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Area militare di Vitinia "ex Deposito Carburanti"- lettera aperta al Ministro
2016-01-28
Associazione VIVIAMOVITINIA

Roma, 15 marzo 2015
Prot. N. 69/2015


“Guarire ogni atto di incuria che più ferisce il nostro patrimonio artistico, architettonico e naturale… Un paesaggio deturpato, un luogo dall’identità violata, un equilibrio compromesso che si vorrebbe riportare all’integrità originaria… In molti di questi casi la soluzione sarebbe a portata di mano, anche se la soluzione ideale, naturalmente, dovrebbe essere quella di progettare in maniera consapevole. Il paesaggio urbano, tanto quanto quello naturale, viene infatti sfigurato dagli interventi, ma ancor più dai progetti che ne sono alla base e dalle autorizzazioni che ne permettono la realizzazione…”.

Così recitava il FAI presentando il concorso “I luoghi del cuore” del 2008 al quale l’ ha partecipato con successo, in difesa del suo “luogo del cuore”: l’area militare “ex Deposito Carburanti” di Vitinia.

LETTERA APERTA

Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, on. Dario Franceschini

Al Sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, on. Ilaria Borletti Buitoni

Alla Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, dott.ssa Renata Codello

E, p.c. Al Presidente del FAI, prof. Andrea Carandini

Oggetto: Area militare di Vitinia “ex Deposito Carburanti”

È appena trascorso il quindicennale dell’Associazione VIVIAMOVITINIA, costituitasi l’8 aprile 1999 con l’obiettivo primario di ricavare un parco pubblico dall’area militare denominata “ex 3° Dep. Cel. VITINIA”, una volta dismessa.

È una splendida area di oltre cinquanta ettari, di grande interesse archeologico, storico, monumentale e naturalistico, inglobata nel quartiere Vitinia che, al contrario, è un quartiere completamente sprovvisto di verde pubblico e di qualsiasi altra struttura idonea all’esercizio di attività sportive o ludiche o di luoghi pubblici di aggregazione.

Ottenere un parco significava e significa non solo soddisfare le giuste esigenze dei cittadini che non godono neppure dello standard medio di verde urbano, o sopperire alle carenze di servizi del quartiere, che nell’area troverebbero, appunto, la giusta collocazione.
La battaglia è volta a salvare uno degli ultimi lembi di Campagna Romana e a mantenere, per tutti, un polmone verde che argini l’espansione edilizia dei quartieri limitrofi.
La battaglia è volta, soprattutto, a salvaguardare il valore intrinseco dell’area stessa con tutti i tesori già ben visibili e con quelli che cela, affinché tornino al più presto a riveder le stelle.
Questa consapevolezza, acquisita dai cittadini di Vitinia che hanno aderito compatti all’annosa battaglia intrapresa dalla nostra Associazione, ha ben presto varcato i confini del quartiere, a partire dalla prima volta che ci è stata data l’opportunità di organizzare la visita dell’area.
Quello che segue è un brevissimo excursus delle tappe più importanti del tortuoso percorso seguito dalla nostra Associazione per ottenere la protezione e la fruibilità dell’area.

• Per proteggere l’area con una norma di livello nazionale e scongiurare ogni tentativo di speculazione, ne abbiamo chiesto l’inserimento nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano con la quale l’area confina a nord e a sud, precisamente, con ambienti che godono della massima protezione, considerata l’importanza dell’area sia come zona di connessione tra i sistemi forestali limitrofi, sia come zona di passaggio tra di essi e il sistema fluviale del Tevere.
• Per assicurarne la fruibilità, abbiamo chiesto all’Assessore all’Urbanistica pro tempore del Comune di Roma di valutare ogni possibilità di intervento, ai sensi della L. 23/12/98 n. 449 che prevedeva l’esercizio del diritto di prelazione da parte di comuni, regioni, province, considerato che l’area in questione era stata inserita nell’elenco annesso al D.P.C.M. 11/8/97, recante l’individuazione di beni immobili nella disponibilità del Ministero della Difesa da inserire nel programma di dismissioni previsto dalla L. n. 662/96.

Il 3 gennaio 2001 l’Associazione “ViviamoVitinia” ha ottenuto la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Sindaco e Ministro della Difesa in base al quale gran parte dell’area sarebbe stata destinata a parco.

Con l’approvazione definitiva del Nuovo Piano Regolatore Generale una parte dell’area – già agricola - ha cambiato destinazione d’uso a seguito dell’incongrua apposizione di un Ambito di Trasformazione Ordinaria (A.T.O.).

Per contrastare le conseguenze di questa destinazione del Piano Regolatore, l’Associazione ViviamoVitinia si è impegnata per la difesa dei vincoli sul Piano Territoriale Paesaggistico Regionale che le Giunte Comunali che si sono susseguite hanno cercato di declassare ed ha prodotto tempestive osservazioni al P.T.P.R., considerato che la Regione Lazio aveva comunque riconosciuto le seguenti caratteristiche dell’area (le prime due sottoposte automaticamente a vincolo paesaggistico ope legis ):

1. zona di interesse archeologico;
2. territorio in parte coperto da bosco;
3. territorio destinato a “Paesaggio agrario di rilevante valore”;
4. individuazione di diversi punti di visuale da salvaguardare.

Nelle more della valutazione delle osservazioni prodotte, con nota Prot. n. 20/2010 del 20 marzo 2010, abbiamo attivato la procedura per chiedere la “DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO” dell’area ai sensi del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, illustrando tutti gli aspetti che mettono in luce il patrimonio paesaggistico, ambientale, morfologico, archeologico, storico, culturale e identitario che l’area racchiude, valori tutti contemplati dall’art. 138 c. 1 del decreto stesso.

La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ha evaso la richiesta della scrivente nel giro di pochi giorni comunicando che: “in merito alle valenze archeologiche dell’area in oggetto, le evidenze monumentali e le presenze accertate nel sottosuolo sono state specificamente tutelate con vincolo ex Dlgs 42/04 parte II artt. 10, 13 con D.M. 19/02/2010 (previo procedimento di verifica ex articolo 12) di cui si allega planimetria.”. Successivamente, la scrivente ha chiesto ed ottenuto dalla citata Soprintendenza anche la copia del decreto e della documentazione che ne costituisce parte integrante, (oltre alla planimetria catastale, la dettagliata relazione).

La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma ha dato incarico di effettuare la verifica dell’interesse culturale dell’area ai sensi dell’art. 12 del D. Lgs. n. 42/2004 all’allora Ispettore di zona pro tempore, che ha avviato la procedura evidenziando, nella richiesta al Ministero della Difesa, che, ai sensi del 1° comma dell’art. 10 del D.Lgs. n. 42/2004, “Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato… che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.” e che quindi l’Area di Vitinia “ex Deposito Carburanti” rientra fra questi.

Le indagini attivate con ispezioni effettuate sul posto sono arrivate a dare ottimi risultati in quanto
hanno confermato l’importanza della parte storico-monumentale dell’area. Oltre ai residui di archeologia industriale ben visibili, è stato possibile verificare la portata del tesoro sommerso, grazie alla ricerca effettuata dal funzionario incaricato dalla Soprintendenza quale Responsabile del procedimento attivato dalla nostra associazione, che il 17 maggio 2011 ha iniziato ad effettuare la verifica dell’interesse culturale dell’area, inizialmente, con l’ausilio del fotografo della Soprintendenza, poi, costretto a proseguire da solo la missione, fotografando con mezzi propri.
Calandosi nei cunicoli e nei labirinti impervi costituenti una dorsale interrata che attraversa l’intera area, per mesi, sia con il buono che con il cattivo tempo, ha messo a repentaglio la propria vita nell’immenso ginepraio sommerso, pieno d’incredibili dislivelli colmi di liquame residuato dei carburanti dove avrebbe potuto trovare di tutto, animali come persone.
Non pago, l’integerrimo funzionario ha contestualizzato territorialmente e storicamente l’opera attraverso la ricerca letteraria e le verifiche che hanno confermato le sue iniziali intuizioni.
Partendo dall’analisi del quartiere, ha poi proseguito la ricerca lungo la linea difensiva che andava da Civitavecchia ad Anzio passando per Vigna di Valle e per Montecavo, localizzando puntualmente capisaldi, bastioni e fortificazioni.

Ha così scoperto CAPOLAVORI DI INGEGNERIA IDRAULICA ED ELETTRICA: sistemi di pompaggio di carburanti, filtraggio, prelievo dal Tevere dell’acqua, restituita al fiume previa depurazione. Sistema probabilmente sperimentale in ambito nazionale, militare e non solo.
I risultati conseguiti hanno evidenziato il ruolo fondamentale svolto dall’area militare, baluardo nel contesto storico-monumentale nel quale è inserita non solo per la distribuzione di carburanti alle Forze Armate legata a fattori bellici, ma anche in funzione dell’espansione della città verso il mare.

Con la dignità personale e professionale che lo contraddistingue, ha poi dedicato il proprio tempo privato ad elaborare la documentazione raccolta a proprie spese.
Nel 2012, sono state consegnate alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma oltre duemila foto a corredo della ricchissima e documentata indagine. La specifica relazione è stata formalmente depositata dal ligio funzionario presso la Soprintendenza, affinché proseguisse l’iter gerarchico, così come previsto dall’art. 12 del D.Lgs. n. 42/2004.

L’Associazione VIVIAMOVITINIA, quale responsabile della procedura volta ad ottenere la ”DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO” dell’area, si è subito attivata per conoscerne l’esito.
Serbavamo tutti grandi aspettative dalla valutazione che la Soprintendenza avrebbe dato all’indagine monumentale della quale ben conoscevamo la portata, ma il lavoro sembra essersi dissolto nel nulla!

CIÒ CHE SEGUE HA DELL’INVEROSIMILE!
Dal momento in cui risultano consegnati gli atti relativi alla verifica dell’interesse culturale, tutti gli aspetti della vicenda sembrano diventati evanescenti.
Ecco, infatti, quanto a noi risulta:
• la tanto attesa risposta dell’Autorità Gerarchica preposta è giunta sulla scrivania del funzionario in modo irrituale tramite un post it dichiarante l’impossibilità economica della Soprintendenza a sviluppare le foto (60 Euro!);
• l’architetto che ha svolto l’indagine, di fatto, sembra non essere più responsabile del procedimento senza però che, con provvedimento formale, gli sia stato revocato l’incarico avuto.
Da quel momento, è calato sulla vicenda un inquietante silenzio ed è stato vano ogni tentativo di infrangerlo.
IL RISULTATO DELL’INDAGINE NON È MAI VENUTO ALLA LUCE!

Per conoscere lo stato degli atti, la scrivente si è recata presso l’Ufficio del MIBACT preposto alle visure.
Inizialmente, le è stato vietato l’accesso.
Solo dopo non poche peripezie ha avuto la sorpresa di constatare - tramite appunto scritto a mano, su carta non intestata - l’apposizione di un Decreto di vincolo su una parte dell'area militare in questione.
Si tratta del DECRETO emanato il 21 febbraio 2013.
A seguito di reiterate richieste, la scrivente ha ricevuto non il Decreto, ma una dichiarazione della Soprintendenza – questa volta su carta intestata - recante gli estremi del Decreto, senza poter prendere visione né del Decreto, né degli allegati.
Dopo aver superato ulteriori, intollerabili ostacoli, la scrivente è finalmente riuscita ad accedere all’Ufficio delle Visure ed è riuscita a beneficiare della lettura del Decreto, nonché della scarna relazione e della mappa e visionare le poche foto allegate.
Ha così constatato che il Decreto 21 - 02- 2013, per quanto molto gradito, non ha nulla a che vedere con la procedura intrapresa. Gli atti esaminati, infatti, fanno esplicito riferimento ad una richiesta del Ministero della Difesa (successiva alla procedura attivata dalla scrivente).
Pur tuttavia, leggendo la relazione, appare evidente che la stessa include alcuni passi messi in rilievo dalla scrivente proprio nella relazione volta ad ottenere la “Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico” dell’area militare di Vitinia.

DI TUTTO IL RESTO, DELL’ATTIVITÀ POSTA IN ESSERE DALL’ASSOCIAZIONE VIVIAMOVITINIA E DEI MESI DI LAVORO OCCORSI ALL’ARCHITETTO PER ASSOLVERE L’INCARICO, NEPPURE LA MINIMA TRACCIA SUGLI ATTI ESAMINATI!

Ne deriva che, ai fini della emanazione del decreto del 21.2.2013, deve essere stato incaricato formalmente di svolgere una indagine parallela un altro funzionario a cui è stato assegnato un procedimento in sovrapposizione a quello in corso, che non è stato mai dichiarato chiuso e di cui non è stata mai sollecitata la chiusura. Questo funzionario si dovrebbe esser preso l’onere e la responsabilità di redigere una relazione che ha “giustificato” l’apposizione di un vincolo di portata di gran lunga inferiore a quella accertata dall’architetto già responsabile del procedimento.

La nostra richiesta, dunque, è stata a tutt’oggi ignorata, eppure, i conti non tornano in quanto:
1. la procedura da noi promossa è stata regolarmente attivata;
2. la dettagliata relazione dell’Associazione ViviamoVitinia sembra essere stata letta ed “usata” per scopi diversi, assolutamente riduttivi.
Tutto ciò desta profonde perplessità!

Sta di fatto che, a tutt’oggi, ignoriamo completamente l’esito del lavoro svolto dall’architetto in seno al MIBACT per la VERIFICA DELL’INTERESSE CULTURALE.
Se è questa la tanto evocata trasparenza, c’è di che preoccuparsi.
Così si offende la dignità, ancor prima dell’intelligenza dei cittadini.

Giova ribadire che il percorso intrapreso dall’Associazione ViviamoVitinia ha subito varcato i confini del quartiere destando l’interesse delle grandi Associazioni Ambientaliste e Culturali, di personaggi di spessore del mondo Accademico, di Archeologi, Geologi, Urbanisti e Architetti di alta fama che supportano la nostra battaglia.
Insieme, hanno portato il loro prezioso contributo al Convegno “Quattro passi fra storia e natura…” che la nostra Associazione ha organizzato nel 2011 per far comprendere a tutti le ragioni di un parco.
Insieme, hanno supportato l’azione della nostra Associazione per ottenere la “Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico” dell’area.
Tra i nostri SOSTENITORI, il FAI.

Come premesso, ci siamo guadagnati l’egida del FAI in occasione della quarta edizione del censimento promosso dal FAI "I Luoghi del Cuore 2008": Segnala ciò che rovina i luoghi che più ami. Il concorso si focalizzava proprio sulla segnalazione delle “brutture” da cancellare ed invitava tutti gli amanti del patrimonio artistico, architettonico e naturale del nostro Paese a segnalare - dal 5 giugno fino al 30 ottobre 2008 - ogni atto di incuria verso il territorio.
Fu proprio il FAI - al quale avevamo denunciato già da qualche anno i rischi che correva la nostra splendida area - a sollecitare l’adesione della nostra Associazione al concorso in atto.
Quale migliore opportunità per sostenere visibilmente la nostra causa?
Nonostante i tempi strettissimi, a un mese alla chiusura del bando, non abbiamo rinunciato a metterci in gioco, indicando, come elemento che deturpava il nostro Luogo del Cuore, proprio l’A.T.O. R62 che cambiava destinazione d’uso ad una parte dell’area esponendola alla cementificazione.
La nostra tenacia è stata premiata in quanto ci siamo classificati al VI posto nel concorso con 4.653 segnalazioni, ottenendo un risultato al di sopra di ogni aspettativa.

Per questo motivo la presente - doverosamente rivolta al SIG. MINISTRO ed alla SOPRINTENDENTE, nel rispetto dei ruoli e delle competenze in materia - è volta, in particolar modo, a sensibilizzare al caso il SOTTOSEGRETARIO, ON. ILARIA BORLETTI BUITONI, per il ruolo già dalla stessa rivestito in qualità di Presidente del FAI, affinché il suo attuale incarico governativo garantisca proprio la continuità della difesa di quei valori per i quali - in seno al FAI - ha già strenuamente combattuto.

Ed invero, gli interventi dell’On. Borletti Buitoni, tuttora profusi nella difesa del territorio e del paesaggio, non hanno deluso le nostre aspettative.

E non ha deluso le nostre aspettative neppure l’intervento del Ministro Franceschini la cui risolutezza sul Piano del pae¬sag¬gio della Toscana sarà sicuramente di esem¬pio per tutto il nostro Bel Paese, ulteriormente qualificando il ruolo determinante del MIBACT nella tutela del paesaggio.

Sicuramente, non deluderà le nostre aspettative neppure l’intervento dell’attuale Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, dott.ssa Codello alla quale rivolgiamo il nostro benvenuto!

Non saranno certo deluse neppure le aspettative della scrivente che, quale legale rappresentante dell’Associazione Culturale ViviamoVitinia O.N.L.U.S. - portatrice di interessi diffusi previsti e tutelati dalla vigente normativa - rivendica il diritto di essere messa al corrente degli sviluppi della procedura attivata per ottenere la “Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico” dell’area all’attenzione.

La normativa in ossequio alla quale abbiamo proposto la procedura, sottolinea il ruolo importante di tutti i soggetti che a vario titolo segnalano casi di specie, coadiuvando la Pubblica Amministrazione nella puntuale individuazione del Patrimonio Pubblico da salvaguardare.
È quel che abbiamo fatto con solerzia: la segnalazione è stata recepita, il procedimento è stato attivato. Attendiamo risposte!

Alla luce di quanto sopra, con il supporto di tutti coloro che la sostengono, l’Associazione VIVIAMOVITINIA
CHIEDE:

• di avere conferma che il procedimento di verifica dell’interesse culturale dell’area militare di Vitinia “ex Deposito Carburanti” non è stato mai dichiarato chiuso formalmente;
• di far conoscere comunque le ragioni per cui l’ispettore di zona pro tempore – cioè, l’architetto già responsabile del procedimento - non è stato mai sollecitato a consegnare la dovuta relazione a conclusione del suo lavoro;
• di avere copia dell’atto con cui, al posto dell’architetto ufficialmente demandato a svolgere l’indagine, un altro funzionario è stato successivamente incaricato di effettuare la verifica dell’interesse culturale dell’area che ha portato alla emanazione del Decreto del 21.2.2013;
• di avere copia della relazione consegnata da quest’ultimo funzionario che si è sostituito di fatto o che ha comunque svolto un lavoro di cui era stato ufficialmente incaricato l’architetto formalmente preposto ad effettuare le dovute indagini;
• la PUBBLICIZZAZIONE del prezioso elaborato, frutto dell’opera meticolosa di ricerca e studio prodotta dall’Architetto - già Responsabile del Procedimento - che, svolgendo il suo incarico in seno al MIBACT, doveva dare seguito alla richiesta di “Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico” posta in essere dall’Associazione stessa.
• di conoscere L’ESITO DELL’ACCERTAMENTO DELLA “SUSSISTENZA DI INTERESSE” a cui avrebbe portato LA VERIFICA DELL’INTERESSE CULTURALE attivata dall’Architetto - già Responsabile del Procedimento.
• che al medesimo FUNZIONARIO, che sembra essere stato di fatto esautorato nel ruolo, sia conferito il dovuto RICONOSCIMENTO per l’INCARICO svolto, e gli sia riconosciuta DIGNITA’ ed OGNI MERITO PER ESSERSI DISTINTO NELLA SCOPERTA E NELLA TUTELA DEL PATRIMONIO STORICO, ARCHITETTONICO, INGEGNERISTICO, MONUMENTALE DELL’AREA MILITARE “EX DEPOSITO CARBURANTI” DI VITINIA.

Nel caso in cui la preposta Soprintendenza neghi esplicitamente di conoscere quanto testé rappresentato, la nostra Associazione, non certo quale “parte terza” nella vertenza, ma quale proponente della procedura attivata ed eseguita, si vedrà costretta ad adire le vie legali per esporre la situazione all’Autorità Giudiziaria affinché apra un’indagine per chiarire se c’è stata una evidente omissione da parte dell’architetto già responsabile del procedimento, riguardo all’inoltro degli atti ai superiori gerarchici. In questo caso, l’indagine giudiziaria potrà chiarire come e dove siano stati attinti gli elementi che attestano il vincolo apposto con il Decreto 21 - 02- 2013.

Si mette in evidenza che la parte dell’area militare di Vitinia “ex Deposito Carburanti” che non è stata
sottoposta a vincolo storico-monumentale è da considerare a tutti gli effetti un “bene culturale” ai sensi del 1° comma dell’art. 10 del D.Lgs. n. 42/2004.

Nel caso in cui il MIBACT intendesse disconoscere i risultati della procedura attivata dalla scrivente per ottenere la “Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico” dell’area, dovrebbe dichiarare la “non sussistenza di interesse” della stessa, facendo salva solo la parte già vincolata con il Decreto 21-02-2013 che, si ripete, nulla ha a che vedere con la procedura intrapresa e NON È ASSOLUTAMENTE ESAUSTIVO RISPETTO ALLA REALE POTENZIALITÀ DELL’AREA, assumendosi la responsabilità di consegnare alla certa, indiscriminata cementificazione ciò che resta di un’area di cotanto pregio.

È un’ipotesi, quest’ultima, decisamente scongiurabile, considerato che il futuro dell’area sta a cuore a tutti, non solo ai cittadini di Vitinia, e che tutte le battaglie intraprese dall’Associazione per la sua salvaguardia sono di pubblico dominio, così come sono ormai di pubblico dominio gli incredibili risultati dell’ispezione effettuata sull’area.

In ogni caso, l’Associazione VIVIAMOVITINIA rivendica i diritti sulla propria relazione prot. n. 20/2010 del 20 marzo 2010 della quale, ribadisce, sembra sia stato fatto uso quantomeno improprio in quanto il Decreto 21-02-2013 è completamente escludente dei principi che l’hanno ispirata e che avevano trovato ragione nell’indagine svolta. Peraltro, dalla ricerca - probabilmente maldestra - effettuata dalla scrivente (ma non solo), il Decreto non sembra essere a tutt’oggi ravvisabile sul sito. Se così fosse, sarebbe un ulteriore attacco alla trasparenza.
Nonostante tutto, fino ad ora, LA VETUSTÀ DELL’AREA CON LA GRANDIOSA OPERA DELL’INGEGNO CHE RACCHIUDE, garantisce la sua protezione OPE LEGIS!

Fortunatamente, il CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, normato dal Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, emanato su proposta, tra l’altro, del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, è quanto di meglio potesse essere elaborato per garantire la custodia del nostro prezioso Patrimonio Comune. Basterebbe applicarlo, invece… è ripetutamente disatteso!

In questi anni, nonostante i puntuali dettati normativi, abbiamo dovuto lottare con tutte le nostre forze per scongiurare la cementificazione dell'area:
• sono stati sventati tre tentativi di Cartolarizzazione;
• è stato sventato un Accordo di Programma che avrebbe raddoppiato la cubatura già generosamente concessa dal Piano Regolatore, peraltro, quando il N.P.R. era ancora in fase di adozione;
• è stata sventata una permuta con la quale, in cambio di alloggi per i militari (fuori dell’area) sarebbe stata ceduta tutta l’area ai privati con la capacità edificatoria erogata con l’apposizione dell’ATO.
La battaglia è stata combattuta e si continua a combattere ad armi impari: dalla nostra parte la legge, dall’altra il potere di cambiarla o di raggirarla… deroga su deroga…

Alla luce di tutte queste considerazioni, definire parco l’oggetto dei nostri desideri sembra addirittura riduttivo. Dobbiamo necessariamente restituire all’area il rispetto che merita. È il Codice che ce lo impone, proprio al primo articolo, enunciando i PRINCIPI!

L’area militare di Vitinia “ex Deposito Carburanti” possiede tutti i requisiti per diventare un Museo Archeologico e Monumentale a cielo aperto dedicato alla memoria di tutti coloro che, in pace e in guerra, lo hanno vissuto nel tempo e vi hanno lasciato impronte indelebili ed a tutti i cittadini che lo vivranno e sapranno VALORIZZARLO nella precisa accezione del verbo IMPOSTA dal CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO.

In conclusione, ricordiamo come sempre che il territorio non ci appartiene, ma ci è dato in prestito con l’onere di preservarlo per le future generazioni.
A questo principio - fin troppo enunciato e disatteso – noi tutti dobbiamo credere davvero e pretenderne l’applicazione.

In fiduciosa attesa di una positiva, tempestiva risposta, porgo rispettosi saluti.

Per l’Associazione VIVIAMOVITINIA ONLUS
Paola Badessi

Paola Badessi, presidente dell’Associazione VIVIAMOVITINIA
Sede attuale: Via Codigoro, 22 - 00127 Roma - cell.: 3334984691

La sottoscrizione dei cittadini costituirà parte integrante della presente

Paola Badessi

ADERISCONO ALLA PRESENTE LETTERA:
EBE GIACOMETTI Vicepresidente di ITALIA NOSTRA Lazio
MIRELLA BELVISI Architetto, Vice Presidente di ITALIA NOSTRA Roma
CRISTINA LATTANZI Consigliere Italia Nostra Roma
PAOLO BERDINI Ingegnere, Urbanista, Scrittore
VITO DE RUSSIS Presidente Associazione Diritti dei Pedoni di Roma e del Lazio
MARCELLO PAOLOZZA Associazione Diritti dei Pedoni di Roma e del Lazio
RODOLFO BOSI Architetto, Responsabile Circolo Territoriale Roma Ass. Verdi Ambiente e Società (VAS) VEZIO DE LUCIA Architetto, Urbanista, Scrittore
LORENZO ROMITO Architetto, Responsabile Associazione Stalker Laboratorio d’arte urbana
GEOLOGIA SENZA FRONTIERE
CARMINE LAURENZANO Responsabile Ufficio Legale CODICI
CRISTIANA MANCINELLI SCOTTI Coordinamento Salviamo il Paesaggio
ANDREA DE BERNARDINIS Consiglio di quartiere Eur
COMITATO SALUTE E AMBIENTE EUR
VITTORIO SARTOGO Portavoce Coordinamento Associazioni del Lazio per la Mobilità Alternativa
ELIO ROMANO Portavoce Comitato per l’Uso Pubblico delle Caserme
MASSIMO PIRAS Presidente Associazione Zero Waste Lazio
MATILDE SPADARO Consigliera Italia Nostra
MASSIMILIANO DI GIOIA Presidente Associazione Colle della Strega
ANNAMARIA PROCACCI Comitato per il Verde Urbano



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