano al corrente. I due sarcofagi-mausolei di grande valore storico e artistico adesso possono essere visitati nei giorni di martedì, venerdì e sabato esposti nella cappella della Madonna in Cattedrale assieme alla sacrestia dove si può ammirare il bellissimo affresco opera di sconosciuto che riproduce come una fotografia la colata lavica del 1669 che seppellì parte della città nella parte ovest coprendo le mura esterne del castello Ursino. Fu proprio il Castello Ursino la dimora della famiglia reale Aragonese di Sicilia, gli unici reali che abbiano mai soggiornato a Catania che per un secolo (1300) hanno segnato ‘nel bene e nel male’ la vita di Catania e della Sicilia.
E’ dagli anni ‘50 che i due sarcofagi sono conservati all’interno della Cappella della Madonna (accanto all’altare dedicato a S.Agata) e fu allora che grazie ai lavori di restauro della Cattedrale, e al ‘coraggio’ della Sovrintendenza pro-tempore (altri tempi!) , i due preziosi sarcofaghi contenenti i reali Aragonesi re di Sicilia, murati ‘vivi’ nel XVI secolo nell’abside maggiore della cattedrale dall’allora vescovo Rebiba, erano stati riportati alla luce, sottratti momentaneamente all’oblio di secoli. Per ritornarci subito dopo fino ad oggi.
Ecco parte della descrizione esteriore dei due monumentali sarcofagi da parte dell’illustre archeologo e accademico Guido Libertini (tra l’altro anche Rettore dell’Università di Catania dal 1947 al 1950 e primo direttore onorario del Castello Ursino, anni’30, artefice del suo restauro nel quale allestì il primo ‘museo civico’) come pubblicata nel Giornale dell’isola nella domenica dell’11 maggio 1952: “…quello che attualmente racchiude ben cinque salme di principi è un grandioso sarcofago marmoreo romano …sontuosi sarcofagi romani che furono usati dall’età degli Antonimi sino a oltre la metà del secolo III d.C. …un esemplare di questa serie è oggi collocato presso il Battistero di Firenze , un altro si trova nel museo di Costantinopoli…” . L’altro sarcofago è stato realizzato e personalizzato per la regina Aragonese Costanza, sposata con Federico III in Cattedrale: ‘..una cassa marmorea ...che in uno dei lati mostrava, al centro, in bassorilievo, una rappresentazione dell’Agnus Dei e, ai quattro angoli, i simboli degli Evangelisti, poi giunti al grande coperchio megalitico, ecco venir fuori , in altorilievo, l’immagine della regina Costanza, distesa sul letto di morte, col capo cinto della corona regale, la testa adagiata su un ricco cuscino damascato con gli stemmi di Aragona, il corpo rivestito da un paludamento semplice ma dignitoso, le mani incrociate sul ventre, il rosario avvolto al braccio, coi piedi poggiati su di un simbolico cagnolino’. E aggiungeva “Nonostante la stilizzazione , io credo che questa immagine costituisca un importante documento iconografico della giovane madre della regina Maria’. In quanto la regina di Sicilia Costanza, incoronata proprio presso la Cattedrale, che visse al Castello Ursino trasformata da fortezza in residenza reale proprio dagli Aragonesi qui vi moriva poco dopo aver dato alla luce la figlia Maria, che prese il posto appena nata della madre e che nella stessa regia partorì il proprio figlioletto ma che vi morì ancora fanciullo dopo essere stato battezzato sempre nella Cattedrale.
Lo stesso Libertini suggeriva ‘…una sistemazione analoga a quella delle tombe imperiali del Duomo di Palermo , vale a dire creando una ‘Cappella reale’ in uno degli ambienti adiacenti alla navata di mezzogiorno e precisamente nell’antica sagrestia dove sono una bellissima bifora, una porta ogivale tracce di un affresco quattrocentesco..’. Cappella reale o di corte che, in parte, esiste ancora al Castello Ursino voluta dalla regina Maria per ospitare il sarcofago della regina madre, Costanza.

Alfio Lisi
Portavoce
Fre Green Sicilia
Sos Beni Culturali



news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news