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Scempio urbanistico a Riccione a causa del trc frutto della legge Obiettivo
2015-10-16
Comitato No a Questo trc

Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile PATRIMONIO SOS Italia,

con la presente vorremmo sottoporre alla vostra attenzione l’annosa vicenda relativa al progetto di Trasporto Rapido Costiero (TRC), l’opera di collegamento delle stazioni ferroviarie di Rimini e Riccione.
Il trasporto Rapido Costiero è una linea filoviaria di circa 10 km su infrastruttura dedicata, parallela ai binari ferroviari.
Il progetto è nato 20 anni fa e all’epoca rappresentava un’innovazione strutturale per la costa, avendo premesse molto diverse da quelle che abbiamo di fronte oggi. Ma di rapido ha ben poco, in quanto trattasi di un percorso che, per buona parte del tracciato, è a senso unico alternato con altimetria a saliscendi tipo bruco mela. E’ così, non è una battuta.

Oggi ci troviamo di fronte ad un impatto ambientale deturpante per il tessuto urbano, che ha già causato l’abbattimento di centinaia di alberi centenari nel cuore della città, dove verrà costruito un muro di cemento armato alto in alcuni punti fino a 6 metri con una estensione della carreggiata, sulla quale dovrà passare il mezzo, tra i 5 e gli 8 metri. Un “muro di Berlino” che è una vera e propria frattura, uno smembramento della città in due. Una concezione a dir poco obsoleta della mobilità e della qualità urbana, in un’epoca in cui sia l’urbanistica che le politiche del trasporto pubblico e privato stanno andando in tutt’altra direzione.
Ribadiamo che come Comitato No a Questo Trc in rappresentanza di migliaia di Cittadini NON siamo contro il trasporto pubblico, ma contro questo delirio urbano che sta urbanisticamente stuprando la nostra ridente Cittadina una volta conosciuta come Perla Verde dell’Adriatico.

Ormai la strage di alberi purtroppo è compiuta e parte del muro è già stata realizzata, ma basterebbe poco, a nostro avviso, per contenere e ridurre l’impatto di quest’opera. Un’ipotesi di variante che mantiene i tempi di realizzazione e riduce i costi di oltre 7 milioni di euro.
Si potrebbe terminare senza danneggiare irrimediabilmente il centro della città, un’opera progettata vent’anni fa, quindi vecchia e superata, non più attuale rispetto alle nuove tecnologie e alle esigenze della popolazione, per un costo di ben 100 milioni di euro.

Un po’ di storia
L’idea di una linea di metropolitana di costa che collegasse Ravenna a Rimini, nasce in Regione Emilia Romagna tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta venendo inserita nel piano integrato dei trasporti regionale.

Per il tratto di costa che va da Ravenna a Rimini il sistema di collegamento previsto è (e rimane) quello ferroviario; per il tratto che va dalla stazione ferroviaria di Rimini alla stazione ferroviaria di Riccione viene invece prevista e progettata una infrastruttura che consenta di far viaggiare su gomma un bus doppio in sede protetta.
Il TRC rientra nel primo programma delle opere strategiche individuate con delibera CIPE 21/12/2001 n° 121 attuativa della Legge 21/12/2001 n. 443 (cosiddetta Legge Obiettivo). Con tale delibera veniva approvato il progetto e assegnato un finanziamento statale di oltre 42 milioni di euro a fronte di un costo complessivo pari a 92 milioni di euro. Soltanto nel 2008, con Accordo di Programma firmato da Regione Emilia Romagna, Provincia di Rimini, Comune di Rimini,Comune di Riccione, Comune di Misano Adriatico, Comune di Cattolica, Consorzio di Enti Locali Agenzia Mobilità provincia di Rimini ,veniva disciplinata la realizzazione della infrastruttura metropolitana denominata Trasporto Rapido Costiero (TRC).

Da come venne pensato a come si sta realizzando sono cambiate non solo le premesse e, chiaramente, il contesto, ma anche i tratti distintivi del progetto stesso. Si prevedeva, tra l’altro, il passaggio di un filobus con guida ottica o magnetica, a conduzione completamente automatica, mentre oggi abbiamo a che fare con un viadotto per un banalissimo bus. Sono dunque definitivamente spariti gli elementi innovativi, tecnologici, di sostenibilità che caratterizzarono quella visione.
In merito ricordiamo che questo tracciato porterà alla soppressione della storica filovia elettrica linea 11 Rimini – Riccione (attiva dal 1939), l’unica tratta del Trasporto Pubblico Locale in attivo gestionale, che serve tutta la fascia turistica costiera con fermate a pochi passi dagli Hotel.

Con questa lettera siamo a richiedervi attenzione su questo progetto così violento, insensato e inattuale che sta devastando la città di Riccione.

Siamo ovviamente a disposizione per fornirvi informazioni, chiarimenti, materiali, documentazione video e fotografica al fine di comprendere al meglio l’intera vicenda.

Confidiamo e speriamo sinceramente nel vostro interessamento e vi chiediamo di aiutarci ad accendere più riflettori possibili sulla nostra meravigliosa città.


Per il Comitato No a Questo trc
Il Presidente
Massimo Angelini



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